“Sono qui fra l’eterno e l’attimo” di Rosalba Di Giacomo: la luce come ponte tra il tempo e l’infinito

Quando la poesia riesce a trasformare un semplice raggio di sole in una riflessione sull’esistenza, nasce qualcosa che va oltre la descrizione del reale. In questi versi, Rosalba Di Giacomo affida alla luce il compito di collegare l’attimo umano all’eternità, costruendo una meditazione delicata e profonda sul tempo, sulla memoria e sul mistero della vita. È una poesia apparentemente semplice, ma capace di aprire interrogativi universali che accompagnano l’uomo fin dalle origini.

Sono qui fra l’eterno e l’attimo.
Con lo sguardo seguo
un filo di luce
che, fra socchiusi scuri,
s’insinua e indaga nella stanza.

È un raggio vagabondo
che disegna scarabocchi
passando da parete a parete,
come un lapis che tratteggia
illuminando
la penombra ambita.

Ha tanto di eterno,
questa luce, potrebbe
raccontarmi dal primo
“Fiat lux et lux fuit”
a quest’oggi e, forse,
svelare, potrebbe,
anche del futuro che sarà.

Io, sono l’attimo di passaggio
che osserva,
e dalla luce eterna
rimane affascinata.

Fin dall’incipit la poetessa colloca il lettore in una dimensione sospesa. “Sono qui fra l’eterno e l’attimo” non è soltanto una dichiarazione poetica, ma una vera definizione della condizione umana. L’essere umano vive infatti in un presente brevissimo, circondato da un universo che esisteva prima della sua nascita e continuerà dopo la sua scomparsa. In pochi versi Rosalba Di Giacomo riesce a condensare una riflessione filosofica che richiama il pensiero di Sant’Agostino, Pascal e persino Leopardi.

L’immagine del raggio di luce che attraversa la stanza rappresenta il cuore della composizione. La luce diventa una presenza viva, curiosa, quasi dotata di una propria volontà, capace di “indagare” gli spazi e di lasciare tracce sul mondo. Bellissima la metafora del lapis che disegna scarabocchi sulle pareti. La luce non è più soltanto un fenomeno fisico, ma un’artista che crea forme e significati, trasformando la quotidianità in esperienza poetica.

Uno dei passaggi più significativi è certamente il richiamo al “Fiat lux et lux fuit”, il celebre riferimento biblico alla creazione. Con questa citazione la poetessa amplia improvvisamente l’orizzonte del testo. La luce osservata nella stanza non appartiene più soltanto al presente, ma diventa simbolo dell’origine del mondo, della conoscenza e della continuità dell’esistenza. È una luce che attraversa i secoli, che ha visto nascere civiltà e generazioni e che continuerà a splendere oltre il tempo individuale.

Particolarmente suggestivo è il contrasto tra l’eternità della luce e la fragilità dell’essere umano. “Io, sono l’attimo di passaggio che osserva” è forse il verso più intenso dell’intera poesia. In esso si percepisce la consapevolezza della nostra natura transitoria, ma non vi è tristezza o rassegnazione. Al contrario, emerge uno stupore sereno, quasi una gratitudine per la possibilità di assistere, anche solo per un breve momento, allo spettacolo dell’eterno.

Dal punto di vista stilistico, Rosalba Di Giacomo sceglie una scrittura limpida e accessibile. La profondità non nasce dalla complessità del linguaggio, ma dalla forza delle immagini e dalla naturalezza del pensiero poetico. I versi scorrono con leggerezza e accompagnano il lettore in una riflessione che appare spontanea, come una conversazione silenziosa con sé stessi.

La poesia richiama, per sensibilità e ricerca interiore, alcuni aspetti della lirica di Giacomo Leopardi e di Emily Dickinson. Tuttavia conserva una voce autonoma, caratterizzata da una particolare capacità di trasformare un dettaglio quotidiano in una meditazione universale. La stanza, la penombra e il raggio di luce diventano così simboli dell’incontro tra finito e infinito, tra ciò che passa e ciò che resta.

Biografia dell’autrice

Rosalba Di Giacomo è una poetessa italiana che attraverso la scrittura esplora il rapporto tra natura, memoria, spiritualità e interiorità. Le sue poesie si distinguono per la capacità di osservare la realtà quotidiana e trasformarla in occasione di riflessione esistenziale. Nei suoi versi convivono sensibilità lirica, attenzione ai dettagli e una costante ricerca di significati più profondi nascosti nelle cose semplici.

Questa poesia rappresenta un invito a fermarsi. In un mondo dominato dalla fretta, Rosalba Di Giacomo ci ricorda che anche un semplice raggio di sole può diventare una finestra sull’infinito. Basta osservare, ascoltare e lasciare che la luce, come nei suoi versi, ci accompagni per un istante oltre i confini del tempo.

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Geo

Rosalba Di Giacomo appartiene a quella schiera di autori che trovano nella contemplazione della realtà quotidiana una via privilegiata per interrogare i grandi temi dell’esistenza. La sua poesia dimostra come la letteratura possa ancora offrire strumenti preziosi per comprendere il rapporto tra uomo, tempo e natura. Alessandria Post continua a promuovere e valorizzare le voci poetiche contemporanee che contribuiscono ad arricchire il patrimonio culturale italiano.

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