Ci sono poesie che cercano nell’amore la libertà di volare e altre che compiono il percorso opposto: chiedono all’amore di diventare terra, peso, porto, qualcosa capace di impedirci di essere trascinati via. Ali a Terra, la nuova poesia di Giuseppina De Biase, pubblicata oggi su ItalianNewsPost.com, appartiene decisamente a questa seconda dimensione. Sono pochi versi, essenziali, nei quali l’autrice costruisce una dichiarazione sentimentale che è contemporaneamente richiesta d’amore e confessione di fragilità.
Recensione di Pier Carlo Lava
Ci sono poesie che cercano nell’amore la libertà di volare e altre che compiono il percorso opposto: chiedono all’amore di diventare terra, peso, porto, qualcosa capace di impedirci di essere trascinati via. Ali a Terra, la nuova poesia di Giuseppina De Biase, pubblicata oggi su ItalianNewsPost.com, appartiene decisamente a questa seconda dimensione. Sono pochi versi, essenziali, nei quali l’autrice costruisce una dichiarazione sentimentale che è contemporaneamente richiesta d’amore e confessione di fragilità.
Ali a Terra
Legami a terra se vedi che oscillo
non permettere al vento di portarmi via.
Il cielo è immenso,
vuoto e senza fari,
la sola certezza che sei la vita mia.
Non lasciarmi volare tra le nuvole alte,
dove non c’è calore per andare avanti.
Trattienimi qui, tra le tue braccia
lascia che il tuo petto sia il mio porto.
Stringimi forte se l’ala si spiega,
Non lasciarmi andare
Trattienimi a TE
Il mondo è leggero,
ma io voglio il tuo peso,
Tienimi stretta
Tienimi viva.
Giuseppina De Biase
La recensione
La prima immagine scelta da Giuseppina De Biase contiene già quasi tutta la poesia: le ali non vengono utilizzate per fuggire, ma devono essere trattenute a terra.
È un capovolgimento interessante di uno dei simboli più antichi della poesia. Normalmente l’ala rappresenta libertà, elevazione, superamento dei limiti. Qui, invece, il volo contiene un pericolo. Il cielo è sconfinato ma non offre necessariamente una destinazione; l’amore terreno, al contrario, possiede consistenza, calore e direzione.
Quando l’autrice chiede di essere legata alla terra nel momento in cui comincia a oscillare, non sta quindi chiedendo una prigione. Sta chiedendo un’ancora.
Ed è questa, secondo me, la chiave più bella per entrare nella poesia.
Il vento rappresenta tutto ciò che nella vita può portarci lontano da noi stessi: l’incertezza, la paura, la solitudine, forse persino quella parte della nostra personalità che qualche volta vorrebbe abbandonarsi agli eventi. Di fronte a questa instabilità compare l’altro. Non come salvatore onnipotente, ma come presenza capace di dare consistenza all’esistenza.
De Biase costruisce questa opposizione attraverso immagini estremamente semplici. Da una parte abbiamo cielo, vento, nuvole, ali; dall’altra terra, braccia, petto, porto, peso. Il primo gruppo appartiene all’aria e all’indeterminatezza, il secondo alla materia e alla sicurezza.
E proprio la parola “peso” assume un significato sorprendentemente positivo. Nella vita quotidiana consideriamo il peso qualcosa da eliminare. Essere leggeri significa normalmente essere liberi. Giuseppina rovescia ancora una volta questa convenzione: ci sono momenti nei quali abbiamo bisogno del peso di qualcuno perché quel peso ci ricorda che esistiamo e apparteniamo ancora alla vita.
La poesia procede inoltre attraverso una serie di imperativi affettivi: legami, non permettere, trattienimi, stringimi, tienimi. Non sono ordini nel senso tradizionale del termine. Sono richieste. Quasi suppliche.
Dietro di esse si percepisce una voce che accetta di mostrarsi vulnerabile.
Ed è proprio questa vulnerabilità a rendere Ali a Terra interessante. L’io poetico non tenta di presentarsi come autosufficiente. Al contrario, ammette apertamente di avere bisogno dell’altro. In un tempo nel quale siamo continuamente invitati a essere forti, indipendenti e capaci di bastare a noi stessi, Giuseppina De Biase rivendica poeticamente il diritto di aver bisogno di qualcuno.
Non significa rinunciare alla propria identità. Significa riconoscere che esistono legami che non sottraggono libertà, ma impediscono alla libertà stessa di trasformarsi in smarrimento.
Particolarmente efficace è l’immagine del porto. Il petto della persona amata diventa il luogo nel quale approdare. Ancora una volta troviamo qualcosa di concreto contrapposto all’immensità indistinta del cielo. Un porto non impedisce alla nave di navigare: semplicemente le offre un luogo nel quale poter tornare.
È forse questa la dichiarazione d’amore più profonda contenuta nella poesia.
