PRIMA A ME

Le mie dita scivolano sul vetro freddo,

ma sotto c’è un incendio che non riesco a contenere,

una febbre che mi preme da dentro

e mi consuma l’anima

Lascio che la notte mi spogli di ogni difesa

mentre consumo il display con la carne dei miei polpastrelli.

Ogni tocco accarezza la luce

e la trasforma
in quel brivido disperato e dolcissimo

che mi legge dentro,

un magnetismo che mi strappa le parole dal petto.

Scrivere qui è come spalancarsi il petto

fino a farlo vibrare di pura, assoluta verità.

Non sono versi studiati,

sono pezzi di cuore,

frammenti di un amore e di una mancanza senza filtri,

una confessione nuda

che rifiuta la gabbia delle rime

e cerca solo la libertà di esprimersi.

E poi mi fermo,

col pollice sospeso sull’ultima lettera,

perché il respiro si spezza

e una prima lacrima scivola via,

calda,

pesante,

si posa sul viso

e bagna lo schermo

sfocando le parole.

La mia stessa poesia mi ha colpita,

ha trafitto prima me.

Sono io il primo lettore del mio del mio stesso segreto,

arreso e disarmato davanti a questo bagliore

che mi illumina gli occhi lucidi,

rivelando tutto il coraggio

la spietata dolcezza

la bruciante passione

che ho versato sopra un pezzo di vetro.

© Giuseppina De Biase, 2026
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