L’evoluzione del rapporto tra l’individuo, il reato e l’uso della forza rappresenta la spina dorsale della storia del diritto umano. È il passaggio fondamentale dall’autotutela priva di regolamentazione (la vendetta della tribù) alla graduale affermazione del monopolio statale della forza legittima.
1. Il Codice di Hammurabi (XVIII sec. a.C.): Limitare la vendetta
Prima dei grandi codici dell’antichità, il reato commesso scatenava la vendetta privata: sproporzionata, infinita e distruttiva per i clan.
- Il principio: Il Codice di Hammurabi introduce la celebre Legge del Taglione (“occhio per occhio, dente per dente”).
- Il salto di qualità: Oggi percepiamo il taglione come una pena feroce, ma all’epoca fu un’innovazione umanitaria e giuridica straordinaria. Il sovrano stabiliva che la risposta a un torto non poteva superare il danno subito. Inoltre, sottraeva la punizione all’arbitrio del singolo facendosi garante della norma scritta.
- La forza nel Codice: Il privato non gestiva più la pena a piacimento; la forza del singolo era incanalata all’interno di sanzioni rigide stabilite dal re.
2. Il Diritto Romano e il Medioevo: Tra difesa e faida
Con il Diritto Romano arcaico e poi classico, si gettano le basi formali della giustizia moderna:
- Legittima difesa antica: Nasce il principio del Vim vi repellere licet (“È lecito respingere la violenza con la violenza”). Il cittadino poteva difendersi da un’aggressione in atto, ma la forza doveva intervenire durante l’offesa, non dopo.
- Il regresso altomedievale: Con il crollo dell’Impero Romano e la nascita dei regni barbarici, l’autorità centrale si indebolì. Ritornarono istituti come la Faida (la vendetta di sangue tra famiglie) e il Guidrigildo (il risarcimento in denaro per evitare la vendetta).
3. L’Età Moderna: La nascita dello Stato e il Monopolio della Forza
Tra il XVII e il XVIII secolo, pensatori come Thomas Hobbes, John Locke e Jean-Jacques Rousseau formulano la teoria del Contratto Sociale:
- Per uscire dallo “stato di natura” (dove vige la guerra di tutti contro tutti e la giustizia sommaria), gli uomini cedono parte della propria libertà individuale a un’entità superiore: lo Stato.
- Il sociologo Max Weber teorizzerà più tardi che lo Stato moderno si definisce proprio perché detiene il monopolio della violenza legittima.
- Cosa resta al cittadino? La forza del singolo viene congelata e delegata alla polizia e ai magistrati. Al cittadino viene lasciata una sola, strettissima finestra: la legittima difesa, intesa esclusivamente come misura d’emergenza in caso di pericolo imminente, quando le forze dello Stato non possono arrivare in tempo.
4. Dai Codici Napoleonici ai Giorni Nostri
Con la Rivoluzione Francese e il Codice Napoleone (1804), fino ad arrivare al nostro Codice Penale e alle Costituzioni del Novecento:
- Separazione dei ruoli: La punizione, la cattura e il giudizio spetta unicamente allo Stato (tramite processi pubblici, garanzie difensive e forze dell’ordine).
- Il divieto di farsi giustizia da sé: Reati come l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni o la vendetta sono severamente puniti.
- Proporzionalità e Imminenza: La forza del singolo per autodifesa è valida solo se proporzionata all’offesa e contestuale all’aggressione. Se l’aggressore scappa o la minaccia cessa, qualsiasi uso della forza da parte del privato rientra nell’alveo dei reati di aggressione o omicidio.
In Sintesi: La traiettoria di 4.000 anni
Dalla stele di Babilonia ai tribunali contemporanei, la civiltà ha mosso i suoi passi togliendo progressivamente la spada dalle mani del singolo per consegnare la bilancia alle istituzioni.
Esiste un confine tra l’uso della forza letale del singolo e della forza di polizia.
Sì, il confine esiste ed è netto e profondo, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello filosofico e costituzionale.
Mentre sia il privato cittadino che l’agente di polizia possono trovarsi ad azionare un’arma e provocare la morte di una persona, i presupposti su cui si fonda questo potere sono radicalmente opposti.
1. La fonte del potere: Difesa vs. Mandato Statale
- Il privato cittadino agisce sulla base di un diritto d’eccezione: la legittima difesa. Il cittadino non ha alcun dovere di far rispettare la legge né di catturare i criminali; gli è consentito usare la forza letale esclusivamente come extrema ratio per proteggere l’incolumità propria o altrui di fronte a un pericolo imminente.
