Valle San Bartolomeo, il borgo sulle colline che custodisce la memoria di Bergoglio e le radici più profonde di Alessandria

Tra le colline che guardano Alessandria si nasconde una storia fatta di antichi borghi scomparsi, famiglie, arte e tradizioni che attraversano i secoli.

Valle San Bartolomeo è molto più di una semplice frazione di Alessandria. Situata a nord della città, alle porte del Basso Monferrato, questa comunità collinare conserva ancora oggi il fascino di un borgo rurale immerso nel verde, pur essendo perfettamente collegata alla realtà urbana moderna. Passeggiando tra le sue strade, tra campi, vigneti e panorami aperti sulla pianura alessandrina, si percepisce immediatamente il forte legame con la storia del territorio e con le vicende che hanno contribuito alla nascita dell’Alessandria contemporanea.

Pier Carlo Lava

Le origini della Valle affondano nel Medioevo e sono strettamente intrecciate con quelle della città fondata nel 1168 dalla Lega Lombarda. La posizione strategica della zona, lungo le vie che collegavano il Monferrato, la Liguria e la Pianura Padana, favorì la nascita di insediamenti agricoli e difensivi destinati a diventare importanti punti di riferimento per il territorio circostante. Nel corso dei secoli la Valle rappresentò il naturale retroterra rurale dell’antico quartiere di Bergoglio, uno degli otto nuclei originari di Alessandria. Il rapporto tra Valle San Bartolomeo e Bergoglio rappresenta uno degli aspetti più affascinanti della storia locale. Quando nel 1728 i Savoia avviarono la costruzione della Cittadella militare, il quartiere di Bergoglio venne progressivamente demolito per fare spazio alla nuova fortezza. Migliaia di persone furono costrette a trasferirsi e molte famiglie trovarono rifugio proprio nelle colline della Valle. Questo evento modificò profondamente la struttura demografica del territorio, trasformando una zona di cascine sparse in un sobborgo sempre più popolato e organizzato.

Il cuore della comunità è rappresentato dalla Parrocchia di San Bartolomeo, che domina il centro abitato e custodisce un patrimonio artistico di grande valore. Il campanile, costruito nel 1789, è ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio locale. Gli interni della chiesa furono decorati nel 1895 dai pittori Luigi Morgari e Carlo Pessina, mentre tra le opere conservate spicca una preziosa tela del 1809 realizzata da Giovanni Comandù, raffigurante la Madonna del Rosario con San Bartolomeo e Sant’Agata. La costruzione della Cittadella non provocò soltanto uno spostamento di popolazione, ma anche un trasferimento di cultura e tradizioni. Molti arredi religiosi provenienti dalle antiche chiese di Bergoglio furono infatti trasferiti nelle parrocchie delle colline circostanti. Secondo la tradizione locale, materiali provenienti dagli edifici demoliti furono inoltre riutilizzati nella costruzione di case, cascine e cappelle della Valle, creando un legame materiale e simbolico tra il borgo scomparso e il nuovo insediamento.

Uno degli aspetti più curiosi riguarda il cognome Bergoglio. La tradizione storica ricorda come il nome dell’antico quartiere sia diventato nel tempo un cognome diffuso tra le famiglie che provenivano da quella zona. Da uno dei rami familiari originari di questo territorio sarebbe poi discesa la famiglia di Papa Francesco, il cui cognome richiama ancora oggi l’antico borgo alessandrino. Oggi Valle San Bartolomeo rappresenta un equilibrio riuscito tra tradizione e modernità. Accanto alla vocazione agricola e residenziale convivono importanti realtà produttive, come lo stabilimento Grissitalia, conosciuto a livello nazionale per la produzione di pane e grissini. La frazione è inoltre apprezzata per la qualità della ristorazione e per la presenza di locali che attirano visitatori da tutta la provincia.

La natura resta uno dei principali punti di forza della Valle. Il Sentiero 801, noto come Anello di Valle San Bartolomeo, attraversa campi e colline collegando il borgo ai territori di Pietramarazzi e Montecastello. Il percorso offre scorci suggestivi sul Monferrato e sulla pianura alessandrina, diventando una meta molto amata dagli appassionati di trekking, cicloturismo e passeggiate all’aria aperta. Valle San Bartolomeo continua così a custodire una parte importante della memoria storica di Alessandria. Tra arte, spiritualità, natura e tradizioni, questo sobborgo rappresenta ancora oggi un ponte ideale tra il passato medievale della città e il suo presente.

Geo: Valle San Bartolomeo è una frazione collinare del Comune di Alessandria situata alle porte del Basso Monferrato. Grazie alla sua posizione panoramica e alla ricchezza del patrimonio storico, artistico e naturalistico, rappresenta uno dei luoghi più affascinanti del territorio alessandrino. Alessandria Post continua a valorizzare la storia dei sobborghi e delle frazioni che hanno contribuito alla crescita e all’identità della città.

Invito alla lettura su Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/ – Per approfondimenti culturali, recensioni, notizie e contenuti di attualità. Invito alla lettura su italianewspost.com: https://italianewspost.com/ – Per ulteriori approfondimenti su attualità, scienza, salute, economia e società.

Seguiteci su: Alessandria Post – Facebook: Pier Carlo Lava – News Online di Alessandria e non solo – Twitter @icittadini di Pier Carlo Lava

Se ti è piaciuto, condividilo su WhatsApp.

Potrebbe interessarti anche:

2 risposte a “Valle San Bartolomeo, il borgo sulle colline che custodisce la memoria di Bergoglio e le radici più profonde di Alessandria”

  1. […] Lu Monferrato, il borgo delle due lettere che custodisce storia, panorami e un record unico al mondo Valle San Bartolomeo, il borgo sulle colline che custodisce la memoria di Bergoglio e le radici più… […]

    "Mi piace"

  2. […] Lu Monferrato, il borgo delle due lettere che custodisce storia, panorami e un record unico al mondo Valle San Bartolomeo, il borgo sulle colline che custodisce la memoria di Bergoglio e le radici più… […]

    "Mi piace"

Cosa ne pensi? Condividi il tuo punto di vista.