“SECOND HAND, SECOND LIFE” E’ LA FILOSOFIA DEL PROGETTO PROMOSSO DA JOY GRIFONI
L’associazione Palingenesi è nata a Terni nel 2025 su iniziativa della Dottoressa Joy Grifoni, psicologa e promotrice di alcune significative iniziative a carattere sociale. Tra le attività proposte da Palingenesi nella sede di Terni, studio di Joy Grifoni, i corsi gratuiti per medici e insegnanti, per la prevenzione del burnout e la gestione della rabbia in classe. Il progetto si chiama “L.U.P.A Libera Università Palingenetica Autonoma.
Palingenesi propone anche passeggiate sociali ed eventi per favorire l’aggregazione e la socialità di anziani e adolescenti.
Tra i nuovi progetti più significati di Palingenesi c’è Coccinelle, un progetto curato da una ventina di promotori da associati e volontari, quasi tutte donne, che si propone di mettere insieme un messaggio ecologista di lotta allo spreco e di valorizzazione degli oggetti usati e della loro bellezza con le finalità sociali e terapeutiche che costituiscono una delle ragioni fondanti di Palingenesi.
Dall’estate 2026 ad Arrone l’associazione Palingenesi ha ricevuto in gestione un ampio locale in Viale delle Rimembranze e a ottobre lo spazio è stato inaugurato ufficialmente, grazie ad Antonella Nobili e alla sua famiglia, che hanno dato il locale in comodato d’uso in cambio di manutenzione e pulizia dei locali.
“Un rapporto basato su ideali condivisi, e soprattutto su un legame umano” -afferma Joy Grifoni. Il locale è stato in passato tipografia e conceria. Coccinelle oggi propone anche di “rivitalizzare” antichi saperi e forme di arte e artigianato oggi quasi dimenticati.

“Second Hand, Second Life” è la filosofia che ha ispirato il progetto Coccinelle.
“Il nostro obbiettivo è sensibilizzare le persone al riciclo ecologista e alla prevenzione dello spreco, perché oggi l’inquinamento nasce in buona parte dalla difficoltà a smaltire quello che si consuma. Nel tessile il mondo della fast fashion usa molto spesso la plastica e la lavorazione sottopagata -afferma Joy Grifoni- Noi vogliamo sensibilizzare le persone a non buttare, a scambiare, a riutilizzare, a capire la differenza tra un buon tessuto come può essere il lino, la lana o altri tessuti naturali e la plastica. Molti abiti e tessuti inutilizzati possono invece rinascere a una seconda vita.
La Coccinella è un insetto benefico, che contribuisce alla pulizia dell’ambiente: da qui il richiamo all’ecologia, ed è diventato così il simbolo del progetto.
I volontari e i collaboratori del progetto Coccinelle hanno iniziato a raccogliere abiti e piccoli oggetti di antiquariato e le professioniste che hanno aderito all’iniziativa hanno messo a disposizione le proprie competenze personali per corsi di sartoria, maglieria, restauro, riciclo creativo, pittura, tessitura, lavorazione del legno e del cuoio.
Il progetto vive grazie alla collaborazione tra professionisti e volontari, e per avvicinare sempre più persone a Coccinelle il tesseramento dell’associazione è gratuito.
Si può così iniziare semplicemente a frequentare gli spazi e magari trovare poi il modo di dare il proprio contributo. Essendo un’APS lo scopo è promuovere attività sul territorio. “Tutto quello che vendiamo viene destinato come rimborso spese a chi si occupa dei turni di pulizia, dell’organizzazione e del recupero dell’usato”.
Uno degli obbiettivi è quello di creare una piccola comunità e restituire il senso del lavoro artigianale, in un mondo nel quale è sempre più difficile vedere il “prodotto finale” della propria attività. Coccinelle ha creato una piccola comunità basata più sul baratto che sul guadagno. Una visione sociale, ecologista e terapeutica insieme. “Vedere l’inizio e la fine del tuo impegno è molto motivante e anche terapeutico” afferma Joy Grifoni, e il lavoro artigianale in collaborazione può essere visto come una metafora della società.
Tra gli aspetti più rilevanti c’è quello del sostegno alle donne vittime di violenza. Coccinelle è uno spazio per ora solo didattico e ludico, ma accoglie anche molte donne provenienti dal centro antiviolenza, che hanno perso il lavoro, o che è meglio non restino a casa troppo a lungo.
In Italia, nonostante i femminicidi e la violenza domestica siano in continuo aumento, c’è ancora una forte carenza di centri antiviolenza e di strutture protette per le donne vittime di violenza di genere. In assenza di spazi specifici, il laboratorio può diventare un “pretesto” per molte donne in difficoltà per trovare uno spazio accogliente e sicuro.
“Trovare un posto dove queste donne si possano sentire accolte, capite, è già molto importante” ma l’obbiettivo di Joy Grifoni e di Palingenesi è di ampliare gli spazi che possano essere utilizzati per il sostegno alle donne vittime di violenza, auspicando da questo punto di vista una collaborazione proficua con le istituzioni locali.
In prospettiva alcune iniziative in collaborazione con il comune di Arrone “L’assessore Roberta Ascani, a cui vanno i ringraziamenti, al pari del sindaco Fabio di Gioia, ha dato l’ok per l’utilizzo del teatro. L’obbiettivo è dare vita a piccoli spettacoli. Auspichiamo anche un mercatino del baratto e dell’usato. In cantiere anche la realizzazione di una sfilata per un evento di beneficenza e una lotteria per donare parte del materiale raccolto”.
L’auspicio è che dopo Arrone le iniziative possano coinvolgere anche Terni e altri comuni dell’Umbria.
Una seconda vita per gli oggetti, una seconda vita per le persone, la riscoperta del lavoro artigianale, della condivisione e della socialità, il sostegno alle donne vittime di violenza, il messaggio ecologico e sociale insieme: Coccinelle è un progetto che si propone in qualche modo di “riparare” anche tante contraddizioni della nostra società.
Andrea Macciò