L’estate 2026 in Costiera Amalfitana ha vissuto un paradosso balneare indimenticabile: la fine della privatizzazione selvaggia ha generato il caos della sosta selvaggia.
Chi ha casa a Furore come ME e scende ad Amalfi per andare a mare si è trovato davanti a un bivio impossibile. Da un lato, le nuove aree restituite a spiaggia libera si sono trasformate in un carnaio invivibile, dall’altro, i pochi stabilimenti privati rimasti hanno risposto sparando i prezzi a cifre astronomiche.
Eppure, quando riesci a toccare l’acqua, la Divina mostra ancora il suo volto migliore.
Sulla carta l’iniziativa era nobile: restituire fette di costa al pubblico demanio. Nei fatti, invece si è dimostrato un carnaio in cui gli asciugamani sono stati stesi letteralmente a incastro, costringendo i bagnanti a una vicinanza forzata.
Arrivare dopo le nove del mattino significa essere confinati dietro vicino al muro sotto un sole spietato e senza il minimo ricambio d’aria. Chi ha provato a fuggire dalla calca della spiaggia libera come ME cercando la salvezza e un po’ di ombra nei lidi privati ha dovuto fare i conti con tariffe che quest’anno sono arrivate alle stelle.
Con la riduzione degli spazi in concessione, le poche postazioni rimaste con ombrellone e sdraio hanno toccato picchi vertiginosi, superando ampiamente i 70-80 euro al giorno in diverse strutture centrali.
Il paradosso di questa estate torrida è che l’ombra non è stata vissuta come un comfort opzionale, ma come un bene di prima necessità.
In questo scenario sospeso tra l’accampamento di fortuna della spiaggia libera e i conti da capogiro dei lidi, la Costiera Amalfitana cala la sua carta vincente: la qualità dell’acqua.
Nonostante il caldo record che ha surriscaldato il Mediterraneo, tuffarsi nel mare di Amalfi resta un’esperienza mistica.
Trasparente, profondo e rigenerante, il blu della Divina pulisce la mente dalla rabbia accumulata tra i prezzi folli e la calca della riva. È l’unico, vero motivo per cui a fine giornata, risalendo i tornanti verso Furore, si decide di perdonare questa pazza estate.
