Un legame che nasce dalla storia comune e guarda al futuro attraverso cultura, turismo, economia e valorizzazione della lingua arbëreshe. È questo il significato del gemellaggio tra la città albanese di Berat e il Comune molisano di Montecilfone, al centro dell’intervista realizzata per Radio Radicale con il sindaco di Berat Ervin Ceca.

Il percorso che ha portato al gemellaggio è iniziato quasi un anno fa, con la firma del primo protocollo ad Acquaviva Collecroce, e si è concluso nei giorni scorsi a Montecilfone. Un passaggio che, nelle intenzioni delle due amministrazioni, non dovrà rimanere un semplice atto istituzionale, ma trasformarsi in una collaborazione concreta e duratura.

«Vogliamo che questo gemellaggio non rimanga solamente un atto sulla carta», ha spiegato il sindaco di Berat, sottolineando l’importanza di sviluppare nel tempo scambi culturali, economici e turistici tra le due comunità.

Dall’olio al vino, le economie locali come ponte tra Albania e Italia

Uno dei punti di contatto più evidenti tra Berat e Montecilfone riguarda l’economia locale. Entrambe le realtà hanno una forte tradizione agricola e stanno puntando sempre di più sul turismo.

L’olio d’oliva e il vino rappresentano due produzioni particolarmente importanti per Berat. La città albanese può contare infatti su una significativa concentrazione di vigneti e cantine, alcune delle quali figurano tra le realtà più importanti del settore in Albania.

Il gemellaggio potrebbe quindi diventare anche un’occasione per favorire la conoscenza reciproca delle produzioni locali, creare nuove opportunità commerciali e mettere in contatto imprese e operatori dei due territori.

Berat, patrimonio UNESCO e destinazione turistica in crescita

Durante l’intervista è stato dedicato ampio spazio anche alle potenzialità turistiche di Berat, una delle città storiche più importanti dell’Albania e patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Con una storia che affonda le proprie radici in oltre duemila anni di civiltà, Berat sta vivendo negli ultimi anni una forte crescita del turismo. Secondo quanto riferito dal sindaco, la città ha registrato quasi un milione di visitatori nell’ultimo anno, distribuiti non soltanto nei mesi della stagione estiva, ma durante tutto l’arco dell’anno.

Una crescita che rappresenta allo stesso tempo una grande opportunità e una sfida per l’amministrazione locale.

La strategia turistica punta innanzitutto sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale, ma anche sulle risorse naturalistiche del territorio. Berat è infatti circondata da paesaggi di grande interesse, tra cui i canyon del fiume Osum e il monte Tomorr.

«Berat non è solo una semplice visita, ma è un’esperienza da vivere», ha sottolineato il sindaco, invitando i turisti italiani a scoprire la città.

Un invito reso ancora più significativo dalla posizione strategica di Berat, che si trova a circa un’ora dall’aeroporto internazionale di Rinas e dal porto di Durazzo. Anche l’apertura dell’aeroporto di Valona, prevista nei prossimi anni, potrebbe contribuire a rendere ancora più semplice l’accesso alla regione.

Il Festival del Vino e il prossimo appuntamento di ottobre

Il prossimo appuntamento importante nel calendario della città sarà il Festival del Vino, previsto per la prima settimana di ottobre.

Si tratta di uno degli eventi annuali più importanti di Berat, con la partecipazione di numerose cantine e un concorso dedicato alla produzione vinicola. All’iniziativa partecipano da alcuni anni anche cantine arbëreshe provenienti dall’Italia.

Proprio in occasione del Festival è previsto un nuovo momento di incontro tra le delegazioni di Berat e Montecilfone, con la possibile partecipazione di rappresentanti istituzionali e operatori economici italiani.

L’appuntamento potrebbe quindi rappresentare un ulteriore passo nel percorso avviato con il gemellaggio, trasformando le relazioni istituzionali in occasioni concrete di collaborazione.

La lingua arbëreshe al centro della collaborazione

Tra i temi più significativi emersi nell’intervista c’è anche quello della tutela della lingua arbëreshe.

La visita a Montecilfone ha permesso alla delegazione di Berat di entrare in contatto diretto con una comunità che, nonostante il passare dei secoli, conserva ancora l’antica lingua di origine albanese.

Per il sindaco di Berat, la tutela di questo patrimonio rappresenta una responsabilità condivisa. Le due amministrazioni stanno infatti valutando la possibilità di sviluppare programmi di scambio tra scuole, associazioni e comunità, con l’obiettivo di rafforzare non soltanto i rapporti turistici ed economici, ma anche quelli culturali e linguistici.

«L’arbëresh è un’identità che è stata conservata per secoli e dobbiamo fare di tutto affinché questa identità non muoia», ha affermato il sindaco, definendo la conservazione della lingua una priorità per le generazioni future.

Un ponte tra le due sponde dell’Adriatico

Il gemellaggio tra Berat e Montecilfone si inserisce così in un rapporto più ampio tra Albania e Italia, fatto di storia, migrazioni, cultura e legami umani.

Da una parte c’è Berat, città simbolo della storia e della cultura albanese, oggi in forte crescita sul piano turistico. Dall’altra Montecilfone, piccolo centro del Molise che conserva una parte importante dell’identità arbëreshe.

Due comunità diverse per dimensioni e caratteristiche, ma unite da una storia comune e dalla volontà di trasformare le proprie radici in una nuova opportunità di collaborazione.

Il prossimo appuntamento di ottobre, con il Festival del Vino di Berat, sarà dunque un’occasione per rafforzare ulteriormente questo ponte tra Italia e Albania e per dare al gemellaggio un significato concreto, fatto non solo di cerimonie istituzionali, ma di persone, cultura, turismo, economia e lingua.

Berat e Montecilfone, un gemellaggio tra cultura, turismo e identità arbëreshe