PAROLE
Cerco
nella memoria dei miei silenzi
la sillaba dell'infanzia.
Gioisco al ricordo
di teneri abbracci
nati dal suono
di immortali voci.
Tra i miei bagagli
scritti distesi
su battigie bagnate
da lacrime di pensiero.
I miei sogni:
le verità mai assopite
di anime senza volto.
Nel viaggio di uno sguardo
mai sazio
di parole.
1. Tematica e Cifra Lirica
La poesia si muove sul filo della memoria, del linguaggio e della ricerca interiore. Il titolo stesso, “Parole”, trova un’efficace contrapposizione nell’apertura con i “silenzi”: la parola non nasce dal rumore, ma viene scavata nella memoria e nel silenzio. È un testo fortemente introspettivo che esplora il potere salvifico e nostalgico della poesia come ponte tra il passato (l’infanzia, le “immortali voci”) e l’inesprimibile (le “anime senza volto”).
2. Struttura e Ritmo
La lirica è costruita con versi brevi, quasi frammentari, che richiamano la tradizione ermetica (da Ungaretti a Mario Luzi). Il respiro: volendo dare indicazioni di regia nella letterura il ritmo è fondamentale: la poesia vive di sospensioni. Il flusso emotivo: L’evoluzione parte dall’isolamento (“silenzi”), passa attraverso il calore della memoria (“teneri abbracci”), si appesantisce con la consapevolezza dell’esperienza (“bagagli”, “lacrime di pensiero”), per poi aprirsi alla dimensione universale del sogno e della visione finale (“viaggio di uno sguardo”).
3. Punti di Forza
L’attacco: “Cerco / nella memoria dei miei silenzi / la sillaba dell’infanzia” è un avvio folgorante. L’uso del singolare (“la sillaba”) è una scelta stilistica eccellente: non cerca un discorso lungo, ma l’origine stessa del linguaggio. Le immagini sensoriali: Particolarmente riuscita è la metafora dei “scritti distesi / su battigie bagnate / da lacrime di pensiero”. Unisce la precarietà della scrittura (sulla sabbia) alla profondità dell’elaborazione interiore. La chiusa aperta: L’ultimo verso (“mai sazio / di parole”) ribalta la ricerca iniziale: non trova una parola definitiva che chiude il cerchio, ma scopre un desiderio inesauribile di continuare a guardare e a raccontare.
4. Giudizio Complessivo
È un testo delicato, maturo ed essenziale. La sua forza non sta nel mostrare artifici verbali complessi, ma nella pura essenzialità delle immagini e nel modo in cui la parola poietica cerca di dare forma all’intangibile. La guida alla lettura che hai preparato dimostra quanto Michela sia consapevole del potenziale musicale e teatrale di questi versi.

Michela Intropido alla manifestazione Federiciana a Montegiordano, in provincia di Cosenza (Calabria), affacciato sul Mar Jonio
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