Sabato 24 ottobre scorso si è svolta con grande affluenza di pubblico l’inaugurazione del MAV – Museo Archeologico Comunale – di Villamaina (Av) nel cuore della provincia irpina. In contemporanea l’evento è stato accompagnato dalla I edizione della mostra archeo-artistica “Le valli e la Dea. Dalle radici del passato, nuove visioni per il domani”. La giornata è stata così articolata in due momenti. La mattinata è stata dedicata alle scuole di primo grado dei paesi della Valle D’Ansanto: dalle ore 10:00, le scolaresche del territorio hanno visitato il museo in un percorso didattico che è partito dalla civiltà più antica, gli Osci, popolo italico autoctono da cui discendono i Sanniti e gli Hirpini, e il loro culto più importante, quello della dea Mefite. Subito dopo, gli alunni hanno visitato il museo archeologico con tutti i reperti rinvenuti e si sono lasciati andare nella parte immersiva dell’esposizione.

Le guide hanno raccontato ai più giovani che la Mefite, prima che Roma nel II secolo a.C. la trasformasse in divinità infernale, come è citato da Virgilio nell’Eneide, era per gli Osci una Dea Madre legata alle acque, alla fertilità della terra e alla protezione delle comunità pastorali. Questa tradizione antica è presente nel santuario della Valle d’Ansanto, a Rocca San Felice, che la custodisce dal VII secolo a.C.

Nella seconda parte del pomeriggio, è avvenuta l’inaugurazione ufficiale: dalle ore 17:00, si è dato il via alla mostra a cura della storica dell’arte Emanuela Conforti. Sono seguiti i reading poetici a cura di Dina Pascucci e Giuseppe Nigro, accompagnati dal violinista Armando Alfano. La mostra ha creato un dialogo tra il patrimonio archeologico del MAV, dedicato alla memoria dell’archeologo Paolino Macchia, e 21 opere di arte contemporanea realizzate appositamente da artisti irpini e nazionali. È stata una vera e propria operazione culturale che ha riletto la figura della Dea Mefite e l’identità osco-irpina in chiave contemporanea, restituendo al mito una dimensione di madre e di futuro condiviso.

La risposta del pubblico è stata più che positiva, oltre le aspettative degli organizzatori, con sala gremita e grande interesse. Il tutto si è concluso con un momento di convivialità grazie all’aperitivo archeo-artistico.