Foto cortesia di Reema Hamza e Ayad Al-Nassiri

Reema Hamza: ” Dillo, è amore” , regala al lettore versi poetici vividi non raccontati. L’amore che permane anche nel ” giardino ferito” . La sua poesia è un susseguirsi di scene da gustare come il buon cibo che alimenta l’anima e degustare come il buon vino della vita.
L’amore è qui una sinfonia orchestrale di raffinato ascolto per intenditori.
Elisa Mascia -Italia 19-8-2026








L’icona della salvezza e il rituale del dolore

Una lettura dell’Oriente poetico (Dillo, è amore)

Della poetessa Reema Hamza

Ayad Al-Nassiri
**** Nella sua poesia (Dillo, è amore), la poetessa Reema Hamza apre le porte a una meravigliosa esperienza poetica in cui la sacralità della passione si intreccia con l’intensa e bruciante tragedia umana. Questa poesia non è una semplice e fugace esplosione di emozioni, ma piuttosto un manifesto che ridefinisce l’amore come credo di salvezza e rifugio ultimo contro la durezza del mondo e le fratture della memoria. Attraverso una struttura linguistica coesa e un ritmo che scorre come una preghiera, la poetessa ci conduce in un viaggio tra la devozione spirituale e una profondità struggente che conferisce al testo un’accattivante tonalità di supplica. Il poeta inizia con un’invocazione spirituale che tocca il nucleo stesso del cuore (La mia coppa è velata di sapore / E il mio cuore / È il pensiero del tuo palmo), dove l’io si trasforma in un cercatore immerso nella rivelazione, chiedendo all’amata di svelare la sua profezia sui suoi voti affinché l’amore diventi un rito di purificazione e di cancellazione delle tracce di un passato doloroso. Le immagini raggiungono il culmine della bellezza quando riducono il cuore a un semplice “pensiero nel palmo della mano”, come se tutta l’esistenza fosse stata ridefinita nella misura di un singolo tocco. Poi arriva quella frase che racchiude l’orgoglio dell’anima: “Io sono il portatore della meraviglia”, a dichiarare che il poeta non porta il fardello, come si suol dire, ma piuttosto la meraviglia e l’eccezionale, lavando via con il suo profumo i dolori degli anni.

Poi il testo assume un tono struggente, fluendo con delicata malinconia per trasmettere immagini della realtà umana. La privazione dell’infanzia è incarnata in un’istantanea vivida e sorprendente: “Le altalene, mentre parlano ai bambini, mi fanno soffrire”, dove ai giocattoli viene dato il potere di parlare, diventando testimoni dell’angoscia dell’assenza. La tragedia si intensifica con la perdita del padre che “ha lasciato il mattino appesantito da un giardino ferito”, trasformando il mattino stesso in un essere che porta il peso della perdita. E l’eloquenza tangibile e quotidiana risplende nelle immagini della madre che “cuoce i giorni senza il sale del conforto”, riassumendo le difficoltà degli anni con uno stile visivo che tocca il cuore. La profonda genialità del testo si rivela attraverso l’uso di simboli sottili come balsamo spirituale per il dolore. La risata di Giuseppe, che apre le campanelle delle spighe di grano, e la storia di Maria, che accarezza la palma dell’amore, non sono semplici allusioni fugaci, ma piuttosto un tentativo di santificare questo amore e proteggerlo dagli sguardi dei passanti. La poetessa corona poi questa devozione con una straordinaria reinterpretazione dell’innata saggezza della natura, dichiarando: “In verità, l’anima è sempre incline all’amore”, in un bellissimo cambiamento che eleva l’emozione ai più alti livelli di purezza e trascendenza.

