Quando cala la sera e il mondo rallenta il proprio passo, mi ritrovo affacciata a una finestra popolata di volti, parole e pensieri.
Alcuni li conosco. Molti altri no.
Eppure, nel silenzio della notte, quelle presenze attraversano per un istante la mia strada, come viandanti che si incrociano sotto lo stesso cielo senza sapere dove siano diretti.
Sicuramente la socialità del giorno si è fatta più rara. Le ore della luce sono occupate dal lavoro, dagli impegni, dalle responsabilità, dalle piccole necessità della vita.
La notte, invece, restituisce spazio all’ascolto.
Ma non cerco compagnia, a dire il vero, ma tracce di umanità, quelle si : un pensiero che risuoni, una memoria condivisa, una frase capace di fermarmi un istante lungo il cammino.
Il mondo è molto più vasto delle stanze che abitiamo.
Ogni nome cela una storia e ogni volto una lotta, una speranza, una nostalgia, un sogno, forse.
In questo lento passaggio di esistenze, osservo e mi accorgo che non è la solitudine a farmi compagnia, ma la vita.
Si, la vita, quella che continua a scorrere, silenziosa e instancabile, nelle case illuminate, nei pensieri affidati alla notte, nelle parole lasciate in attesa di qualcuno che le raccolga.
E quando il sonno tarda ad arrivare, ancora una volta mi siedo accanto alla finestra del mondo. Osservo. Ascolto. E’ quello che faccio, e qualche volta, scrivo.
<La luce sui tuoi contorni>
La lampada abbassava la sua luce;
accarezzava i tuoi contorni.
Gli occhi immersi nel libro
ne nascondevano il colore.
Ti osservavo di sottecchi –
timidezza di un bambino dietro un angolo.
Poi giunsi a te, con un frutto tra le mani,
e il tuo sguardo si sollevò.
Silla Maria Campanini, Silla Maria Campanini
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La luce sui tuoi contorni. Poesia e opera di Silla Maria Campanini