Trittico dell’amore
Ogni volta si crede sia quello vero,
che non si spegne,
quando tramonta il sole
e mantiene uno specchio di bellezza,
anche quando appassisce il fiore.
Quello che silenzi e parole,
sgrana nel rosario dei giorni,
vive oltre il muro del pianto
e lo schianto del vento,
quello che due anime unisce,
nell’eterna partita della vita:
l’ a m o r e.
Con l’ansia del carcerato
per l’ora d’aria,
piccola tregua all’inferriata,
con la stessa emozione di chi,
dopo lunghi giorni di pioggia,
vede spuntare il sole
o sul davanzale a fine inverno
il primo timido fiore,
ti attendevo.
Come ammalato con la salute.
la liberazione.
Mi venivi incontro,
mi specchiavo nei tuoi occhi,
insieme al cielo.
Quello era per me l’amore.
Non so se un giorno qualcuno
ricorderà che ho vissuto anch’io, fissando le onde dal lungolago,
nei mattini di brezza settembrina.
Iniziava qualche chioma a ingiallire,
qualche foglia come lacrima a cadere.
Io ti pensavo e non sapevo
se ancora mi appartenevi.
Sorgeva il sole,
il lago splendeva d’azzurro cilestrino,
mentre i gabbiani tessevano
ampi arabeschi in cielo.
Io ti pensavo
e non volevo credere
che il sogno si fosse perso
in un risveglio all’alba
Intanto il lago, con le sue onde
ripeteva: ti sei illuso,
soltanto un gioco nulla è vero.
Il tempo, l’illusione e la persistenza: analisi del Trittico dell’amore di Lucio Zaniboni
Nel Trittico dell’amore, Lucio Zaniboni compone un’opera in tre movimenti che esplora l’esperienza amorosa nella sua declinazione più universale, intima e infine dolorosamente nostalgica. La struttura in tre tempi consente all’autore di articolare una vera e propria fenomenologia del sentimento: dalla definizione ideale e metafisica, al momento dell’attesa febbrile e dell’incontro, fino alla disillusione e al confronto con il tempo che scorre.
L’Assoluto e l’Ideale
La prima campata del trittico si apre con un’osservazione sull’illusione ricorrente dell’animo umano: «Ogni volta si crede sia quello vero». Zaniboni definisce l’amore attraverso metafore di luce e persistenza («mantiene uno specchio di bellezza, / anche quando appassisce il fiore»). Vi è una marcata sacralità nel quotidiano, evidenziata dall’immagine del «rosario dei giorni», in cui il sentimento resiste alle avversità fisiche e metaforiche («oltre il muro del pianto / e lo schianto del vento»). La chiusa, con la parola «l’ a m o r e» dilatata nello spazio grafico, ne sottolinea la natura di forza unificante e trascendente, perno dell’«eterna partita della vita».
L’Attesa come Salvezza
Nella seconda lirica, il tono si fa fortemente narrativo ed esistenziale. L’attesa dell’amato/a viene descritta attraverso similitudini di forte impatto emotivo e drammatico: l’ansia dell’ora d’aria per il carcerato, la luce dopo la pioggia, la guarigione per l’ammalato. L’altro non è semplicemente un compagno, ma una figura soteriologica (di salvezza) e un tramite verso il cosmo: «mi specchiavo nei tuoi occhi, / insieme al cielo». Qui l’amore coincide con la liberazione e la pienezza della vita.
Il Crepuscolo e la Presa di Coscienza
L’ultimo movimento sposta il focus sul tema della memoria e dell’ineluttabilità del tempo. Sullo sfondo di un paesaggio lacustre di settembre — stagione simbolo di transizione e decadenza —, il poeta interroga la propria permanenza nel mondo («Non so se un giorno qualcuno / ricorderà che ho vissuto anch’io»). La natura partecipa al dramma interiore: le foglie cadono «come lacrime», mentre la bellezza visiva del lago e dei gabbiani contrasta con l’amarezza del risveglio da un sogno. Il finale affida al moto delle onde una verità severa ma ineludibile: la presa di coscienza dell’illusione.
Stilistica e cifre poetiche
- Linguaggio e Simbolismo: Zaniboni impiega un registro fluido, trasparente ed evocativo. Elementi naturali (il sole, il fiore, il vento, il lago, le foglie) si alternano a immagini di sofferenza e reclusione (il muro del pianto, l’inferriata, il carcerato), creando un efficace contrasto dinamico.
- Ritmo e Costruzione: Il ritmo asseconda la parabola emotiva: solenne e misurato nel primo pezzo, incalzante e ansioso nel secondo, malinconico e contemplativo nel terzo.
- Valore Complessivo: Il Trittico dell’amore si distingue per la capacità di condurre il lettore attraverso le fasi umane del sentimento — dall’idealizzazione alla consapevolezza — senza mai cedere al cinismo, ma mantenendo un profondo rispetto per la bellezza della vulnerabilità umana.







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