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MARTEDI 6 OTTOBRE INCONTRO CON PATRIZIA FERRANDO “IULIA HASDEU. LA RAGAZZA DELLA SORBONA”
Con l’arrivo di ottobre, la Biblioteca di Serravalle Scriviarinnova gli appuntamenti con la giornalista e scrittrice Patrizia Ferrando, dando avvio a un nuovo percorso attraverso la cultura, l’arte e la letteratura.
Gli incontri con Patrizia Ferrando sono ormai un’occasione per esplorare temi di particolare interesse e suggestione, accompagnati dalla sensibilità, dalla curiosità e dalla consapevolezza culturale che contraddistinguono il suo sguardo. Un percorso capace di intrecciare letteratura, arte, storia e biografie, restituendo alle parole e alle storie la loro dimensione più umana e artisticamente viva.
Il primo appuntamento del nuovo ciclo sarà martedì 6 ottobre alle ore 17.00 in Biblioteca, con “Iulia Hasdeu. La ragazza della Sorbona. Una ragazza fra Belle Époque e mistero”. Un incontro dedicato alla figura affascinante e poco conosciuta di Iulia Hasdeu, giovane intellettuale e scrittrice vissuta tra cultura, talento e mistero, sullo sfondo della vivace atmosfera della Belle Époque.
Sarà il primo di una serie di appuntamenti che ci accompagneranno nei prossimi mesi e che proprio in autunno trovano il loro esordio: un tempo ideale per ritrovare il piacere di stare insieme in un’atmosfera raccolta, informale e amichevole, lasciandosi guidare dal filo conduttore, sempre vivo e coinvolgente, della letteratura.
In Italia, il nome di Iulia Hasdeu è noto a pochi; eppure la sua è la storia di un’intelligenza fuori dal comune, di una sensibilità poetica capace di coniugare raffinatezza intellettuale e legami ancestrali con la natura e le tradizioni della storia rumena e centroeuropea, di una precoce affermazione femminile purtroppo falciata dalla tragedia.
Nata a Bucarest nel 1869 e scomparsa a soli diciotto anni nel 1888, Iulia Hasdeu, molto famosa nella sua patria, la Romania, e cara a studiosi francesi, ha rappresentato un vero e proprio fenomeno intellettuale per la sua epoca. Figlia del celebre erudito e scienziato Bogdan Petriceicu Hasdeu, dimostrò fin dalla primissima infanzia doti prodigiose: a due anni e mezzo leggeva correntemente, a cinque anni componeva i suoi primi versi in diverse lingue e a soli undici anni conseguiva il diploma di maturità presso il Liceo Saint Sava di Bucarest, diplomandosi contemporaneamente in canto e pianoforte al Conservatorio.
A diciassette anni, quando si trasferì con la madre a Parigi, segnò una tappa fondamentale per l’emancipazione femminile nella cultura europea, diventando la prima donna rumena ad essere ammessa alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sorbona di Parigi. Nella capitale francese, Iulia si distinse per il rigore accademico e la preparazione brillante, avviando la stesura di una tesi di laurea sulla filosofia della storia e conquistandosi il rispetto di professori e colleghi.
La sua produzione letteraria, interrotta dalla tubercolosi, è stata quasi interamente redatta in francese e pubblicata postuma grazie alla devozione del padre. Iulia Hasdeu si dedicò anche alla drammaturgia, con una rielaborazione del personaggio di Ofelia e con commedie sulla vita universitaria parigina dell’epoca.
Ha lasciato, inoltre toccanti e profonde lettere scambiate con il padre, che testimoniano un dialogo intellettuale di altissimo livello tra storia, filosofia e impegno morale, unito alla delicatezza con cui la giovane cercò di celare l’avanzare della malattia per risparmiargli il dolore.
La sua morte di ebbe violento impatto sul panorama culturale dell’epoca e sulla vita di Bogdan Petriceicu Hasdeu. Incapace di accettare la perdita della figlia, lo studioso dedicò il resto dei suoi anni alla ricerca di un ponte tra il mondo dei vivi e quello dei morti attraverso lo spiritismo e la scrittura automatica. Da questa esperienza nacque il Castello Iulia Hasdeu a Câmpina, singolare architettura impregnata di simbolismo esoterico e massonico, progettato — si diceva al tempo — su indicazione dello spirito della stessa Iulia.
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