Sulla sommità di una delle colline più elevate del Basso Monferrato, Lu custodisce una storia molto più estesa delle dimensioni del suo territorio. Le testimonianze archeologiche raccontano una frequentazione antichissima, mentre il borgo medievale conserva ancora l’impronta lasciata dalle esigenze difensive, dalle famiglie nobili e dalle dinastie che governarono il Monferrato. Oggi Lu non è più un Comune autonomo, ma continua a rappresentare il centro storico e il capoluogo del Comune di Lu e Cuccaro Monferrato, istituito nel 2019.

Pier Carlo Lava

Le origini: l’area archeologica di Mediliano

La storia del territorio non comincia con la nascita del paese sulla collina. Le sue radici più remote devono essere cercate nella zona di San Giovanni di Mediliano, dove le indagini archeologiche hanno individuato tracce di frequentazione comprese tra la preistoria e l’età romana.

I ritrovamenti documentano una presenza umana già tra il 2500 e il 125 avanti Cristo. In epoca romana, indicativamente tra il I secolo avanti Cristo e il III secolo dopo Cristo, nell’area si sviluppò un importante insediamento rurale, tradizionalmente collegato alla famiglia romana dei Metilii. Da questo nome potrebbe essere derivato quello di Mediliano.

La villa si trovava in una posizione favorevole, non lontana dai collegamenti che univano la pianura alessandrina con Asti, Vercelli e altri centri romani. Non si trattava, quindi, di un luogo isolato, ma di un territorio inserito nella rete agricola e commerciale dell’epoca.

La zona continuò a essere frequentata anche dopo la crisi dell’Impero romano. Gli archeologi hanno individuato una vasta area funeraria utilizzata tra il IV e l’VIII secolo, con sepolture riconducibili alle diverse fasi tardoantiche, gotiche e longobarde. Di particolare importanza è l’iscrizione funeraria di Livarna, datata tra il V e il VI secolo e considerata una delle più antiche testimonianze cristiane del Piemonte meridionale.

Tra il IX e il X secolo sorse a Mediliano una pieve dedicata a San Giovanni Battista. Per diversi secoli essa costituì il principale riferimento religioso del territorio, prima che il centro della vita civile ed ecclesiastica si trasferisse progressivamente sul colle dove si trova l’attuale abitato.

Da “Lugo” al borgo fortificato

La prima attestazione documentaria conosciuta del paese risale al 1028, quando il suo nome appare nella forma “Lugo”. Tra l’XI e il XII secolo il centro collinare cominciò a svilupparsi come una curtis, una struttura agricola e amministrativa attorno alla quale si raccoglievano abitazioni, terreni e servizi.

Nel corso del XIII secolo l’insediamento assunse le caratteristiche di un castrum, vale a dire un centro fortificato. La posizione elevata permetteva di controllare un territorio molto ampio: dalla pianura alessandrina alle colline del Monferrato. Questa collocazione favorì la crescita del paese, ma lo espose anche agli eserciti che nei secoli attraversarono e contesero la regione.

Intorno al nucleo difensivo si formò progressivamente un vero borgo, articolato in contrade, piazze e luoghi di culto. Le chiese di San Pietro, San Nazario e San Giacomo divennero punti di riferimento per la popolazione. L’abitato era protetto da una cinta muraria della quale restano tracce nella struttura urbanistica e nell’andamento delle strade più antiche.

A ricordare la funzione strategica del paese rimane soprattutto la Torre civica, innalzata nel XV secolo nel punto più elevato del colle. Alta oltre trenta metri, faceva parte del sistema di avvistamento e segnalazione che collegava diversi centri del Monferrato. Ancora oggi costituisce uno degli elementi più riconoscibili del panorama di Lu.

L’origine del nome Lu

L’origine del toponimo non è stata definitivamente chiarita. Nel tempo sono state proposte spiegazioni suggestive, come il riferimento a una legione romana o alla distanza dalle principali città, ma queste interpretazioni non dispongono di solide conferme documentarie.

