Silvana Muço Dogani, una vita per custodire la lingua albanese in Italia
Dall’arrivo in Abruzzo nel 1997 alla nascita della scuola di lingua albanese nel 1999: la storia di un’insegnante che ha trasformato l’impegno personale in una missione culturale. «La lingua è identità e deve essere trasmessa alle nuove generazioni».
La lingua è molto più di uno strumento di comunicazione: è memoria, identità, cultura e appartenenza. Conservarla significa mantenere vivo il legame con le proprie radici e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio che rischia, con il passare del tempo, di disperdersi.
È questo il messaggio che emerge dalla testimonianza di Silvana Muço Dogani, insegnante albanese impegnata da anni nella diffusione della lingua madre tra i figli delle famiglie emigrate in Italia. La sua esperienza è stata raccontata nell’intervista Albania italianofona, condotta da Artur Nura e trasmessa da Radio Radicale.
La storia di Silvana in Italia comincia nel 1997, in un periodo particolarmente difficile per l’Albania, segnato dalla crisi e dagli scontri interni. Insegnante a Valona, decide di lasciare il Paese insieme alla famiglia, inizialmente pensando a un trasferimento temporaneo. La destinazione è Orsogna, in provincia di Chieti, in Abruzzo.
Quello che doveva essere un periodo provvisorio diventa progressivamente un nuovo progetto di vita. Tra le difficoltà dell’inserimento e la necessità di ricostruire la propria quotidianità, Silvana non abbandona però la sua vocazione educativa. La formazione e l’esperienza maturate in Albania diventano la base di un progetto destinato ad assumere un importante significato culturale.
Una scuola nata con quattro bambini
Nel 1999 Silvana Muço Dogani avvia un’attività di insegnamento della lingua albanese rivolta ai bambini delle famiglie emigrate. Gli inizi sono difficili: i primi iscritti sono soltanto quattro e non tutti i genitori comprendono immediatamente l’importanza di una scuola dedicata alla lingua d’origine, ritenendo sufficiente l’uso dell’albanese in famiglia.
La sua convinzione, invece, è che parlare una lingua a casa non equivalga a conoscerla pienamente, soprattutto nella lettura, nella scrittura e nella dimensione culturale. Per realizzare il progetto si rivolge all’amministrazione comunale di Orsogna, che mette a disposizione uno spazio e le attrezzature necessarie per le lezioni, contribuendo concretamente alla nascita dell’iniziativa.
Con il passare degli anni cresce anche l’interesse delle famiglie. Se inizialmente era l’insegnante a dover convincere i genitori, successivamente sono proprio questi ultimi a cercare la scuola e a chiedere informazioni sulle iscrizioni.
Un risultato che dimostra quanto sia aumentata la consapevolezza del valore della lingua madre nella formazione dei figli degli emigrati.
Il lavoro degli insegnanti e la necessità di sostegno istituzionale
Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda la situazione delle scuole e delle associazioni che promuovono la lingua albanese in Italia. Muço Dogani evidenzia come il lavoro di molti insegnanti sia sostenuto prevalentemente dal volontariato e dai sacrifici personali, senza un adeguato riconoscimento economico. La disponibilità di libri e materiali didattici rappresenta un aiuto importante, ma non risolve le difficoltà legate alla retribuzione dei docenti, agli spazi e alle spese organizzative.
Da qui nasce un appello rivolto soprattutto alle istituzioni albanesi, affinché il sostegno alla diaspora non si limiti alla distribuzione dei libri scolastici, ma diventi una politica culturale più strutturata. Anche l’Italia, secondo la prospettiva espressa nell’intervista, dovrebbe riconoscere il valore di queste attività, perché l’insegnamento della lingua d’origine contribuisce a promuovere il bilinguismo e l’integrazione.
Due lingue, due culture: una ricchezza per le nuove generazioni
Conservare la lingua albanese non significa rinunciare all’integrazione nella società italiana. Al contrario, conoscere entrambe le lingue e le rispettive culture rappresenta un’opportunità educativa e un arricchimento personale.
I bambini possono crescere parlando correttamente l’italiano, frequentando le scuole del Paese in cui vivono e, allo stesso tempo, mantenendo un legame consapevole con la lingua dei genitori e dei nonni. È una prospettiva che trasforma il bilinguismo in una risorsa per l’intera società, favorendo il dialogo tra comunità e culture differenti.
Nel corso della conversazione emerge anche il valore dell’identità nazionale. Silvana Muço Dogani rivendica l’importanza di conservare le proprie origini, la propria lingua e le proprie tradizioni, sottolineando che l’orgoglio di appartenere a una cultura non deve essere confuso con atteggiamenti di chiusura verso gli altri.
È possibile sentirsi profondamente albanesi e, contemporaneamente, essere riconoscenti verso l’Italia per l’accoglienza ricevuta e per le opportunità costruite nel corso degli anni.
Una responsabilità per Albania e Italia
La testimonianza di Silvana Muço Dogani pone una questione che riguarda l’intera diaspora albanese: quale futuro vogliamo garantire alla lingua e alla cultura albanese fuori dai confini nazionali? La risposta non può essere affidata soltanto alla buona volontà dei singoli insegnanti. Servono progetti duraturi, risorse economiche, sedi adeguate, formazione e riconoscimento professionale per chi svolge quotidianamente questo lavoro.
Il Governo albanese, le rappresentanze diplomatiche e consolari, le associazioni della diaspora e le istituzioni italiane potrebbero contribuire a costruire una rete più solida di iniziative educative e culturali. La storia di Silvana Muço Dogani, iniziata nel 1999 con appena quattro bambini a Orsogna, dimostra come l’impegno di una singola persona possa diventare un punto di riferimento per un’intera comunità.
Il suo messaggio è soprattutto un invito a guardare al futuro: la diaspora non deve essere ricordata soltanto nelle celebrazioni ufficiali, ma sostenuta concretamente attraverso politiche capaci di preservare la lingua e l’identità delle nuove generazioni.
Perché insegnare l’albanese ai figli degli emigrati significa custodire la memoria di un popolo e, allo stesso tempo, costruire un ponte culturale sempre più forte tra Albania e Italia
https://www.radioradicale.it/scheda/790220
Ascolta l’intervista integrale
Per approfondire la testimonianza di Silvana Muço Dogani e ascoltare direttamente il confronto con Artur Nura, è possibile riascoltare la puntata completa di Albania italianofona, trasmessa da Radio Radicale il 26 ottobre 2026.
Silvana Muço Dogani, una vita per custodire la lingua albanese in Italia