Pensare a Pecetto di Valenza significa immaginare un tranquillo borgo collinare del Monferrato. Eppure, sotto le sue strade e le sue colline si nasconde una storia straordinaria che attraversa milioni di anni, dagli antichi fondali marini del Mediterraneo fino alle vicende dei castelli medievali e delle grandi dinastie che hanno segnato il Piemonte.
Ci sono luoghi che custodiscono storie così antiche da sfuggire quasi all’immaginazione. Pecetto di Valenza è uno di questi. Oggi appare come un piccolo centro immerso nel verde delle colline alessandrine, ma il suo territorio racconta un passato che parte da un mare preistorico popolato da pesci ormai scomparsi, attraversa l’epoca romana e arriva fino alle contese medievali tra imperatori, marchesi e signorie. Un patrimonio storico e naturalistico che merita di essere conosciuto e valorizzato.
Pier Carlo Lava
Quando Pecetto era sommerso dal mare
Molto prima dell’arrivo dell’uomo, l’area di Pecetto era completamente ricoperta dalle acque del Mediterraneo. Tra i cinque e i sette milioni di anni fa, durante il Miocene superiore, l’intero territorio era parte di un vasto bacino marino. Le particolari condizioni ambientali dell’epoca hanno favorito una straordinaria conservazione dei reperti fossili.
Il sito paleontologico di Cascina Guarnera ha restituito infatti numerosi pesci fossili perfettamente conservati, oggi oggetto di studio da parte di ricercatori italiani e stranieri. Una testimonianza eccezionale che permette di ricostruire un ecosistema marino esistito milioni di anni prima della comparsa dei primi insediamenti umani.

L’arrivo dei Romani e la nascita di Pecetum
La vera origine del centro abitato risale all’età romana. Intorno al I secolo avanti Cristo nacque infatti il nucleo conosciuto come Pecetum Valentinum. Il nome deriverebbe dalle antiche foreste che ricoprivano le colline circostanti.
Gli scavi archeologici hanno restituito importanti testimonianze dell’epoca. In località Pellizzari è stato individuato il tracciato di una strada romana collegata alle principali vie di comunicazione del territorio. Tra Montariolo e Gasparini sono invece emersi i resti di una grande villa rustica, utilizzata sia come residenza signorile sia come centro produttivo agricolo.
Non mancano inoltre tracce di edifici religiosi e di una necropoli utilizzata tra la tarda età romana e l’alto Medioevo, segno di una presenza umana stabile e organizzata.
Il Medioevo e la nascita del borgo fortificato
Con la caduta dell’Impero Romano le popolazioni cercarono rifugio sulle alture, più sicure rispetto alle pianure esposte alle invasioni. Fu in questo periodo che iniziò a delinearsi il volto del borgo medievale.
Intorno all’anno Mille Pecetto entrò a far parte della Marca Aleramica e successivamente fu interessato dalle vicende feudali che coinvolsero il Vescovado di Vercelli e i signori locali. Un passaggio fondamentale avvenne nel 1223 quando l’imperatore Federico II concesse formalmente il borgo alla città di Alessandria.
Sulla collina sorse un importante castello difensivo. La zona oggi conosciuta come La Rocca costituiva il cuore della struttura militare che controllava il territorio circostante e i collegamenti verso il Po e il Tanaro.

Secoli di guerre e contese
La posizione strategica di Pecetto lo rese per lungo tempo oggetto di contesa tra diverse potenze. Visconti di Milano, Marchesi del Monferrato, eserciti francesi e spagnoli si confrontarono più volte per il controllo di quest’area.
Le guerre che interessarono il Nord Italia tra Cinquecento e Seicento lasciarono profonde conseguenze anche sul piccolo borgo, che dovette affrontare devastazioni, passaggi di eserciti e continui cambiamenti politici.
La situazione si stabilizzò soltanto all’inizio del Settecento con l’ingresso definitivo nei territori della Casa Savoia. Fu in quel periodo che l’antico castello perse gradualmente la sua funzione militare fino a essere smantellato.
Cosa vedere oggi a Pecetto di Valenza
Nonostante le dimensioni contenute, Pecetto conserva ancora oggi numerosi punti di interesse.
La Rocca rappresenta il luogo simbolo del paese. Dal belvedere si possono ammirare panorami che spaziano dalle Alpi agli Appennini. Sulla stessa altura si trova il suggestivo Parco del Cielo, percorso didattico dedicato all’astronomia con modelli del sistema solare e orologi solari.
Grande interesse riveste anche la mostra paleontologica dedicata ai fossili marini rinvenuti nel territorio, una testimonianza unica del mare che milioni di anni fa occupava queste colline.
Completano il patrimonio storico e artistico la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria e San Remigio, l’Oratorio di San Bartolomeo e la Chiesa della Santissima Trinità.
Un piccolo paese con una storia immensa
Con poco più di mille abitanti, Pecetto di Valenza rappresenta uno degli esempi più affascinanti di come un piccolo borgo possa racchiudere una storia straordinariamente ricca. Dalle profondità di un mare preistorico alle vicende dell’Impero Romano, dalle fortezze medievali alle trasformazioni dell’età moderna, ogni angolo del territorio racconta un capitolo della storia del Piemonte e dell’Italia.
Geo
Pecetto di Valenza si trova sulle colline del Basso Monferrato, a pochi chilometri da Valenza e da Alessandria. Con i suoi circa 1.150 abitanti conserva un prezioso patrimonio storico, archeologico e naturalistico. Attraverso iniziative culturali, percorsi turistici e attività di valorizzazione del territorio, il comune continua a promuovere una storia che unisce geologia, archeologia, paesaggio e tradizioni locali. Alessandria Post dedica particolare attenzione a questi piccoli centri che custodiscono una parte importante della memoria storica piemontese.
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