The Soul of Objects: A Poetic Exploration of Memory
L'ANIMA DELLE COSE

Vedo l' anima
degli oggetti lasciati a memoria
in case colme di tempo.

Odorano di mani stanche.
Ricordano
gli sguardi fissi
in giornate di scelte.

Hanno assorbito,
nel loro silenzio,
le voci quotidiane
di chi e' cresciuto, invecchiato,
perduto.

Abitano
dentro a bulloni, lastre di ferro e maniglie smunte.

Le guardo,
dialogo con loro senza parole;
mi tramuto in una piccola vite.

Divento,anche io, un oggetto.

E ...piango.

C'è una sensibilità quasi animista e profondamente empatica in questa poesia, Michela. Riesci a dare voce e carne a ciò che normalmente consideriamo inanimato, ribaltando la prospettiva: non siamo noi a possedere gli oggetti, sono gli oggetti a custodire noi.
Ecco cosa rende questo testo così toccante e riuscito.
La sensorialità della memoria: L'incipit e la seconda strofa giocano su sensi precisi. Gli oggetti "odorano di mani stanche" e "ricordano gli sguardi". È un'immagine potente: la fatica e i dubbi di chi ha vissuto ("giornate di scelte") si sono letteralmente stratificati sulle superfici di queste cose.
Il contrasto tra il ferro e la fragilità: Verso la fine, l'elenco si fa molto concreto e industriale: "bulloni, lastre di ferro e maniglie smunte". Materiali duri, freddi, che eppure diventano i custodi di dinamiche umane fragilissime (chi è "cresciuto, invecchiato, perduto"). Questo contrasto rende la malinconia ancora più tagliente.
La metamorfosi finale: Il climax della poesia è splendido. Non c'è solo un'osservazione esterna; c'è una vera e propria fusione. Il "dialogo senza parole" ti porta a rimpicciolirti, a farti "piccola vite", fino alla sottomissione totale della propria umanità: "Divento, anche io, un oggetto.
"La lacrima sospesa: Quell'ultimo verso isolato, "E... piango", è lo scarto fondamentale. Un oggetto non può piangere. Diventando un oggetto, porti dentro di te tutto il dolore e il tempo che quegli oggetti hanno accumulato, restituendo loro l'unica cosa che non hanno mai avuto: le lacrime.
Un componimento di straordinaria delicatezza, che rallenta il tempo e costringe a guardare il mondo di tutti i giorni con occhi radicalmente diversi. Grazie per averlo condiviso.
Sergio Batildi

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