L’eredità dell’VIII Centenario

La ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026) rappresenta un momento straordinario di sintesi culturale, spirituale ed educativa. La sua figura non appartiene solo alla storia della Chiesa, ma costituisce uno dei pilastri dell’identità linguistica, letteraria e pedagogica occidentale.

Rileggere Francesco a 800 anni dalla sua transito significa ritrovare un’idea di scuola e di società basata sull’ascolto, sulla cura, sull’empatia e sull’armonia con il creato. Un messaggio che Dante ha reso immortale nella nostra letteratura e che la pedagogia di oggi continua a raccogliere come traccia viva per formare persone libere, responsabili e capaci di dialogo.

Il Canto XI del Paradiso è uno dei testi chiave della Divina Commedia in cui la struttura teologica e poetica di Dante si converte direttamente in un modello pedagogico. L’oratore è San Tommaso d’Aquino, un domenicano che celebra la vita di San Francesco: un gesto educativo fondamentale che insegna il valore dell’umiltà, dell’integrazione del sapere e del superamento dei confini di scuola e di ordine.

Francesca Giordano

La Pedagogia dell’Esempio: La Fama come Testimone Educativo

Dante apre il Canto contrapponendo la vanità delle preoccupazioni umane (la legge, la medicina, i sacerdozi, il potere) alla gioia spirituale di Beatrice e del Cielo del Sole. 

L’intuizione: L’apprendimento autentico non avviene tramite l’accumulo di titoli o l’esercizio del potere, ma attraverso la forza dell’esempio incarnato (l’exemplum medievale). 

Elemento pedagogico: La vita di Francesco viene presentata non come una teoria teologica astratta, ma come un agire concreto nel vissuto. San Tommaso non spiega una dottrina; racconta la storia di un uomo il cui comportamento ha cambiato la storia. Nel contesto educativo, l’educatore non convince per quello che dice, ma per ciò che vive e testimonia.

La Metafora del “Sole”: La Luce come Risveglio della Conoscenza

Al verso 50, Assisi viene ribattezzata da Dante con un celebre passaggio:

«Di questa costa, là dov’ ella frange / più sua rattezza, nacque al mondo un sole, / come fa questo talvolta di Gange. / Però chi d’esso loco fa parole, / non dica Ascesi, ché direbbe corto, / ma Oriente, se proprio dir vuole.» 

 L’intuizione: Francesco non è semplicemente un uomo pio, è una forza cosmica e illuminatrice che nasce per riscaldare un mondo intorpidito. 

 Elemento pedagogico: La conoscenza e la virtù hanno una funzione maieutica e illuminante. L’educatore moderno trova qui il concetto di “oriente”: educare significa indicare un’origine di luce, risvegliare le potenzialità latenti e trasformare l’ambiente sociale e umano in cui si opera.

 La “Pedagogia dello Sposalizio”: Scelta, Passione e Coraggio

Uno dei nuclei simbolici più potenti del Canto è l’allegoria dello sposalizio tra Francesco e la Povertà  La Povertà, vedova da oltre mille anni (dalla morte di Cristo), era disprezzata e ignorata da tutti finché Francesco non se ne innamora giovanissimo, scontrandosi con il padre e davanti al tribunale vescovile. 

L’intuizione: L’atto educativo e la crescita personale richiedono scelta radicale e coraggio di andare controcorrente. 

Elemento pedagogico: 

La passione cognitiva ed etica: Francesco non sceglie la povertà per privazione o rinuncia stoica, ma per amore. Ogni vero percorso educativo nasce dal desiderio e dalla passione verso un ideale. 

L’anticonformismo formativo: L’educazione non è adattamento passivo alle regole sociali (rappresentate dal padre Bernardone), ma capacità di rompere con gli schemi dominanti per perseguire un valore superiore.

Il Principio della Contagiosità Educativa: Il “Seguiter” dei Primi Compagni

Subito dopo le nozze mistiche tra Francesco e la Povertà, Dante descrive la nascita della prima comunità: Bernardo di Quintavalle, Egidio e Silvestro vedono la gioia di Francesco e decidono di spogliarsi di tutto per seguirlo.

«La lor concordia e i lor lieti sembianti, / amore e maraviglia e dolce sguardo / facieno esser cagion di pensieri santi; / tanto che ’l venerabile Bernardo / si scalzò prima, e corse a tanta pace…» 

 L’intuizione: La virtù si trasmette per attrazione, non per imposizione normante.

 Elemento pedagogico: La maraviglia e la concordia generano l’emulazione. La comunità educante nasce attorno a una bellezza visibile e vissuta. È la testimonianza della gioia condivisa a rendere un percorso di crescita desiderabile per gli altri.

 L’Umiltà e il Riconoscimento delle Istituzioni

Dante sottolinea come Francesco si presenti davanti al Papa (Innocenzo III e poi Onorio III) senza alcuna vergogna per le sue origini umili o per l’abito povero, ottenendo il riconoscimento della sua Regola.

  • L’intuizione: L’innovazione carismatica non deve distruggere l’istituzione, ma rigenerarla dall’interno
  • Elemento pedagogico: La pedagogia francescana combina la spinta profetica e libertaria con il rispetto per la comunità istituzionale. Insegna l’equilibrio tra la libertà del singolo e l’appartenenza a una comunità regolata, valore imprescindibile di ogni processo formativo e civico.

 La Valenza Pedagogica dell’Incrocio degli Ordini (L’Eterogeneità)

Un aspetto strutturale straordinario del Canto XI è che a celebrare San Francesco (fondatore dei Francescani) sia San Tommaso d’Aquino (membro dell’ordine dei Domenicani). Nel Canto XII avverrà il contrario: il francescano San Bonaventura da Bagnoregio multerà la vita di San Domenico.

  • L’intuizione: Superare le rivalità di fazione per riconoscere il bene dell’altro.
  • Elemento pedagogico: Questa scelta strutturale dantesca è una vera e propria lezione di dialogo e umiltà intellettuale. Insegna il superamento dell’egocentrismo e del corporativismo: riconoscere il valore altrui è il segno distintivo della maturità cognitiva e spirituale.

A cura di Francesca Giordano

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