A tutti gli scrittori che conosco, e al mondo A chi scrive per liberare un brivido e a chi legge per trovare un rifugio.

Questa poesia è per voi: un ponte invisibile di inchiostro e respiro, nato per ricordarci che, dentro lo stesso silenzio, non siamo mai soli.
Giuseppina De Biase

LA POESIA

non ha mani, eppure stringe…

Stringe come una morsa leggera che non fa male,

come un rifugio fatto di inchiostro

che ci sussurra che non siamo soli.

Non ha voce… eppure canta.

Canta senza bisogno di corde vocali

trovando la sua musica

nel ritmo segreto dei nostri pensieri.

È come una muta melodia

che attraversa i muri della nostra solitudine,

si infila sottopelle

e si unisce al battito del nostro cuore.

Non ha occhi… eppure vede tutto

scava dentro di noi

entra dove fa buio

lì dove nessuno bussa

lasciandoci nudi

ma finalmente veri.

Non ha ali… eppure vola.

Senza passaporto,

senza confini,

Senza far rumore,

arriva ovunque

arriva in fondo al buio,

accende una luce,

e si siede accanto a noi

in uno scambio silenzioso

di battito e di respiro.

Le distanze si arrendono davanti a un foglio

i chilometri diventano millimetri,

e noi ci ritroviamo

nello stesso istante,

fianco a fianco,

a respirare le stesse emozioni.

Ecco…

questo è il miracolo della Poesia

Trasforma un brivido solitario

in una casa aperta a tutti,

raccoglie i pensieri nascosti

per farne un canto comune.

E quando la penna si ferma

e torna il silenzio,

quell’abbraccio invisibile non svanisce,

ci tiene ancora stretti

anche se è solo per un attimo.

© Giuseppina De Biase, 2026
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