“Impressioni”.

La poesia come mappa delle emozioni

“Impressioni”, la nuova raccolta di Emanuela Quirini, esplora la complessità dell’esperienza umana
attraverso stili e registri stilistici in continua evoluzione. La silloge – pubblicata nella collana “I
Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book – si distingue
per la sua profonda varietà espressiva: l’autrice spazia con naturalezza da una poesia più ricca, metrica e ricca di figure retoriche, a una cifra espressiva essenziale ed ermetica, caratterizzata da versi brevi, liberi e fortemente visuali. «Non ho mai pensato che dalle mie poesie potesse nascere un’opera – confessa l’autrice, che attualmente vive a La Spezia, dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Pisa – perché ho sempre scritto solo per me». Una pluralità di forme che riflette la genesi stessa dei versi: pensieri e intuizioni che nascono già strutturati nella mente della poetessa, dettati dall’ispirazione diretta o sviluppati a partire da veloci appunti d’impulso. «Alcune volte mi vengono in mente delle strofe praticamente già finite, altre volte, invece, ho bisogno di più tempo e le ritocco più volte per cercare di trovare la parola giusta, che qualche volta tarda ad arrivare».

Ad aprire la silloge – esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi
Aletti Editore – è la poesia omonima “Impressioni”, posizionata nelle prime pagine come manifesto poetico e chiave di lettura per introdurre il lettore all’interno dell’opera. Nella sua Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore, parla di «un libro gentile ed empatico, la cui forza non sta
nell’azzardo linguistico, ma nella capacità di trasformare emozioni comuni in immagini terse che il lettore non avrà difficoltà a fare proprie». I componimenti abbracciano la totalità del vissuto quotidiano: il dolore della perdita, il fascino del mare e dei suoi tramonti, la bellezza mutevole delle stagioni, l’amicizia, l’amore, il fato e la ricerca della libertà. Attraverso queste suggestioni, la silloge restituisce la misura di tutto ciò che quotidianamente ci travolge, alternando momenti di sconforto e ricerca di sollievo a istanti di gioia e riscoperta forza interiore.

Ma il vero cuore pulsante del libro risiede nella speranza. «Nonostante tutti gli ostacoli, tutte le cose tristi e difficili che ognuno di noi deve affrontare, alla fine è importante lottare e non farsi sopraffare dalle difficoltà». L’intento di Emanuela Quirini è offrire a chi legge un momento di serenità ,leggerezza, regalando al contempo scorci di verità quotidiane. Soprattutto, l’opera vuole essere un’iniezione di coraggio per affrontare le sofferenze e le oppressioni della vita. «Vorrei far riflettere il lettore non sulle difficoltà della vita, ma anche sulle cose piccole, belle e semplici, che gli potrebbero migliorare le giornate».

A cura di Francesca Giordano

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