L’altro non deve impedirci di avere le ali. Deve essere il luogo al quale quelle ali desiderano tornare.
Anche la struttura contribuisce alla forza del testo. I versi sono brevi, il linguaggio è immediato e non c’è volontà di esibire virtuosismi. De Biase preferisce affidarsi alla ripetizione e alla progressiva riduzione delle parole. Avvicinandosi alla conclusione, la poesia sembra quasi perdere il respiro fino ad arrivare a due richieste elementari: essere trattenuta e rimanere viva.
Qui amore e vita finiscono quasi per coincidere.
Ma eviterei una lettura esclusivamente romantica. Ali a Terra può parlare anche di quei rapporti umani nei quali qualcuno diventa il nostro punto fermo: un compagno, certamente, ma anche una persona capace di riportarci alla realtà quando sentiamo di perdere l’equilibrio.
Le ali rimangono. Non vengono spezzate.
Questo particolare è fondamentale.
La poesia non dice di rinunciare al volo. Chiede semplicemente che qualcuno sappia trattenerci quando quel volo rischia di diventare deriva. Ed è una distinzione sottile ma bellissima: l’amore autentico non dovrebbe tagliare le ali; dovrebbe sapere quando è arrivato il momento di aiutarle a riposare.
Giuseppina De Biase, una scrittura che parte dall’esperienza
La poesia acquista un significato ulteriore se inserita nel percorso dell’autrice. Le informazioni biografiche che ho potuto verificare raccontano una donna dalle radici familiari calabresi ma profondamente legata a Napoli, città nella quale è arrivata da bambina e che considera parte essenziale della propria identità. Ha iniziato a lavorare a diciassette anni e ha portato avanti contemporaneamente famiglia, lavoro e studi, fino alla laurea in Scienze Giuridiche.
La scrittura occupa oggi uno spazio importante nel suo percorso. De Biase si dedica a poesia, recensioni, cultura, cronaca e riflessioni sui rapporti umani; ha inoltre pubblicato il romanzo “Il Triangolo”, dedicato proprio alla complessità dei legami affettivi.
La sua produzione recente conferma questa pluralità di interessi. Su ItalianNewsPost alterna testi propri ad analisi e presentazioni della poesia di altri autori; pochi giorni fa ha pubblicato anche Evviva Santa Rosa, componimento nel quale racconta con forte partecipazione emotiva il proprio rapporto con la tradizione viterbese. In un recente articolo dedicato alla scrittura ha inoltre rivendicato esplicitamente una concezione della letteratura fondata sulle emozioni, sul vissuto e sulla propria verità, più che sui riconoscimenti formali.
Ed è una dichiarazione che aiuta a comprendere anche Ali a Terra.
Non siamo davanti a una poesia che vuole impressionare attraverso costruzioni linguistiche complesse. Giuseppina scrive per comunicare un sentimento. Prima viene l’emozione, poi la sua trasformazione in parola.
Forse è proprio per questo che gli ultimi versi arrivano così rapidamente al lettore. Dopo il cielo, il vento, le nuvole e il porto, tutto viene progressivamente eliminato. Rimangono soltanto due persone e una richiesta essenziale.
In fondo, Ali a Terra racconta una delle contraddizioni più profonde dell’amore: desideriamo qualcuno che ci lasci liberi di volare, ma anche qualcuno al quale poter chiedere di trattenerci quando abbiamo paura di perderci nel cielo.
E Giuseppina De Biase riesce a dirlo senza costruire grandi architetture poetiche. Le bastano un paio d’ali, un porto e quel peso umano che, qualche volta, invece di schiacciarci ci tiene vivi.
La poesia originale Ali a Terra di Giuseppina De Biase è pubblicata su ItalianNewsPost.com
Giuseppina De Biase affida alla poesia Ali a Terra una riflessione intensa sull’amore, sulla fragilità e sul bisogno di trovare nell’altro un punto fermo. Le ali diventano simbolo di libertà ma anche del rischio di smarrirsi, mentre la persona amata rappresenta quel porto capace di accogliere senza imprigionare. Una poesia essenziale e profondamente emotiva, nella quale essere trattenuti non significa rinunciare a volare, ma sapere di avere un luogo nel quale tornare.
La poesia originale Ali a Terra di Giuseppina De Biase è pubblicata su ItalianNewsPost.com.
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Ali a Terra di Giuseppina De Biase: recensione e analisi di una poesia sull’amore, la fragilità, il bisogno dell’altro e la libertà di volare.
Nota immagine IA: Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo.
Leggi anche: https://italianewspost.com/2026/09/01/ali-a-terra-poesia-di-giuseppina-de-biase/
Grazie Pier Carlo
per aver saputo interpretare le sfumature più nascoste della mia anima e della mia Poesia.
Le tue parole hanno dato voce a ciò che speravo di trasmettere.
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