Teatro Comunale di Alessandria: Riapertura e Gestione Incerta

Teatro Comunale di Alessandria, il cantiere infinito: riapertura ancora senza una data certa e gestione tutta da costruire.

L’articolo di Enrico Sozzetti pone l’attenzione su una questione che da anni accompagna il destino del Teatro Comunale di Alessandria: non tanto la qualità dell’intervento di recupero, ampiamente riconosciuta, quanto l’assenza di una tempistica certa per la riapertura e di un progetto gestionale definito. Il giornalista e blogger alessandrino evidenzia come, accanto agli importanti investimenti effettuati, restino aperti interrogativi fondamentali sul futuro della struttura, sul soggetto che dovrà gestirla e sulle risorse necessarie per completare e rendere pienamente operativa la grande sala. Un’analisi che invita la città a guardare oltre il cantiere, concentrandosi sul ruolo culturale che il nuovo teatro sarà chiamato a svolgere nei prossimi decenni.

Pier Carlo Lava

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Alessandria e il Teatro comunale che continua a non avere la scadenza di Enrico Sozzetti

La rifunzionalizzazione è stata imponente, mentre le previsioni della riapertura si continuano a rincorrere. E manca ancora il progetto della gestione della struttura e il soggetto cui verrà affidata con un partenariato pubblico – privato

Mettere in fila le previsioni di riapertura del Teatro comunale di Alessandria è come ripercorrere le dichiarazioni di Donald Trump sulla firma della tregua con l’Iran. Secondo alcune testate statunitensi sarebbero state finora trentotto, ma forse gli annunci per il Comunale sono stati anche di più.

L’iniziativa “Alessandria ritrova il suo teatro” ha voluto, il 12 giugno, rappresentare l’occasione «per offrire alla cittadinanza l’occasione di confrontarsi pubblicamente sul futuro del Teatro Comunale». La manifestazione è stata organizzata dall’associazione culturale La Porta di Vetro in collaborazione con la Città di Alessandria, l’Università del Piemonte Orientale, l’azienda speciale multiservizi Costruire Insieme e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Sostegni anche da Fondazione Matrice, Isral, Circolo del Cinema Adelio Ferrero, Società di storia, arte e archeologia per le province di Alessandria e Asti, Club per l’Unesco di Alessandria, Irsac e lo sponsor Beldent.

Il 12 giugno, Palazzo Borsalino, sede del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali dell’Upo, ha visto, dopo i saluti istituzionali, l’illustrazione dello stato dei lavori e le future modalità di gestione del nuovo Teatro Comunale da parte del vicesindaco Giovanni Barosini. Sono seguiti alcuni interventi dedicati al rapporto tra l’università e il teatro.

Certezze? Che non si sa esattamente quando riaprirà il Teatro comunale. Barosini nel ripercorrere le tappe e proporre alcuni rendering relativi al nuovo allestimento del foyer e della sala grande ha detto chiaramente che «siamo a tre quarti del percorso (l’investimento complessivo è stato finora di oltre diciotto milioni». Che per dare il nome della struttura riqualificata «ci sarà un concorso di idee» e che «bisogna trovare un logo per il nuovo teatro». Che a settembre dovrebbe finalmente essere definito l’avviso pubblico per il partenariato pubblico – privato per la gestione del teatro («Ci sono interlocuzioni con grandi soggetti, il Ministero della Cultura, Fondazioni: siamo alla ricerca di un gestore per un sito così complesso)». Che sala Ferrero e foyer saranno pronti «tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027». E «probabilmente anche il bar che verrà assegnato attraverso un bando pubblico».

Quindi il vicesindaco ha dichiarato «che le risorse ci sono», però non le quantifica. E infine ha detto che «tutto è suscettibile di qualche imprevisto».

In un incontro pubblico, non molto partecipato, nel giugno 2026 queste parole potrebbero apparire abbastanza incoraggianti. Ma la storia recente dice altro. 

Il 2 dicembre 2025 c’è stato l’ennesimo sopralluogo di una Commissione consiliare all’interno dell’enorme cantiere del Teatro. Sul piano energetico, niente da dire. L’enorme impianto sarà in grado di trattare ottantamila metri cubi l’ora di aria. Tra recupero di calore, teleriscaldamento e fotovoltaico, la gestione dell’energia pare improntata a una piena efficacia. Tutto bene? Sì, se la piena operatività della struttura fosse completa. Quello che si profila è invece un recupero parziale, tempi lunghi e per non minimamente quantificabili per la sala grande, tanto meno per la galleria. Il rischio, rilevato dai tecnici, è che se l’impianto dal valore milionario dovesse rimanere fermo per molto tempo potrebbe deteriorarsi la centrale termica di prim’ordine con un danno significativo.

C’è poi la questione dell’esterno del teatro. «Ingresso e marciapiedi sono di competenza del Comune» dice un tecnico impegnato nel cantiere. E finora nessuno ha parlato della riqualificazione dell’area su via della Repubblica e sui giardini pubblici. O almeno, se c’è un’idea non è mai stata resa pubblica.

Infine, la questione più pesante. La sala grande, quasi milleduecento posti, che sul piano strutturale è pronta per circa l’ottanta per cento, ma deve essere completata con arredi e rifiniture. E chi lo farà? Il gestore del teatro. Quello che per ora non c’è. E non si sa quando ci sarà. Quale investitore è pronto a iniettare risorse non solo per gestire la struttura, ma innanzitutto per completarla? La stima media per l’allestimento della sala grande è di cinquecento euro a posto, che sono milleduecento. Poi c’è il resto, compresi gli impianti che sono stati predisposti, ma non del tutto perché nessuno ha dato precise indicazioni di come verrà gestito il teatro, quali spettacoli ospiterà.

Al termine del sopralluogo, l’assessore Michelangelo Serra aveva detto che «a inizio 2026 si procederà con il bando per trovare il partner per proseguire i lavori». E che entro l’estate 2026 riapriranno il foyer e la Sala Ferrero del Teatro Comunale.

da: https://160caratteri.wordpress.com/

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Geo

Alessandria, capoluogo del Piemonte orientale, custodisce nel Teatro Comunale uno dei simboli più significativi della propria identità culturale. La lunga attesa per la sua riapertura rappresenta una delle questioni più sentite dalla cittadinanza e dagli operatori culturali. Alessandria Post continua a seguire con attenzione l’evoluzione del progetto, convinta che la rinascita del teatro possa contribuire in modo decisivo alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio.

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