La poetessa impiega uno stile che scorre con una musicalità al contempo tranquilla e potente. Forme di supplica e richiesta conferiscono al testo il ritmo della preghiera, mentre le frasi oscillano tra concisione ed evocatività e lunghezza melodiosa. Lo splendore della poesia si completa con una conclusione radiosa in cui la crescita trionfa sul nulla: “Vieni… così che io possa prostrarmi in gratitudine sulle braci della rima / E le rose possano svolazzare nelle intenzioni dell’argilla”, rendendo l’amore la vittoria definitiva dell’umanità sulla distruzione. La poesia ” Dillo, è amore ” di Rima Hamza è un’esperienza plasmata da un cuore che ha conosciuto la privazione fino a comprendere che l’amore è l’unico miracolo rimasto. È una poesia scritta con acqua di rose e il pulsare del desiderio, che merita di essere letta lentamente, poiché ogni verso cela sotto di sé sorgenti di squisita tenerezza e nobile dolore.

Dillo, è amore

La mia coppa è velata di sapore
E il mio cuore
È il pensiero del tuo palmo
Apri la tua profezia sulle mie promesse
Io sono il portatore di meraviglia
E sigillo con muschio
Lo splendore di storie intrise di lacrime
E recito all’amore il suo tempo stabilito
Non sono forse le campane delle spighe di grano la risata di Giuseppe?

Ti ho nascosto dalla compagnia dei poeti
O mia parola vergine
E ho asciugato con il capitolo di Maria sulla palma del tuo amore
Le altalene, come parlano di bambini
Mi addolorano…
Non ho assistito all’infanzia come dovrebbe essere di gioia
Mio padre morì presto
E lasciò il mattino oppresso da un giardino ferito
E mia madre
Cuoce i giorni senza il sale del conforto
Vicino al mio silenzio
Un’epoca infida porta i nomi più belli come anelli
Maledice il mio ramo
E distorce il mio gusto
La mia voce, che giace dormiente nel tuo cuore, è di pura stirpe
Quindi vieni all’intuizione dei lombi sparsi nel nostro amore
Così potrò prostrarmi in gratitudine sulle braci delle rime
Perché l’anima è incline ad amare
E nelle intenzioni dell’argilla, svolazzano figure simili a rose




ريما حمزة: “قوليها، إنه الحب” تقدم للقارئ أبياتًا شعرية آسرة لم تُروَ من قبل. الحب باقٍ حتى في “الحديقة الجريحة”. شعرها سلسلة من المشاهد تُتذوق كطعام شهي يُغذي الروح، وكخمر الحياة الفاخر.

الحب هنا سيمفونية أوركسترالية، متعة راقية لعشاق الشعر.

