“Serafico”, l’amore umano che si innalza verso la luce divina

Nella poesia “Serafico”, Francesca Giordano conduce il lettore lungo un percorso spirituale nel quale l’amore, pur essendo lontano, continua ad ardere e si trasforma progressivamente in luce, armonia e carità. L’autrice, valida collaboratrice di Alessandria Post e ItaliaNewsPost.com, affida a pochi versi intensi una riflessione capace di unire sentimento umano e dimensione religiosa.

Pier Carlo Lava

Serafico

Amore Serafico
amore lontano
arde come
balugina negli occhi
l’ardore, l’armonia, Serafico.
Cherubica luce
Stilla
I tuoi occhi
abbagliati dal colore del cielo
dove la carità
Perfetta,
s’incarna
nell’amore di Dio
Serafico.

Francesca Giordano, 22 luglio 2026

Il termine “serafico”, ripetuto nel titolo e nei passaggi decisivi della lirica, costituisce il centro simbolico dell’intero componimento. Richiama i serafini, le creature angeliche tradizionalmente associate all’ardore dell’amore divino, ma suggerisce anche una condizione di serenità, purezza e contemplazione.

L’incipit, “Amore Serafico / amore lontano”, introduce immediatamente una distanza. Non si comprende se essa sia fisica, emotiva oppure spirituale, e proprio questa indeterminatezza rende i versi più universali. L’amore è lontano, ma non spento: continua ad ardere e a manifestarsi nello sguardo, dove affiorano insieme ardore e armonia.

Gli occhi assumono una funzione essenziale. Sono il luogo nel quale il sentimento diventa visibile e, nello stesso tempo, la soglia attraverso cui la realtà terrena sembra aprirsi verso il cielo. L’espressione “Cherubica luce” rafforza questa elevazione: la luce scende, stilla delicatamente e investe lo sguardo, abbagliato dal colore celeste.

Nella parte conclusiva la poesia compie il suo passaggio più profondo. L’amore non è più soltanto desiderio rivolto a una persona distante, ma diventa carità perfetta, intesa nella sua accezione cristiana più alta. È un sentimento che supera il possesso e l’attesa, fino a incarnarsi nell’amore di Dio.

La scelta di isolare alcune parole e di iniziarle con la maiuscola – “Cherubica”, “Stilla”, “Perfetta” – attribuisce loro un particolare valore evocativo. Il linguaggio è essenziale, quasi simile a una preghiera, mentre la disposizione spezzata dei versi crea un ritmo lento e contemplativo.

Con “Serafico”, Francesca Giordano propone dunque una lirica breve ma ricca di suggestioni, nella quale la lontananza non genera soltanto dolore: diventa occasione di elevazione interiore. L’amore attraversa gli occhi, incontra il cielo e trova il proprio compimento nella carità, trasformandosi da sentimento individuale in esperienza universale e spirituale.

Francesca Giordano è una valida collaboratrice e autrice di Alessandria Post e ItalianNewsPost.com.

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