“Lancio lo sguardo…”, la poesia di Nikollè Loka che cerca l’infinito oltre i confini del presente

Con pochi versi intensi e fortemente evocativi, Nikollè Loka trasforma lo sguardo in uno strumento capace di attraversare la distanza e di ricomporre i frammenti del cielo. Nella poesia Lancio lo sguardo…, la lontananza non rappresenta soltanto uno spazio fisico, ma diventa il territorio interiore nel quale convivono desiderio, memoria e speranza.

Pier Carlo Lava

Lancio lo sguardo…

di Nikollè Loka

Lancio lo sguardo lontano,
e rivesto gli occhi di lontananza;
cerco in quello sguardo due mondi,
soltanto due:
una luna piena e una candela.

Un cielo senza tempo,
che si frange leggero;
una stella polare che scende nel corso,
e non ti sfugge agli occhi.

Lancio lo sguardo lontano
sopra frammenti di cieli.

Recensione

Guardare lontano significa, in questa poesia, superare ciò che gli occhi possono immediatamente vedere. Fin dal primo verso, Nikollè Loka introduce un movimento verso l’esterno che diventa contemporaneamente un viaggio dentro di sé. Lo sguardo viene lanciato come se fosse qualcosa di concreto, una parte dell’essere capace di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.

Particolarmente suggestiva è l’espressione “rivesto gli occhi di lontananza”. La distanza non è soltanto osservata, ma diventa una veste, una condizione che avvolge lo sguardo e modifica il modo di percepire la realtà. Gli occhi del poeta sembrano così assumere il colore e la profondità dell’orizzonte.

Nel paesaggio immaginato compaiono due mondi, rappresentati dalla luna piena e dalla candela. Sono due luci profondamente diverse: la prima appartiene al cielo e all’immensità, mentre la seconda è una presenza fragile, terrena e vicina all’uomo. La luna illumina da lontano; la candela protegge una piccola porzione di oscurità. Insieme sembrano esprimere la tensione tra infinito e quotidiano, tra ciò che possiamo desiderare e ciò che possiamo custodire.

Il “cielo senza tempo” introduce una dimensione sospesa, quasi metafisica. È un cielo che si spezza dolcemente, senza violenza, lasciando apparire diversi frammenti di realtà e di memoria. Anche la stella polare, tradizionalmente immobile e utilizzata come punto di orientamento, sembra abbandonare la propria posizione per scendere lungo un misterioso percorso. L’immagine suggerisce che persino i riferimenti più sicuri possono avvicinarsi all’uomo e accompagnarlo.

La presenza di un “tu”, appena accennata nel verso “e non ti sfugge agli occhi”, apre la poesia a una relazione. Potrebbe trattarsi della persona amata, di un interlocutore distante oppure di una parte dello stesso poeta. Loka non chiarisce questa identità e lascia intenzionalmente al lettore uno spazio nel quale collocare la propria esperienza.

La conclusione riprende il verso iniziale, ma lo sguardo ora si posa “sopra frammenti di cieli”. Il plurale amplia l’immagine: non esiste più un solo cielo, ma numerosi cieli spezzati, forse appartenenti a tempi, sogni e vite differenti. Il poeta li osserva dall’alto, cercando una continuità tra ciò che appare diviso.

Lancio lo sguardo… è una poesia breve, essenziale e ricca di simboli. La sua forza risiede soprattutto nelle immagini luminose e nella capacità di attribuire alla lontananza un significato emotivo. La luna, la candela e la stella polare compongono una piccola costellazione interiore: tre luci diverse che aiutano l’uomo a orientarsi quando il cielo della vita sembra essersi frantumato.

Italian News Post – Cultura e poesia

La recensione della poesia “Lancio lo sguardo…” di Nikollè Loka è pubblicata su Italia News Post, spazio dedicato all’informazione, alla cultura, alla letteratura e alle voci poetiche contemporanee.

GEO: Italia – Cultura – Letteratura – Poesia contemporanea

Ulteriori approfondimenti su:
https://italianewspost.com

Cosa ne pensi? Condividi il tuo punto di vista.