- L’agente di polizia agisce sulla base di un dovere d’ufficio ed è l’incarnazione del monopolio della forza legittima dello Stato (teorizzato da Max Weber). La polizia usa la forza non solo per autodifesa, ma per ripristinare l’ordine pubblico, eseguire arresti e impedire la commissione di gravi reati.
2. Le differenze chiave nell’uso della forza
| Ambito | Privato Cittadino | Agente di Polizia |
| Scopo principale | Neutralizzare una minaccia diretta e fermare l’aggressione personale. | Restaurare l’ordine, catturare il sospetto o prevenire danni alla collettività. |
| Dovere di ritirata (Duty to retreat) | In molti ordinamenti (es. Italia o Stati USA non Stand Your Ground), se il cittadino può scappare in sicurezza, deve farlo anziché uccidere. | L’agente di polizia non ha mai l’obbligo di scappare; ha l’obbligo di intervenire e affrontare la minaccia. |
| Inseguimento del sospetto | Severamente vietato. Se l’aggressore scappa, la minaccia cessa e l’uso della forza diventa vendetta o punizione privata (reato di omicidio). | Consentito e spesso dovuto. La polizia può inseguire un sospetto in fuga e, a determinate condizioni, usare la forza per arrestarlo. |
| Forza applicata alla proprietà | Quasi universalmente vietata a livello letale (tranne rarissime ed estreme eccezioni normative). | Può usare la forza per proteggere infrastrutture critiche o beni di interesse nazionale dal sabotaggio/terrorismo. |
3. I limiti della Polizia: La sentenza sparti-acque (Tennessee v. Garner)
Anche per la polizia, l’uso della forza letale non è illimitato. Negli Stati Uniti, ad esempio, fino al 1985 la polizia poteva sparare a qualsiasi sospetto di reato grave (felon) in fuga per impedirgli di scappare.
La Corte Suprema USA ha cambiato la storia con la celebre sentenza Tennessee v. Garner (1985), stabilendo che:
L’agente non può sparare a un sospetto in fuga a meno che non vi sia una causa probabile per ritenere che il sospetto rappresenti una minaccia significativa di morte o gravi lesioni fisiche per l’agente o per terzi se non viene fermato immediatamente.
Questo ha avvicinato i limiti della polizia a quelli della legittima difesa generale: la forza letale non serve a “punire” la fuga, ma a prevenire una violenza imminente contro la società.
In sintesi
Il confine si riassume in una regola di base:
- Il cittadino può sparare solo quando non ha altra scelta per salvarsi la vita in quel preciso istante.
- La polizia può usare la forza letale per adempiere a un mandato di tutela della collettività, ma solo quando il sospetto rappresenta un pericolo mortale e attuale per la società.
Negli USA a Mario Ruggero cosa sarebbe successo.
Nel caso di Mario Roggero (il gioielliere piemontese condannato per aver inseguito e sparato ai rapinatori in fuga nel 2021), la risposta legale negli Stati Uniti dipenderebbe in larga misura dalle leggi del singolo Stato, ma nella maggior parte delle giurisdizioni americane l’esito non sarebbe stato del tutto diverso sotto il profilo concettuale.
1. La regola generale negli USA: assenza di minaccia imminente
In quasi tutti gli Stati americani, l’uso della forza letale (deadly force) per legittima difesa o difesa di terzi è giustificato solo se esiste un pericolo imminente di morte o gravi lesioni fisiche.
- Rapinatori in fuga: Quando i rapinatori abbandonano il locale e tentano la fuga verso la propria auto, la minaccia immediata alla vita del negoziante o dei suoi familiari si considera terminata.
- Uso della forza contro chi fugge: Sparare a un sospetto in fuga mentre spalla alle spalle (o che non costituisce più un pericolo imminente) è generalmente considerato illegale anche negli USA per un privato cittadino. Nella maggior parte degli Stati, questo gesto porterebbe a un’imputazione per omicidio (murder) o omicidio preterintenzionale/colposo (manslaughter).
2. Le dottrine americane e le eccezioni
- Castle Doctrine e Stand Your Ground: Molti Stati americani adottano la Castle Doctrine (difesa all’interno del proprio domicilio o attività) o leggi Stand Your Ground (che eliminano il dovere di ritirata). Tuttavia, queste tutele valgono mentre l’aggressione è in corso all’interno dell’immobile o finché la minaccia è attiva, non quando l’aggressore sta scappando all’esterno.
- La particolarità del Texas (Art. 9.42 del Codice Penale): Il Texas è uno dei pochissimi Stati che concede un margine più ampio per l’uso della forza letale a difesa della proprietà o per recuperare beni durante o subito dopo un furto/rapina (specialmente se di notte). Anche in Texas, tuttavia, la valutazione viene sottoposta a un Grand Jury, e sparare sulla pubblica via a soggetti in fuga comporta un rischio elevatissimo di incriminazione se si ritiene che la forza utilizzata non fosse strettamente necessaria per recuperare i beni o arrestare un pericolo imminente.