Tra le ipotesi considerate più plausibili vi sono una derivazione dal latino “lucus”, termine che indicava un bosco sacro, oppure un collegamento con Lug, divinità conosciuta dalle popolazioni celtiche. Le forme medievali “Lugi”, “Lugo” e “Luh” sembrano compatibili con entrambe le interpretazioni. L’etimologia, pertanto, rimane aperta e deve essere presentata come un’ipotesi, non come una certezza.

Nel cuore del Marchesato del Monferrato

La storia politica di Lu seguì quella del Marchesato del Monferrato, nato tra il X e l’XI secolo dalla marca affidata alla dinastia degli Aleramici. Il territorio rimase sotto gli Aleramici fino al 1305, quando la morte senza eredi maschi del marchese Giovanni I aprì il passaggio del marchesato ai Paleologi, dinastia imparentata con la casa imperiale di Bisanzio.

Durante il dominio paleologo, Lu si trovò coinvolta nelle lotte che contrapposero il Monferrato ai marchesi di Saluzzo e alle altre potenze dell’Italia settentrionale. Nel XIV secolo la posizione del paese ne fece un punto di osservazione e di difesa particolarmente importante.

Con l’estinzione dei Paleologi, avvenuta nel 1533, il Monferrato entrò in una nuova fase di instabilità. Nel 1536 l’imperatore Carlo V assegnò il territorio ai Gonzaga di Mantova, il cui dominio divenne effettivo dopo la pace di Cateau-Cambrésis del 1559. Nel 1575 il marchesato venne elevato al rango di ducato.

Tra Cinquecento e Seicento il Monferrato fu ripetutamente attraversato da eserciti francesi, spagnoli e imperiali. Anche Lu subì le conseguenze delle guerre tra Francia e Asburgo, delle requisizioni e dell’insicurezza che caratterizzarono quel periodo. Nel 1708 il territorio passò ai Savoia, trasferimento confermato dai trattati di Utrecht e Rastatt del 1713 e 1714.

Alla fine del Settecento arrivarono le armate rivoluzionarie francesi. Il Monferrato fu inserito nelle strutture amministrative della Francia napoleonica e, dopo la caduta di Napoleone, ritornò nel 1814 al Regno di Sardegna. Lu condivise successivamente il percorso politico sabaudo che condusse alla nascita del Regno d’Italia nel 1861.

Le chiese e il patrimonio artistico

La vita religiosa ha profondamente segnato lo sviluppo del paese. La costruzione della chiesa di Santa Maria Nuova ebbe inizio nel 1479, per iniziativa della comunità e delle famiglie locali. Con il trasferimento dei canonici dall’antica pieve di San Giovanni di Mediliano, il nuovo edificio divenne il principale centro religioso del borgo.

Di origine medievale è anche la chiesa di San Nazario, risalente al XII secolo e successivamente trasformata. L’aspetto neogotico attuale deriva in larga parte dai lavori eseguiti tra il 1914 e il 1915. La sua storia è legata alla famiglia nobile dei Bobba, che per lungo tempo ne esercitò il patronato.

Particolarmente significativo è il complesso di San Giacomo, nato nel XIII secolo e ricostruito tra il 1568 e il 1610. Dopo un lungo intervento di recupero, gli spazi sono diventati sede del Museo di arte sacra, che conserva dipinti, argenti, tessuti, sculture lignee, reliquiari e testimonianze della storia religiosa locale.

Tra le opere più note figura “I Canonici di Lu” di Pietro Francesco Guala, considerato uno dei più importanti ritratti di gruppo del Settecento italiano. La raccolta comprende inoltre lavori legati a Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, a sua figlia Orsola Maddalena Caccia e ad altri artisti attivi nel territorio.

Lu, il paese delle vocazioni

Tra Ottocento e Novecento Lu divenne conosciuta anche come il “paese delle vocazioni”. Nel 1881 alcune madri iniziarono a riunirsi ogni martedì per pregare affinché dalle famiglie del paese nascessero nuove vocazioni religiose. L’iniziativa fu sostenuta dal parroco, monsignor Alessandro Canora, e si trasformò in una tradizione destinata a durare nel tempo.

