ALBA SOSPESA
Nel giardino
di ogni primo fiore
odoro
una tenera alba di fine estate.
Una leggera umidità
piange sui verdi steli,
arsi da giornate
di sole vincente.
Nel suono leggiadro di piccoli voli
nasce il silenzio del mio respiro.
Esco dal sogno
sospesa sulla nuvola di terra
che mi sorregge
e abito l’infinito di questo giorno.
MICHELA INTROPIDO
La grazia di un istante: recensione di “Alba sospesa” di Michela Intropido
Con Alba sospesa, Michela Intropido ci regala un componimento d’atmosfera di rara delicatezza, capace di cogliere il momento esatto in cui il tempo sembra arrestarsi: la soglia luminosa e fragile che separa il sogno dal risveglio, l’estate che cede il passo ai primi freschi autunnali. Attraverso un linguaggio essenziale e fortemente sensoriale, la poetessa trasforma un dettaglio della natura — la rugiada mattutina su un fiore — in un’esperienza di profonda connessione con l’infinito.
Tra risveglio e natura: il viaggio nei versi
La poesia funziona come uno scatto fotografico ad alta definizione, capace però di catturare non solo la luce, ma anche i profumi e le sensazioni tattili.
Nella prima parte, l’autrice ci porta direttamente dentro la scena: l’aria del primo mattino, profumata e fresca (“una tenera alba di fine estate”), si posa sul giardino. C’è un contrasto poetico e immediato tra l’umidità della rugiada (“piange sui verdi steli”) e il ricordo del caldo appena passato (“arsi da giornate / di sole vincente”). È la descrizione di un cambio di stagione che tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta, reso vivo con pochissime e precise parole.
Nella seconda parte, lo sguardo si sposta dall’esterno all’interno. I piccoli rumori della natura — come il fruscio di piccoli voli di uccelli o insetti — non disturbano la quiete, ma al contrario generano un profondo silenzio interiore (“nasce il silenzio del mio respiro”). Il passaggio dal mondo dei sogni alla realtà non è traumatico: la poetessa si sente ancora sospesa su una “nuvola di terra”, sospesa tra il radicamento del suolo e la leggerezza dell’anima, pronta ad “abitare l’infinito” del giorno che comincia.
Perché leggerla
La forza di Alba sospesa risiede nella sua estrema accessibilità. Non serve essere esperti di critica letteraria per percepire la quiete e la bellezza che scaturiscono da questi versi. Michela Intropido riesce in un’impresa fondamentale per la poesia contemporanea: rallentare il ritmo frenetico della quotidianità e ricordarci che la meraviglia e il senso dell’infinito non si trovano in luoghi lontani, ma nelle piccole soglie quotidiane, come un profumo o una goccia di rugiada alle prime luci del mattino.
Recensione di Francesca Giordano
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Abita l’infinito in ogni parola.
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