INSONNIA
Gioco
a nascondino di pensieri
per non contare
i secondi di tempo
passati a regalare ricordi
ad una melanconia
che divora
il volto del tempo.
Scelgo
la liberta ‘ di un viaggio
tra le vie di un sogno vigile
nel labirinto della solitudine
che lascia spazio
ad un timoroso cammino.
Trovo
un lieve mormorio di pace
ad accompagnare questa lunga notte buia.
Mi assopisco.
Arriva il sogno.
Un ritratto notturno intimista ed evocativo, dove l’insonnia smette di essere solo una gabbia fisica e diventa uno spazio di esplorazione interiore.
I tre movimenti della poesia scandiscono perfettamente la transizione psicologica:Gioco / Scelgo / Trovo: I tre verbi d’apertura tracciano un percorso attivo. Non subisce la notte, ma la naviga: dalla distrazione iniziale per sfuggire al peso dei ricordi, alla scelta consapevole di addentrarsi nel “sogno vigile”, fino alla conquista finale di quel “lieve mormorio di pace”.
La personificazione del tempo e della melanconia: L’immagine della melanconia che “divora il volto del tempo” rende benissimo la sensazione di resa e consumazione tipica delle ore piccole, quando ogni secondo pesa il doppio.
Il “timoroso cammino”: Sostituire la rassegnazione con la libertà del viaggio seppur cauto e vulnerabile trasforma la solitudine da labirinto claustrofobico a spazio di passaggio.Il finale essenziale (“Mi assopisco. / Arriva il sogno.”) funziona benissimo per contrasto: dopo la complessità dei pensieri notturni, la resa al sonno arriva con frasi brevissime, quasi un sospiro di sollievo che chiude il cerchio
Sergio Batildi
“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali.”
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