UN LUGAR
Pippo Bunorrotri
Ci sono momenti nella nostra vita in cui desideriamo solo una cosa:
scappare.
Ma dove si va quando si vuole solo un po’ di pace? La risposta non è su una mappa, ma nei versi di “Un Lugar”, la bellissima Poesia di Pippo Bunorrotri.
Il Poeta, con la saggezza di chi ha vissuto la vita, non ci offre una formula magica, ma ci invita in un viaggio speciale verso un “posto di nessuno”.
Nel posto che lui immagina non contano le origini, i soldi o i titoli di studio. Il Poeta cancella tutte queste differenze e spoglia l’essere umano da tutto ciò che è superfluo.
Oggi siamo abituati a dividerci in categorie e a metterci costantemente contro gli altri. Bunorrotri fa l’esatto contrario: ci descrive uno spazio senza confini. Non è un invito a restare soli, ma il sogno di un posto dove possiamo incontrare gli altri senza la paura di essere giudicati o feriti.
Nel suo luogo ideale, le regole della comunicazione cambiano. Bunorrotri parla di parole che ascoltano e di silenzi che parlano.
Il silenzio non è vuoto o noioso, ma diventa uno spazio accogliente. È quel momento di rispetto in cui la nostra libertà si unisce a quella di chi ci sta vicino, senza che nessuno deve alzare la voce.
Nel finale della Poesia c’è sempre una grandissima ventata di speranza. Nella vita di tutti i giorni siamo abituati a fare le cose solo se portano un guadagno o un risultato immediato. Anche i nostri desideri, spesso, devono essere “utili”. Nella visione del Poeta, invece, i sogni tornano a essere liberi: nascono, cambiano e finiscono senza un motivo preciso, solo per il piacere di esistere.
Leggere questa Poesia mi ha lasciato addosso una strana sensazione. Mi ha fatto capire che passiamo la vita a rincorrere obiettivi, a difendere il nostro piccolo territorio e a dare spiegazioni a tutti, dimenticandoci di quanto sia bello, ogni tanto, essere semplicemente “nessuno”. Il “luogo” di cui parla il Poeta non è un’utopia irraggiungibile: è quello spazio mentale che decidiamo di concederci quando spegniamo il telefono, quando smettiamo di giudicare chi abbiamo davanti e iniziamo, finalmente, ad ascoltare.
Non serve cercare questo posto chissà dove nel mondo, basta iniziare a costruirlo dentro di noi.
Hay momentos en nuestra vida en los que solo deseamos una cosa: escapar. Pero, ¿a dónde se va cuando solo se quiere un poco de paz? La respuesta no está en un mapa, sino en los versos de “Un Lugar”, la hermosa poesía de Pippo Bunorrotri.
El Poeta, con la sabiduría de quien ha vivido la vida, no nos ofrece una fórmula mágica, sino que nos invita a un viaje especial hacia un “lugar de nadie”. En el lugar che él imagina no importan los orígenes, el dinero o los títulos académicos. El poeta borra todas estas diferencias y despoja al ser humano de todo lo superfluo.
Hoy estamos acostumbrados a dividirnos en categorías y a ponernos constantemente en contra de los demás. Bunorrotri hace exactamente lo contrario: nos describe un espacio sin fronteras. No es una invitación a quedarse solos, sino el sueño de un lugar donde podemos encontrar a los demás sin el miedo a ser juzgados o heridos.En su lugar ideal, las reglas de la comunicación cambian. Bunorrotri habla de palabras que escuchan y de silencios que hablan. El silencio no está vacío ni es aburrido, sino que se convierte en un espacio acogedor.
Es ese momento de respeto en el que nuestra libertad se une a la de quien está a nuestro lado, sin que nadie tenga que alzar la voz. En el final de la poesía siempre hay un gran soplo de esperanza. En la vida cotidiana estamos acostumbrados a hacer las cosas solo si traen un beneficio o un resultado inmediato. Incluso nuestros deseos, a menudo, deben ser “útiles”. En la visión del poeta, en cambio, los sueños vuelven a ser libres: nacen, cambian y terminan sin un motivo preciso, solo por el placer de existir.
Leer esta poesía me ha dejado una sensación extraña. Me ha hecho comprender que pasamos la vida persiguiendo objetivos, defendiendo nuestro pequeño territorio y dando explicaciones a todo el mundo, olvidando lo hermoso que es, de vez en cuando, ser simplemente “nadie”. El “lugar” del que habla el poeta no es una utopía inalcanzable: es ese espacio mental que decidimos concedernos cuando apagamos el teléfono, cuando dejamos de juzgar a quien tenemos enfrente y empezamos, finalmente, a escuchar. No hace falta buscar este lugar quién sabe dónde en el mundo, basta con empezar a construirlo dentro de nosotros.
UN LUGAR
Ahora que he transitado en el tiempo,
que a mi destino le he puesto relato
y que mi calendario tiene historia,
y mis días se hacen más largos,
que he visto pueblos, regiones y naciones,
gritos, broncas, insultos, y sin razones,
riñas, enfados, disputas y venganzas,
me he propuesto buscar ese lugar de nadie,
un lugar que nadie se atribuye
porque no tiene identidad propia
siendo su identidad la que lo define,
pero que tiene
libertad y compromiso,
un lugar
como la vida misma,
sin cuna
sin fronteras,
sin linaje
que distinga,
que hable de su libertad
desde su libertad,
que escuche la libertad de otros
con respeto,
que defienda el compromiso
y el origen de esa libertad
con palabras que escuchen
con silencios que hablen,
que las palabras no hieran
que respeten.
Un lugar donde los sueños
empiecen,
exploten,
y terminen
sin un fin definido.
Pippo Bunorrotri
UN POSTO
Ora che ho viaggiato nel tempo,
che ho dato una storia al mio destino
e che il mio calendario ha una storia,
e le mie giornate si allungano,
Ho visto città, regioni e nazioni,
grida, rabbia, insulti e ingiustizia
litigi, rancori, dispute e vendette,
Mi sono messo alla ricerca di quella terra di nessuno,
un luogo che nessuno rivendica come proprio
perché non ha una propria identità
È la sua identità che lo definisce,
ma che possiede
libertà e impegno,
un luogo
come la vita stessa,
senza culla
senza confini,
senza lignaggio
che distingue,
che parla della sua libertà
dalla sua libertà,
che ascolta la libertà degli altri
con rispetto,
che difende l’impegno
e l’origine di quella libertà
con parole che ascoltano
con silenzi che parlano,
che le parole non feriscono
che rispettino.
Un luogo dove i sogni
iniziano,
esplodono,
e finiscono
senza una fine definita.
Pippo Bunorrotri
