Immagine illustrativa realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale

La poesia del viaggio e dell’attesa in Ivano Fossati

Nella canzone d’autore italiana, pochi autori hanno saputo trasformare la geografia in una vera e propria mappa dell’anima come Ivano Fossati. Nel suo album capolavoro del 1988, La pianta del té, il brano “Questi posti davanti al mare” — interpretato insieme a due giganti della musica italiana come Fabrizio De André e Francesco De Gregori — regala uno dei passaggi poetici più evocativi e significativi sull’esperienza del viaggio:

«…sin da Pavia si pensa al mare,

sin d’Alessandria si sente il mare,

dietro una curva: improvvisamente il mare!»

La Laurea Honoris Causa Ivano Fossati

Il riconoscimento: Il 27 marzo 2023, l’ateneo della sua città natale, l’Università di Genova, gli ha conferito il prestigioso titolo accademico in Letterature moderne e Spettacolo nell’Aula San Salvatore.  

Le motivazioni: L’università ha premiato i suoi cinquant’anni di carriera spesi a nobilitare il rapporto tra parola poetica, musica e spettacolo. È stato inoltre riconosciuto il valore dei laboratori didattici sui linguaggi della canzone che lo stesso Fossati ha tenuto nell’ateneo ligure tra il 2016 e il 2018.

La Lectio Magistralis: Durante la cerimonia, Fossati ha tenuto una lezione intitolata “Ispirazione, pensiero e sintesi nella musica discografica”, ribadendo l’importanza di non dividere la musica in “alta” e “bassa”, poiché ogni espressione d’eccellenza arricchisce la cultura popolare. 

Francesca Giordano 

Alessandria come Limes Percettivo e Soglia dell’Anima

La genialità della struttura lirica di Fossati risiede nella sapiente costruzione di un climax psicologico prima ancora che geografico. La Pianura Padana e la città di Alessandria, apparentemente lontane dal litorale ligure, diventano la vera soglia della percezione.

Se a Pavia il mare è ancora un’astrazione della mente («si pensa al mare»), ad Alessandria la distanza fisica inizia a dissolversi nell’esperienza sensoriale e interiore («si sente il mare»). Alessandria funge da limes, da luogo di confine sospeso in cui la pianura sfuma e la presenza dell’acqua salata anticipa se stessa nel desiderio, nell’aria e nell’immaginazione.

La Fenomenologia del Viaggio: L’Attesa e la Rivelazione

Per Fossati il viaggio non è mai un semplice spostamento lineare verso una meta, bensì uno stato di sospensione poetica. Il miraggio del mare percepito da Alessandria sottolinea come l’orizzonte marino si costruisca ben prima di essere contemplato con gli occhi.

Il contrasto tra la regolarità della vita di entroterra e l’imprevedibilità del paesaggio costiero esplode nell’epifania finale («dietro una curva: improvvisamente il mare!»). È il momento in cui l’anticipazione sensoriale lascia il posto alla meraviglia visiva, svelando al tempo stesso la natura della gente di riviera — taciturna, abituata ad aspettare e gelosa dei propri silenzi.

 La Dimensione Corale e il Valore Letterario

La forza lirica del brano si amplifica nella combinazione delle voci: la precisione artigianale di Fossati, la profondità terrena e nostalgica di De André e la grazia poetica di De Gregori. Insieme trasformano il tragitto verso la costa in un’allegoria dell’esistenza, dove la nostalgia dell’altrove e il desiderio di orizzonte si fondono in un’opera di inestimabile valore letterario.

A cura di Francesca Giordano

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