Pip: Da italianewspost.com, dove la memoria storica e il futuro europeo si incontrano a Savona — benvenuti.
Mara: Oggi seguiamo il percorso di un’associazione che in poco più di un decennio è passata da una piccola realtà locale a interlocutrice delle istituzioni europee. È un lavoro di associazioniriunite, e vale la pena capire come ci si arriva. Cominciamo con la storia del Centro XXV Aprile.
Centro XXV Aprile: Da Savona all’Europa, tra memoria e istituzioni
Pip: La domanda al centro di questo pezzo è semplice ma non banale: come fa un’associazione combattentistica nata in una città di provincia a diventare, nel giro di tredici anni, un soggetto riconosciuto dalle istituzioni europee senza perdere la propria identità?
Mara: Il punto di partenza è dicembre 2012, a Savona. Il post lo dice chiaramente: “quella che era nata come una modesta iniziativa locale nel savonese si è trasformata, nel giro di poco più di un decennio, in una realtà associativa dal respiro nazionale ed europeo.”
Pip: Quindi non è una traiettoria improvvisata. È una crescita per tappe, ognuna con un passaggio formale preciso — cambi di statuto, registrazioni, accordi firmati.
Mara: Esattamente. Il primo cambio di nome arriva nel settembre 2016, quando “Centro Savona Libera” diventa “Centro XXV Aprile”: il nome originale era ormai troppo circoscritto all’area savonese, mentre le attività si erano estese a un comprensorio ben più ampio. La scelta del 25 aprile come simbolo non è decorativa — è un ancoraggio ideale alla Liberazione e alla Costituzione repubblicana.
Pip: E poi arriva il 2017, con la scomparsa del fondatore Lelio Speranza — il momento in cui molte associazioni si sgretolano.
Mara: Invece qui innesca una riflessione. Nel 2019 il Centro adotta un nuovo statuto, si rende completamente indipendente dalla Federazione Italiana Volontari della Libertà FIVL, e stringe un accordo con l’Associazione Italiana Combattenti Interalleati — un ente con riconoscimento ministeriale. È una mossa precisa: mantenere autonomia identitaria acquisendo visibilità istituzionale ed al tempo stesso portare nuova linfa ad una Associazione di grandi tradizioni in difficoltà gestionale ed operativa. Numerosi quadri del Centro vanno a formare la dirigenza AICI che esce dal congresso nazionale del 2024.
Pip: Il networking associativo come strategia consapevole, non come ripiego.
Mara: Nel 2024 arrivano le iscrizioni ai registri di trasparenza — prima al Ministero delle Imprese, poi alla Camera dei Deputati nel 2025, infine al Registro per la Trasparenza dell’Unione Europea, che consente al Centro di comunicare con le istituzioni europee e partecipare ad audizioni ufficiali. E, da ultimo, ma non meno importante, il riconoscimento come Socio Benemerito collettivo da parte dell’Istituto del Nastro azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare.
Pip: Poi c’è il 20 giugno 2026 a Savona, che il post definisce una tappa epocale.
Mara: Alla SMS La Rocca si è tenuto un incontro tra la Sezione Italiana della CEAC-M e la delegazione francese. Tra i risultati: l’approvazione del saggio “Unitas et Libertas” come documento fondante comune della Confederazione, la presentazione della “Croce del Combattente dell’Europa” e il lancio della mostra itinerante “Carta, timbri e coraggio / Donne e Memoria”, dedicata ai francobolli dei Patrioti della Valle Bormida e al ruolo delle partigiane nella Resistenza.
Pip: Una mostra sui francobolli partigiani come strumento diplomatico europeo — la memoria storica che lavora su più livelli contemporaneamente.
Mara: È coerente con la logica dell’intero percorso. Il post chiude con il motto che accompagna le iniziative del Centro: il 25 aprile è “una data che appartiene a tutti gli Italiani che amano l’Italia, la libertà, la pace, la democrazia.” Un messaggio che, nota il post, in un’Europa segnata da nuovi conflitti, suona più attuale che mai.
Pip: Memoria e presente — il filo che tiene insieme tutto questo vale ben oltre Savona.
Mara: Da una sede locale a un registro europeo, tenendo fermi gli stessi valori di partenza. È un percorso che dice qualcosa su come si costruisce presenza istituzionale nel tempo.
Pip: La prossima puntata vedrà cosa emerge da italianewspost.com — restate con noi.







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