Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo oggi a Torino all’inaugurazione di Terra Madre – Salone del Gusto 2026, ha pronunciato un discorso che va molto oltre il tema dell’alimentazione. Biodiversità, agricoltura, ambiente, guerre, diritti e responsabilità verso le nuove generazioni sono stati collegati in un’unica riflessione: il modo in cui utilizziamo oggi le risorse della Terra contribuirà a determinare le condizioni nelle quali vivranno coloro che verranno dopo di noi. Un messaggio che assume un significato particolare in una fase storica segnata contemporaneamente da conflitti, cambiamenti climatici e crescente pressione sulle risorse naturali.
Pier Carlo Lava
Il Teatro Regio di Torino ha ospitato oggi, 24 settembre 2026, la cerimonia inaugurale di Terra Madre – Salone del Gusto, manifestazione che quest’anno celebra anche i quarant’anni dalla nascita di Slow Food. L’edizione, in programma fino al 27 settembre, è dedicata al tema “Biodiversity – Be Diversity”. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Stefano Lo Russo, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini e il presidente di Slow Food International Edward Mukiibi.
Al centro dell’intervento del Capo dello Stato c’è stata innanzitutto la biodiversità, considerata non come un concetto astratto riservato agli ambientalisti o agli scienziati, ma come una condizione essenziale per l’esistenza stessa dell’uomo.
Mattarella l’ha descritta come un enorme patrimonio capace di proteggere la salute umana e di caratterizzare l’ambiente e la nostra stessa vita. La diversità genetica, ha ricordato, ha consentito all’umanità di svilupparsi nel corso dei millenni. Ma questo patrimonio non è inesauribile: senza responsabilità e senza cura può essere progressivamente compromesso dall’uomo, con conseguenze che alla fine ricadrebbero sull’umanità stessa.
La biodiversità non si difende senza politiche
Il passaggio successivo è particolarmente importante perché porta il ragionamento dal terreno culturale a quello delle istituzioni. Secondo Mattarella, la biodiversità necessita di politiche capaci di riconoscerne il valore.
Il Presidente ha richiamato direttamente la Costituzione italiana. L’articolo 9 stabilisce infatti che la Repubblica tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Non si tratta dunque soltanto di sensibilità ambientale: la protezione di questi beni è entrata esplicitamente tra i principi fondamentali della nostra Carta costituzionale.
Ed è proprio il riferimento alle generazioni future uno dei fili conduttori dell’intervento.
Una società può consumare risorse, territorio e ambiente per soddisfare le esigenze del presente, oppure può riconoscere che ciò che possiede non appartiene esclusivamente a chi vive oggi.
Mattarella lo ha condensato in un’espressione particolarmente efficace: «Il futuro non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro».
Agricoltura: non soltanto economia
Da qui il Presidente è passato al ruolo dell’agricoltura, definendola un comparto chiave che deve essere sviluppato e difeso perché, in ultima analisi, riguarda il futuro stesso del genere umano.
È un concetto che merita di essere sottolineato. Nell’economia contemporanea siamo abituati a ragionare in termini di industria, servizi, tecnologia, finanza e intelligenza artificiale. Eppure alla base della nostra esistenza rimane qualcosa di molto più antico: qualcuno deve coltivare la terra, allevare gli animali e produrre gli alimenti.
La modernizzazione dell’agricoltura deve quindi confrontarsi con una sfida complessa: aumentare efficienza e produttività senza impoverire progressivamente il patrimonio naturale dal quale quella stessa produzione dipende.
Ed esiste anche una dimensione occupazionale. Mattarella ha ricordato che la cultura sviluppatasi intorno alla qualità del cibo, alla sostenibilità e alla biodiversità rappresenta oggi una fonte di lavoro anche per molti giovani.
Il cibo entra nelle guerre
Il discorso ha assunto poi una dimensione internazionale.
Mattarella ha osservato che cibo ed energia sono diventati elementi strategici nei conflitti. Le guerre non producono soltanto vittime e distruzione materiale: possono compromettere coltivazioni, infrastrutture, approvvigionamenti, territori e ambiente, trasformando persino la disponibilità di alimenti in uno strumento di pressione.
