Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo
Quando la luce scava nella materia: «Archetipi» di Antonio Biasiucci alla Reggia di Caserta
Non è soltanto una mostra fotografica. È un corpo a corpo con la materia originaria, un viaggio ipnotico che trasforma le sale monumentali della Gran Galleria borbonica in una grande cattedrale d’ombra e rivelazione.
Fino al 30 novembre 2026, la Reggia di Caserta accoglie Archetipi, la grandiosa antologica dedicata ad Antonio Biasiucci. Curata da Tiziana Maffei, l’esposizione raccoglie oltre 300 opere tra fotografie iconiche, polittici e installazioni immersive che scuotono la percezione di chi guarda.
Antonio Biasiucci (Dragoni, Caserta) è uno dei maestri della fotografia contemporanea italiana.
- Gli esordi: Nel 1980 si trasferisce a Napoli, focalizzando l’attenzione sulle periferie urbane e sulla memoria personale attraverso i riti e le persone del suo paese d’origine.
- Esperienze chiave: Nel 1984 collabora con l’Osservatorio Vesuviano per un ampio lavoro sui vulcani attivi (da cui nascerà la serie Magma). Fondamentale è poi il sodalizio artistico con il regista e attore teatrale Antonio Neiwiller dal 1987 al 1993.
- La poetica: La sua ricerca è caratterizzata dall’uso rigoroso del bianco e nero e dalla trasformazione del quotidiano e del frammento in simboli primordiali e universali (pane, volti, ex voto, natura).
- Insegnamento e riconoscimenti: Nel 2012 ha fondato il LAB / per un laboratorio irregolare per giovani fotografi. Ha esposto nei principali musei internazionali e nel 2015 è stato invitato al Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
La metamorfosi del quotidiano in mito
Biasiucci non si limita a fotografare: scarnifica il reale, lo spoglia del superfluo fino a farne emergere la spina dorsale. Nel suo obiettivo, gli elementi della sua e nostra terra perdono ogni confine geografico o temporale per farsi simbolo universale:
- Il pane abbandona la tavola quotidiana e si trasforma nella superficie rugosa di un meteorite.
- La forma della mozzarella sfuma la sua consistenza per evocare l’immensità di una galassia o di un corpo cosmico.
- Il magma e i vulcani diventano il soffio viscerale della creazione e del tempo.
- Gli ex voto, i volti e i riti emergono dal buio come tracce indelebili di una memoria collettiva che non si è mai spezzata.
Un’esperienza immersiva nel cuore del Palazzo
Attraversare i 24 nuclei tematici allestiti lungo il percorso significa accettare un invito al silenzio e all’ascolto. L’impatto è potente: dal dialogo intimo e quasi sacrale tra la Cappella Palatina e le immagini, fino alla forza totalizzante dell’installazione video-sonora Corpo Latteo, lo spazio vanvitelliano smette di essere semplice contenitore e diventa cassa di risonanza emotiva.
È una mostra che chiede tempo, che costringe a rallentare il passo e a rieducare lo sguardo. Una ricerca ostinata che dimostra come la fotografia, nelle mani di un maestro, possa ancora essere lo strumento più puro per rivelare l’invisibile che ci abita.
Informazioni pratiche
- Mostra: Archetipi – Antonio Biasiucci
- Sede: Reggia di Caserta (Gran Galleria e Cappella Palatina)
- Periodo: Fino al 30 novembre 2026
- Accesso: Incluso nel biglietto d’ingresso agli Appartamenti Reali e per i titolari di Campania>Artecard.
Scrivere con la luce.
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