إليسا ماسكيا – إيطاليا ١٩-٨-٢٠٢٦






أيقونة الخلاص وشعائرية الوجع
قراءة في المشرق الشعري (قل هو الحب)
للشاعرة ريما حمزة
أياد  النصيري
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تفتح الشاعرة ريما حمزة في قصيدتها (قل هو الحب) باباً على تجربة شعرية مدهشة تتشابك فيها قدسية الشغف مع حرارة الفجيعة الإنسانية. هذه القصيدة ليست مجرد بوح وجداني عابر، بل هي منشور يعيد رسم الحب باعتباره عقيدة خلاص وملاذاً أخيراً لمواجهة قسوة العالم وانكسارات الذاكرة. عبر معمار لغوي متماسك وإيقاع ينساب كالصلوات، تأخذنا الشاعرة في رحلة بين التبتل الروحي والعمق الشجي الذي يمنح النص نبرة ابتهال آسر. تبدأ الشاعرة بالتماس روحي يلمس شغاف القلب (كأسي مُغمض المذاق / وقلبي / فكرةُ كفّك) حيث تتحول الذات إلى مريد يستغرق في الكشف وتطلب من الحبيب أن يفتح نبوته على عهودها ليغدو الحب طقساً للتطهير ومحواً لآثار الماضي الحزين. تبلغ الصور ذروة جمالها حين تجعل القلب مجرد (فكرة في كف)وكأن الوجود كله أُعيد رسمه بمقاس لمسة واحدة. ثم تأتي تلك الجملة التي تختصر كبرياء الروح– (أنا حمّالةُ العَجب) لتعلن الشاعرة أنها لا تحمل العبء كما في المأثور بل تحمل الدهشة والاستثناء لتغسل بمسكها أوجاع السنين.
ثم ينعطف النص بنبرة شجية تدفق بالأسى الشفيف لنقل صور من الواقع الإنساني فحرمان الطفولة يتجسد في لقطة حية تنبض بالدهشة- (إن المراجيح وهي تتكلمُ الأطفالَ تؤلمني) حيث تمنح الألعاب قدرة على النطق لتصبح شاهداً على حسرة الغياب. وتتطاول الفجيعة في فقد الأب الذي (ترك الصباح ينوء ببستان جريح) ليكون الصباح كائناً يحمل ثقل الفقد، وتتألق البلاغة اليومية الملموسة في صور الأم وهي(تخبز الأيام دون ملح الراحة) لتختصر شقاء السنين بأسلوب بصري يمس القلب.
يتجلى الألق الكبير في النص عبر توظيف الرموز الشفيفة كضماد روحي للوجع- فضحكة يوسف التي تفتح أجراس السنابل وسورة مريم التي تمسح على نخلة العشق، ليستا مجرد استدعاءات عابرة بل محاولة لتقديس هذا الحب وحمايته من أعين العابرين. ثم تتوج الشاعرة هذا التبتل بإعادة صياغة مدهشة لمأثور الفطرة حين تعلن: (إنَّ النفس لأمّارةٌ بالحب) في انزياح بديع ينقل العاطفة إلى أسمى درجات النقاء والتسامي.
تعتمد الشاعرة على أسلوب ينساب بموسيقى هادئة وقوية في آن واحد فصيغ الرجاء والطلب تضفي على النص إيقاع الأدعية بينما تتراوح الجمل بين القصر الدال والامتداد الشجي. وتكتمل روعة القصيدة بختام إشراقي ينتصر فيه الإنبات على العدم: (فتعال… لأسجد شكراً على جمر القوافي / وتخفق في نوايا الطين قامات ورد) ليكون الحب هو الانتصار النهائي للإنسان على الخراب.
إن نص (قل هو الحب) للشاعرة ريما حمزة تجربة صاغها قلبٌ خبر الحرمان حتى أيقن أن الحب هو المعجزة الوحيدة المتبقية قصيدة كُتبت بماء الورد ونبض الشجن وتستحق أن تُقرأ ببطء لأن كل شطر فيها يخبئ تحته ينابيع من الرقة المترفة والوجع النبيل

قل هو الحب

كأسي مُغمض المذاق
وقلبي
فكرةُ كفّك
افتح نبوّتك على عهودي
أنا حمّالةُ العَجب
واختم بالمسك
زهو التواريخ الضليعة بالبكاء
واتلُ للحب موعده
أليست أجراسُ السنابل ضحكة يوسف
عن معشرِ الشعراء أخفيتك
يا مُفردتي البكر
ومسحتُ بسورةِ مريم على نخلة حبك
إن المراجيح وهي تتكلمُ الأطفالَ
تؤلمني …
لم أشهدِ الطفولة كما ينبغي للمسرّة
مات أبي مبكراً
وتركَ الصباح ينوء ببستانٍ جريح
وأمي
تخبز الأيام دون ملح الراحة
على مقربةٍ من صمتي
عمرٌ خائن يلبس الأسماء الحُسنى خواتمَ
يشتّمُ غصني
ويحرّف طعمي
صوتي الراقد في قلبك نقي النسب
فتعال إلى حدس الأصلاب المترامية في هوانا
لأسجد شكراً على جمر القوافي
إنَّ النفس لأمّارةٌ بالحب
وتخفق في نوايا الطين قامات ورد.

https://piercarlolava.blogspot.com/2026/08/licona-della-salvezza-e-il-rituale-del.html

https://nonsolopoesiarte.art.blog/2026/08/20/licona-della-salvezza-e-il-rituale-del-dolore-ayad-al-nassiri-una-lettura-delloriente-poetico-dillo-e-amoredella-poetessa-reema-hamza/