Secondo la documentazione e la memoria religiosa locale, dal piccolo paese sarebbero nate complessivamente 323 vocazioni, tra sacerdoti, religiosi e religiose appartenenti a numerose congregazioni. Questi numeri spiegano la particolare fama raggiunta da Lu negli ambienti cattolici italiani.

La figura più conosciuta è quella di Filippo Rinaldi, nato a Lu il 28 maggio 1856. Dopo aver incontrato don Giovanni Bosco, entrò nella congregazione salesiana e fu ordinato sacerdote nel 1882. Nel 1921 divenne il terzo successore di don Bosco alla guida dei Salesiani. Morì a Torino nel 1931 e fu proclamato beato da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1990.

Dalla civiltà contadina al paese contemporaneo

Per secoli l’economia di Lu è stata legata alla terra, alla viticoltura e alle attività artigianali. I vigneti hanno modellato le colline e contribuito alla diffusione di vini tradizionali del Monferrato, tra i quali Barbera e Grignolino. Accanto alla vite hanno trovato spazio cereali, noccioleti e altre coltivazioni tipiche del paesaggio collinare piemontese.

Come molti piccoli centri rurali, nel Novecento Lu ha vissuto gli effetti dell’industrializzazione e dello spopolamento delle campagne. Numerosi abitanti si sono trasferiti verso Alessandria, Casale Monferrato, Torino e i centri industriali del Nord. Il paese ha tuttavia conservato un tessuto associativo molto attivo e una forte consapevolezza delle proprie tradizioni.

Nel 1967 nacque la Sagra dell’Uva, diventata uno degli appuntamenti più radicati della comunità. Negli anni successivi si sono aggiunte iniziative enogastronomiche, mostre e manifestazioni culturali. Dal 2003 il territorio ospita anche appuntamenti legati al festival musicale PianoEchos, che porta concerti in palazzi, chiese e luoghi storici del Monferrato.

La fusione con Cuccaro e Lu oggi

Il cambiamento amministrativo più importante della storia recente è arrivato con la fusione tra i Comuni di Lu e Cuccaro Monferrato. Dopo il referendum consultivo svoltosi nel novembre 2018, la Regione Piemonte approvò la legge istitutiva del nuovo Comune.

Dal 1° febbraio 2019 è così nato ufficialmente il Comune di Lu e Cuccaro Monferrato, con Lu come capoluogo. La fusione ha posto fine all’autonomia municipale dei due enti precedenti, senza cancellare le rispettive identità storiche e territoriali.

Oggi Lu conserva la forma raccolta del borgo antico, le strade che risalgono verso la torre, le chiese, i palazzi e gli scorci sulla pianura. Il Museo San Giacomo, l’area archeologica di Mediliano, le tradizioni religiose e le manifestazioni culturali rappresentano gli elementi principali attraverso i quali il paese racconta il proprio passato.

La storia di Lu è, in fondo, quella di un piccolo centro capace di attraversare epoche molto diverse: dagli insediamenti preromani alla villa romana, dalla pieve medievale al borgo fortificato, dagli Aleramici ai Savoia, dalla civiltà contadina al nuovo Comune nato nel XXI secolo. Un territorio di dimensioni contenute, ma con una memoria storica che abbraccia oltre duemila anni.

Nota editoriale – Le informazioni contenute nell’articolo sono state verificate attraverso il confronto tra fonti storiche, archeologiche, culturali e istituzionali, sulla base della documentazione disponibile al momento della pubblicazione. Il testo è stato interamente rielaborato con parole proprie, con il supporto dell’intelligenza artificiale per la ricerca, l’organizzazione e la revisione dei contenuti.

Geolocalizzazione: Lu, Comune di Lu e Cuccaro Monferrato, provincia di Alessandria, Piemonte, Italia.

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Crediti: Immagine originale generata con intelligenza artificiale mediante ChatGPT – OpenAI.

Nota: L’immagine costituisce una ricostruzione visiva a scopo editoriale e non una fotografia documentaria del reale profilo urbano di Lu Monferrato.