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L’Eredità del San Medico: la XXXIX Edizione del Premio Giuseppe Moscati al Convento di San Francesco
Domenica 25 ottobre, alle ore 15:00, nel suggestivo complesso monumentale casertano, la cerimonia che unisce scienza, fede ed esemplarità civile. Quest’anno un omaggio speciale all’eroismo e al valore del soccorso.
Francesca Giordano
CASANOVA DI CARINOLA — Nella solenne e suggestiva cornice del Convento di San Francesco a Casanova di Carinola, si rinnova l’appuntamento con una delle manifestazioni dal più alto valore morale, civile e spirituale del territorio: la XXXIX edizione del Premio “Prof. Giuseppe Moscati”.
L’evento, organizzato con dedizione dalla Dott.ssa Amelia Ullucci, celebra la figura del celebre medico napoletano proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II, rappresentando da quasi quattro decenni un punto di riferimento per quanti scorgono nella professione medica, nel soccorso e nel volontariato una vera e propria vocazione al servizio della vita e della dignità umana.
Il tema dell’edizione: eroismo, memoria e tutela della vita
L’edizione di quest’anno si distingue per un momento di profonda commozione ed elevato significato etico. La cerimonia metterà al centro la memoria, la resilienza e la cultura della sicurezza, rivolgendo un abbraccio ideale alle vittime e ai soccorritori della tragedia di Crans-Montana.
Tra i momenti salienti del programma:
- La consegna della Medaglia del Senato della Repubblica al Dott. Enzo Palumbo.
- L’assegnazione della Menzione d’Onore dell’Ente Jus et Pax «S. e M. Sera» e del Premio Prof. Giuseppe Moscati a Paolo e Giovanni Campolo, i due soccorritori distintisi per il loro straordinario coraggio e spirito di abnegazione.
Scienza e Carità: un binomio indissolubile
La figura di San Giuseppe Moscati — testimone intrepido di come la scienza debba e possa dialogare con l’empatia, la fede e il conforto spirituale — rivive ogni anno attraverso le testimonianze di donne e uomini che trasformano l’altruismo in una cifra esistenziale quotidiana.
Sotto le antiche e silenziose volte del convento francescano, il Premio si conferma non come una semplice ricorrenza celebrativa, bensì come un’autentica «palestra di civiltà dell’amore». In un’epoca segnata da fragilità e frenesie sociali, la lezione del Santo Medico restituisce priorità all’ascolto e alla cura integrale della Persona, ricordando a tutti noi che la grandezza di una comunità si misura dalla sua capacità di farsi carico dell’altro.
A cura di Francesca Giordano
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“Scienza che cura, Carità che illumina.”
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