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“Investire nella scuola non è un costo, ma la scelta strategica più importante per il futuro del Paese.”

Questo è il messaggio unitario che i leader di CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e ANIEF porteranno all’assemblea, chiamando a raccolta tutto il mondo dell’istruzione.

Una Legge di Bilancio che ignora l’Istruzione frena la crescita di tutta l’Italia: è il momento di invertire la rotta e mettere la conoscenza al centro delle agende politiche.“

Francesca Giordano

Scuola in piazza: perché i sindacati dicono NO alla Legge di Bilancio 2027

La scuola italiana torna a far sentire la propria voce. È in programma un’importante assemblea unitaria per illustrare le ragioni e gli obiettivi della mobilitazione lanciata contro le misure previste per il settore dell’istruzione nella nuova Legge di Bilancio 2027.

Un appuntamento cruciale che vedrà uniti i principali vertici sindacali del settore: interverranno infatti Ivana Barbacci (Segretaria Generale CISL Scuola), Giuseppe D’Aprile (Segretario Generale UIL Scuola), Elvira Serafini (Segretaria Generale SNALS Confsal) e Marcello Pacifico (Segretario Generale ANIEF).

Le ragioni della protesta: cosa c’è in gioco?

La mobilitazione nasce da un profondo disagio diffuso tra docenti, personale ATA e dirigenti scolastici. Al centro delle critiche dei sindacati figurano scelte economiche e strutturali ritenute penalizzanti per il futuro del sistema d’istruzione nazionale:

  • Risorse insufficienti per i rinnovi contrattuali: Le risorse stanziate per il rinnovo del CCNL non riescono a coprire l’aumento dell’inflazione registrato negli ultimi anni, determinando una perdita netta del potere d’acquisto per lavoratrici e lavoratori della scuola.
  • Tagli all’organico e ridimensionamento scolastico: La preoccupazione per l’impatto del calo demografico, affrontato con politiche di accorpamento degli istituti e riduzione dei posti anziché investire su classi meno numerose.
  • Precarizzato irrisolto: L’assenza di un piano straordinario ed efficace di reclutamento in grado di stabilizzare le decine di migliaia di precari che ogni anno garantiscono il funzionamento delle scuole italiane.
  • Carichi di lavoro e valorizzazione del personale ATA: La richiesta di riconoscimento economico e professionale per il personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario, sempre più gravato da adempimenti burocratici e gestionali (a partire dall’attuazione dei progetti PNRR).

Gli obiettivi: le richieste al Governo

L’assemblea e la successiva fase di mobilitazione non rappresentano solo un momento di protesta, ma una vera e propria proposta di modifica indirizzata al Governo e al Parlamento. Gli obiettivi prioritari sono chiari:

  1. Riconoscere stipendi europei al personale della scuola, con investimenti straordinari dedicati alla valorizzazione del ruolo docente e ATA.
  2. Bloccare il ridimensionamento della rete scolastica, tutelando i presìdi educativi soprattutto nelle aree interne e periferiche.
  3. Superare il precariato, garantendo percorsi chiari e stabili di immissione in ruolo.
  4. Garantire la sicurezza degli edifici scolastici e investire nelle risorse strumentali della didattica.

Scuola in rete per dire NO alla Legge di Bilancio: il 16 novembre l’Assemblea Unitaria

Modalità: In streaming sul canale YouTube ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=vFa0SByQjAA