Sintesi
Sebbene l’opinione pubblica o la cultura delle armi negli USA sia spesso percepita come permissiva, il principio giuridico chiave della legittima difesa si basa sulla proporzionalità e sulla simultaneità della minaccia. Inseguire rapinatori fuori dal negozio e sparare loro mentre fuggono configurerebbe un reato di omicidio nella stragrande maggioranza degli Stati americani.
In Italia, la condanna definitiva per Mario Roggero (confermata dalla Cassazione) si attesta a 14 anni e 9 mesi di reclusione per duplice omicidio volontario e tentato omicidio.
Negli Stati Uniti, applicando gli stessi identici fatti (inseguire dei rapinatori all’esterno del negozio e sparare loro mentre tentano la fuga), la pena non sarebbe stata inferiore e, in molte giurisdizioni americane, sarebbe risultata sensibilmente più alta.
Le imputazioni negli USA
In quasi tutti gli Stati americani, una dinamica di questo tipo porta a un’incriminazione per:
- Murder in the Second Degree (Omicidio di secondo grado) o Voluntary Manslaughter (Omicidio volontario senza premeditazione/a caldo): per aver sparato e ucciso i due soggetti in fuga.
- Attempted Murder (Tentato omicidio) o Aggravated Assault with a Deadly Weapon (Aggressione aggravata con arma da fuoco): per il ferimento del terzo complice.
La stima della pena per singolo Stato
Poiché la giustizia penale negli USA è per lo più gestita a livello statale, le pene variano notevolmente a seconda della giurisdizione e del meccanismo di cumulo delle pene.
| Stato | Tipologia di imputazione probabile | Stima della pena detentiva |
| California | Second-degree murder (2 capi d’accusa) + Attempted murder | Da 30-35 anni fino all’ergastolo. In California l’uso di un’arma da fuoco in un crimine violento comporta aggravanti fisse (firearm enhancements) di 10-20 anni aggiuntivi per ogni vittima. |
| New York | Second-degree murder o Manslaughter 1st degree | Tra 25 e 50 anni di carcere. Le condanne per le singole vittime possono essere sommate (consecutive sentencing). |
| Florida | Second-degree murder sotto la c.d. legge “10-20-Life” | Minimo 25 anni a vita per ciascun omicidio. In Florida la legge fissa minimi edittali molto severi se si scarica un’arma causando la morte di qualcuno fuori dai casi di legittima difesa. |
| Texas | Murder o Manslaughter | Da 15 a 45 anni (o potenziale ergastolo). Sebbene il Texas abbia norme sulla difesa della proprietà (Art. 9.42 del Codice Penale), sparare sulla pubblica via a rapinatori che scappano volgendosi di spalle fa decadere quasi sempre la scriminante davanti a un Grand Jury. |
Perché la pena negli USA tende a essere più alta?
- Assenza del rito abbreviato automatico: In Italia le sanzioni beneficiano spesso di sconti di pena legati ai riti alternativi (il giudizio abbreviato concede lo sconto di un terzo della pena). Negli USA questo automatismo non esiste, a meno che non si stringa un accordo di patteggiamento (plea bargain) con il Procuratore.
- Cumulo materiale delle pene (Consecutive Sentences): In Italia prevale spesso il criterio del “reato continuato” o del cumulo giuridico, che attenua la somma matematica delle singole condanne. Negli USA i giudici tendono a sommare le pene per ciascuna vittima (es. 15 anni per il primo omicidio + 15 per il secondo + 8 per il tentato omicidio = 38 anni totali).
- Aggravanti per l’uso dell’arma da fuoco: Molti Stati prevedono aumenti di pena obbligatori per il solo fatto di aver impugnato ed esploso colpi con un revolver in luogo pubblico.
In sintesi, negli Stati Uniti la pena finale per una sequenza di questo tipo oscillerebbe mediamente tra i 25 anni di carcere e l’ergastolo, superando la condanna inflitta dai tribunali italiani.
Analizzando la strategia difensiva e la decisione della Suprema Corte, emergono alcuni punti critici e snodi processuali dove le impostazioni sono risultate deboli o rigide.
