Riflessi d’amore e di civiltà
La lirica pura e la poesia civile rappresentano due volti complementari e fondamentali della tradizione letteraria: la prima scava nell’interiorità, nell’emozione universale e nell’essenza della parola (come accade nell’ermetismo di Giuseppe Ungaretti), mentre la seconda si fa portavoce di ideali collettivi, impegno politico e denuncia sociale (come nella vigorosa poesia civile di Giosuè Carducci o di Pier Paolo Pasolini). Entrambe fondono il battito del cuore umano con la voce della storia.
Francesca Giordano.
“Materica”. La poesia come canto d’amore e resistenza civile
È il pensiero che genera la materia: muove da questa celebre intuizione filosofica di Giordano Bruno “Materica”, la nuova silloge di Annalisa Pardini, edita da Aletti nella collana “I Diamanti della Poesia” e disponibile anche nella versione e-book. L’opera si presenta come un’indagine e un’ampia riflessione sull’esistenza, in cui la poesia si rivela uno strumento essenziale per sondare i meandri dell’animo umano, comprendere le dinamiche del reale e dare forma e senso al vissuto. «Poiesis ovvero creazione – afferma l’autrice, docente e studiosa del linguaggio che vive in Versilia, a Viareggio -, passaggio dall’idea alla concretezza dell’esistere».
Il libro si configura come un accorato canto d’amore rivolto al mondo e alla vita, sviluppandosi lungo due direttrici stilistiche e concettuali complementari: la lirica pura e la poesia civile. L’architettura dell’opera prende forma a partire dalla prima sezione, intitolata “Desidera”. Qui i versi si snodano lungo l’asse dell’amore e della passione, inseguendo il battito di un sentimento inteso come forza tenace e incisiva. Per la poetessa, l’amore è capace di penetrare nell’interiorità più profonda e di resistere agli ostacoli frapposti dall’inconscio o dalle avversità fortuite del destino: «Si trasforma in parte anche in fisicità, appunto: materica. Ma perché sia amore, conserva memoria dell’originaria impronta, cioè della consonanza spirituale». A questo momento intimo fa da contrappunto la seconda sezione, “Diserta”, nella quale l’autrice scandaglia l’insofferenza e la delusione di fronte alle dissonanze del proprio tempo. In queste pagine, la poesia civile esprime una ferma opposizione nei confronti della mistificazione contemporanea, denunciata come un atto sleale in qualsiasi sua veste. «Un inganno perpetrato alla ragione, alla decenza e, troppe volte, anche all’umanità, vale a dire alla parte più evoluta di ciascuno di noi».
«Queste due facce – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – sono accolte nella stessa dimensione esistenziale, in cui Desidera è la forza vitale che conduce verso l’altro; Diserta è la stessa forza che strappa l’individuo alla finzione collettiva per riconsegnarlo apparentemente a sé stesso». Materica si trasforma, così, in un profondo manifesto etico ed esistenziale: a prescindere che la vita si componga di una sola o di più esistenze successive, a ciascuna di esse è doveroso attribuire un significato profondo, scegliendo con determinazione di vivere appieno anziché rassegnarsi semplicemente a sopravvivere. «Al lettore – conclude Annalisa Pardini – desidererei trasmettere questo: volersi bene ed esporsi per quel che si è può risultare scomodo, ma è forse l’unico modo per approssimarsi alla felicità».
L’opera sarà in esposizione al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino, previsto per maggio
2027, negli spazi Aletti Editore.
A cura di Francesca Giordano
https://piercarlolava.blogspot.com/ e https://italianewspost.com/
“Dove il desiderio tace, parla l’anima.”
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