È qui che Terra Madre assume, nelle parole del Presidente, un significato che supera la gastronomia.
Produrre e distribuire cibo significa parlare anche di diritti, disuguaglianze, ambiente e pace.
La dimensione locale e quella globale sono ormai strettamente collegate: ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza può incidere sui prezzi, sulla disponibilità delle materie prime e sulla sicurezza alimentare di altri Paesi.
Una grande alleanza intorno al cibo
Mattarella ha quindi indicato i protagonisti di quella che ha definito una grande alleanza: coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi e consumatori.
Il consumatore, dunque, non è collocato alla fine della catena come soggetto completamente passivo. Anche le scelte individuali concorrono alla costruzione del sistema alimentare.
Naturalmente la responsabilità non può essere scaricata esclusivamente sulle famiglie. Servono politiche pubbliche, ricerca, innovazione, imprese e sistemi produttivi sostenibili. Ma l’idea espressa a Terra Madre è quella di una comunità del cibo nella quale produzione e consumo siano parti di una stessa responsabilità.
Il ricordo di Carlo Petrini
La giornata torinese ha avuto anche una forte componente commemorativa.
Durante la cerimonia è stato ricordato Carlo “Carlin” Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso nel maggio scorso. Il Quirinale ha ricordato come il percorso iniziato con Arcigola e proseguito attraverso Slow Food, il Salone del Gusto e Terra Madre abbia contribuito a collegare la difesa della biodiversità alla conoscenza delle culture e dei territori.
Nel corso dell’inaugurazione è stato inoltre letto dall’ambasciatore britannico Stephen Hickey un messaggio di Re Carlo III.
La terra come responsabilità verso chi verrà dopo di noi
Il punto forse più interessante del discorso di Mattarella emerge mettendo insieme tutti questi elementi.
Biodiversità, agricoltura, alimentazione, ambiente e pace non sono problemi separati.
La perdita di biodiversità può indebolire gli ecosistemi; il deterioramento ambientale può incidere sulla produzione agricola; crisi agricole e guerre possono compromettere la sicurezza alimentare; scarsità e aumento dei prezzi possono colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
La questione ambientale diventa così anche economica e sociale.
Ed è significativo che il Presidente abbia riportato continuamente il ragionamento verso chi ancora non può partecipare alle decisioni: le generazioni future.
Ogni generazione riceve infatti un patrimonio naturale che non ha creato. Può conservarlo, migliorarlo oppure consumarne progressivamente una parte.
«Non bisogna mai smettere di seminare»
La conclusione scelta da Mattarella è stata semplice e simbolica.
Chi conosce la terra, ha ricordato il Presidente, sa che bisogna continuare a seminare anche nei momenti difficili. Il suo augurio a Terra Madre è stato quindi un «Auguri di buona semina!».
Seminare, in questo caso, significa molto più che affidare un seme alla terra.
Significa investire nel futuro quando il risultato non è immediatamente visibile. Significa lasciare qualcosa a chi verrà dopo. Significa riconoscere che la Terra non è soltanto una risorsa da utilizzare nel presente, ma un patrimonio da consegnare al futuro.
Ed è probabilmente questo il filo che attraversa l’intero intervento pronunciato oggi a Torino: voler bene alla terra, come ha ricordato Mattarella, significa in definitiva voler bene agli esseri umani che la abitano oggi e a quelli che la abiteranno domani.
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Fonte principale: Presidenza della Repubblica – Quirinale, intervento del Presidente Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione di Terra Madre – Salone del Gusto 2026, Torino, 24 settembre 2026.
Approfondimento: L’intervento del Presidente della Repubblica pone al centro biodiversità, agricoltura, tutela dell’ambiente, sicurezza alimentare, pace e responsabilità nei confronti delle future generazioni. Un messaggio che richiama il valore della terra e del cibo come elementi fondamentali non soltanto dell’economia, ma anche della società e della convivenza tra i popoli.
GEO: Torino, Piemonte, Italia – Terra Madre, Salone del Gusto 2026.
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Mattarella a Terra Madre 2026 richiama la difesa della biodiversità, dell’agricoltura e dell’ambiente e invita a pensare alle future generazioni.
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