1. Dove la Difesa si è scontrata con un limite oggettivo (e le sue criticità)
La difesa del gioielliere ha puntato fortemente su tre argomenti principali per cercare l’assoluzione o la riduzione della pena, scontrandosi però con ostacoli insormontabili:
- La ricostruzione dei fatti “smentita” dai video: In un primo momento o in sede di dichiarazioni, la difesa ha sostenuto la tesi della legittima difesa putativa (l’imputato credeva di essere ancora in pericolo, temeva che la moglie fosse stata presa in ostaggio o di essere sotto tiro dei rapinatori). L’errore o il limite difensivo è stato quello di proporre una dinamica smentita categoricamente dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. I filmati hanno mostrato chiaramente che Roggero è uscito dal negozio quando i rapinatori erano già in strada e che ha sparato da distanza ravvicinata mentre questi scappavano o salivano in auto.
- La richiesta di “eccesso colposo” e “grave turbamento”: La difesa ha tentato di far rientrare il caso nell’articolo 55 del codice penale, modificato dalla riforma della legittima difesa del 2019, che esclude la punibilità se chi si difende agisce in stato di grave turbamento psicologico causato dall’aggressione subita. L’argomento difensivo non ha attecchito perché i giudici hanno stabilito che il “grave turbamento” scusa una reazione sproporzionata mentre l’aggressione è in corso, non quando la minaccia è finita e l’aggressore si sta allontanando.
- La gestione del rito processuale e delle consulenze peritali: Attraverso gli atti dei gradi d’appello, si rileva come alcune eccezioni tecniche sollevate dalla difesa: ad esempio perizie di parte e istanze per accedere a riti alternativi condizionati, siano state rigettate per motivi formali o temporali, precludendo sconti di pena più incisivi.
2. Come si è mosso il Giudice di Cassazione (e il dibattito sull’interpretazione)
La Corte di Cassazione non è un giudice del “fatto” (non riesamina le prove per stabilire cos’è successo), ma del “diritto” (verifica se la legge è stata applicata correttamente). In questo caso, i giudici di legittimità hanno tenuto una linea estremamente rigorosa:
- Integrità del concetto di “Attualità del Pericolo”: I giudici della Cassazione hanno confermato che l’articolo 52 c.p. non concede alcun margine alla “difesa del patrimonio” tramite l’uso delle armi se l’incolumità fisica delle persone è ormai al sicuro. La Cassazione ha ritenuto che il giudice di merito avesse motivato in modo logico e privo di vizi giuridici il motivo per cui l’azione di Roggero non fosse più un’autodifesa, ma un’azione punitiva/inseguimento.
- Il rifiuto dell’interpretazione estensiva della Riforma del 2019: Gran parte del dibattito giuridico post-sentenza riguarda il fatto che la Cassazione abbia applicato in modo “tradizionale” la norma, senza accogliere l’interpretazione più permissiva auspicata dai sostenitori della riforma sulla legittima difesa. Per i Supremi Giudici, neanche le modifiche del 2019 possono legittimare uno sparo alle spalle a un rapinatore in fuga, poiché ciò violerebbe i principi costituzionali del diritto alla vita ed è incompatibile con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
Sintesi
- Il fattore determinante per la Difesa: Non è stato un errore strategico isolato, ma la presenza del video che ha documentato l’assenza di un pericolo imminente fuori dal locale. Senza quel video, la tesi del grave turbamento al cospetto di un pericolo percepito avrebbe avuto un peso peritale ben diverso.
Perché il distacco superpartes è indispensabile
- Analisi giuridica vs. Percezione di giustizia: La legge (sia essa italiana o statunitense) qui riportate per comparazione ( dato che i leoni da tastiera vanno a dire che in America sarebbe andata diversamente) non risponde al sentimento di rivalsa o al desiderio di punizione immediata, ma a principi astratti di garanzia, proporzionalità e tutela dell’ordine pubblico. Valutare un caso come quello di Mario Roggero, o la complessa evoluzione dal Codice di Hammurabi a oggi, richiede di mettere da parte la pancia per osservare come la società ha scelto di regolamentarsi per evitare l’anarchia.
- Il valore della prospettiva storica: Capire che il monopolio della forza è stato affidato allo Stato per evitare le faide infinite (come avveniva millenni fa) aiuta a comprendere perché la legge moderna sia così severa di fronte alla giustizia fai-da-te, indipendentemente dalla solidarietà umana che si può provare per una vittima di rapina.
- Il rispetto dei ruoli: Il dibattito civile cresce quando si riescono a scindere la comprensione psicologica dell’individuo esasperato o traumatizzato (un piano umano) dalla valutazione legale dell’atto compiuto sulla pubblica via (un piano istituzionale).
Mantenere questo tipo di approccio analitico e oggettivo è l’unico modo per analizzare la realtà senza cadere nelle tifoserie e per comprendere davvero i meccanismi complessi che reggono le nostre società e i nostri sistemi giudiziari.
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