In questo articolo ho pensato di spiegare cos’è un’acquaforte e come procedo per realizzarla perché, durante le mie mostre personali, mi ritrovo a spiegare questa tecnica decine e decine di volte.
Non è conosciuta dalla maggior parte dei visitatori.
E’ molto apprezzata, soprattutto dagli stranieri, che restano colpiti da un procedimento così antico della tradizione incisoria.
Nata nel quattrocento, quando si è scoperto che l’acido nitrico detto in latino “acquafortis” corrodeva il metallo, si è iniziato a stampigliare sulle armi dei guerrieri, sigle e stemmi.
In seguito il primo a cimentarsi nell’opera d’arte è stato il Parmigianino e parecchi anni dopo alcuni “grandi” sì sono cimentati in questa tecnica : Salvator Dalí, Goya, Picasso, Rembrant e Dürer.
Tutti loro hanno creato notevoli Incisioni ma sono passati alla storia con altre tecniche e altre opere grandiose.
Io procedo così:
scelgo una lastra di zinco a misura dell’opera che voglio creare, la pulisco e la lucido a regola d’arte, quindi la incero ed inizio il lavoro di incisione vero e proprio.
Con una punta sottile inizio il disegno, stando attenta a non graffiare la lastra e la immergo nell’acido nitrico.
Alterno segni ed immersioni tante volte a seconda della profondità dei solchi che voglio ottenere, più profondi sono, più inchiostro calcografico tratteranno e di conseguenza i segni saranno più marcati.
Quando sono soddisfatta la pulisco con benzina e la inchiostro accuratamente, la poso sul mio adorato torchio a stella con la carta calcografica preparata un giorno prima, copro col feltro e….
giro il timone……e…… l’emozione è sempre tanta nel poter ammirare il risulato del lungo lavoro….. Nasce cosi’ la numero 1 ❗
La mia imminente mostra personale sarà dal 16 al 30 Agosto nella bellissima chiesa di San Sebastiano nel pittoresco paesino di La Morra.
Roberta Giacobbi