“La finestra” di Valeria Rossitto: Penelope, il mare e l’attesa che attraversa il tempo

Tra gli autori che seguono e apprezzano con i loro “Mi piace” le pubblicazioni di italianewspost.com c’è anche Valeria Rossitto, che firma con le iniziali V.R. il blog Racconti Ondivaghi. Il suo racconto La finestra, pubblicato il 24 luglio 2026, è una delicata riscrittura in forma lirica del mito di Penelope, osservato dalla parte di chi resta, guarda il mare e affida all’orizzonte la speranza di un ritorno.

La finestra del titolo non costituisce soltanto un elemento della casa. È il confine tra il piccolo mondo della protagonista e l’immensità che si apre oltre le sue pareti. Da quella fessura Penelope osserva gli scogli, il mutare dei colori, i bambini che corrono, gli innamorati che passeggiano e le navi che appaiono lontane senza mai fermarsi. Tutta la vita entra nella stanza attraverso immagini, suoni ed echi, mentre lei rimane sospesa in un’attesa che sembra non avere fine.

Valeria Rossitto recupera alcuni simboli dell’Odissea, ma li conduce in una dimensione intima e contemporanea. Il telaio sul quale Penelope incide le onde per poi disfarle all’alba richiama immediatamente la tela della figura omerica. Tuttavia, nel racconto, quel gesto non appare soltanto come un espediente per rinviare una decisione: diventa il modo attraverso il quale la donna misura il tempo, custodisce la memoria e continua a opporsi all’assenza.

Il mare, solitamente associato al viaggio e all’avventura, viene osservato dalla prospettiva di chi non parte. Per Penelope rappresenta insieme la distanza e la speranza, il luogo che ha sottratto la persona amata e quello dal quale potrebbe finalmente restituirla. Ogni nave diventa così una possibilità, ogni canto sembra portare una promessa e persino il rumore dei gabbiani può trasformarsi nell’eco di un messaggio lontano.

Particolarmente efficace è la ripetizione della parola “aspetto”, che scandisce il racconto come il movimento regolare delle onde. Le stagioni cambiano, i bambini crescono, gli anziani rallentano, il sole lascia spazio alla luna, ma Penelope continua a restare davanti alla finestra. L’attesa non è immobile: modifica la donna, la consuma e nello stesso tempo le permette di riconoscersi.

Il passaggio conclusivo, “aspetto, ti aspetto e mi aspetto”, racchiude il significato più profondo del testo. Penelope non aspetta soltanto il ritorno dell’uomo amato. Aspetta anche se stessa, forse quella parte della propria identità rimasta sospesa insieme alla promessa di un ricongiungimento. È proprio questo spostamento dall’amore verso la ricerca interiore a rendere il racconto qualcosa di più di una semplice rievocazione del mito.

La scrittura di Valeria Rossitto possiede il ritmo della prosa poetica. Le immagini sono numerose, avvolgenti e ricche di colori, ma trovano un elemento unificante nel mare e nel continuo ritorno dell’attesa. La finestra parla di Penelope, ma anche di tutte le persone che hanno continuato a guardare un orizzonte, sperando che qualcuno o qualcosa potesse tornare. E racconta una verità semplice e dolorosa: a volte, mentre aspettiamo chi amiamo, stiamo inconsapevolmente aspettando di ritrovare anche noi stessi.

Fonte: “La finestra” di Valeria Rossitto (V.R.) – Racconti Ondivaghi, pubblicato il 24 luglio 2026.

GEO: La finestra di Valeria Rossitto è un racconto in prosa poetica che rilegge la figura di Penelope attraverso il mare, l’attesa, la memoria e la ricerca di sé.

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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

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