Autore: Nellie Bly

Titolo: “Dieci giorni in manicomio”

Una giornalista, un ospedale psichiatrico, la prima inchiesta sotto copertura della Storia.

Prefazione di Viginia Gambardella

IBEX Edizioni

Anno 2025

Recensione di Elena Piccinini.

Nel 1887, la giovane giornalista Nellie Bly accetta un incarico di lavoro difficile e rischioso: essere internata per dieci giorni nel manicomio dell’isola di Blackwell, tristemente noto per le condizioni precarie e i trattamenti disumani ai quali vengono sottoposte le pazienti affette da gravi disturbi psichici. Il compito di Nellie, una volta ricoverata, sarà proprio quello di documentare quanto siano veritiere le voci che corrono riguardo all’istituto di internamento coatto. La missione richiede sangue freddo ed equilibrio mentale. Simulare di essere mentalmente fragili significa rischiare di impazzire veramente, una volta catapultati nel vortice della follia. Dopo essersi rivolta alla Casa Temporanea per donne lavoratrici, Nellie accusa perdita di memoria e disagio sociale. La proprietaria della struttura d’accoglienza, inizialmente donna comprensiva e pietosa, colta dal panico poiché incapace di gestire la situazione, allerta le forze dell’ordine. Una visita medica sommaria da parte di un dottore e l’assenso formale di un giudice sigillano il destino della giovane: ricovero immediato nel manicomio dell’Isola di Blackwell. “Solo quando si è nei guai ci si rende conto di quanta poca empatia e gentilezza ci sia al mondo.” Pag.33 – Cap. III.  Il viaggio disagiato e sofferto di Nellie, condiviso con altre disperate, le visite e gli interrogatori privi di logica, ai quali vengono sottoposte, rappresentano solo una minima parte del dramma che la giornalista è costretta a vivere sulla propria pelle. Nei dieci giorni d’ internamento, Nellie ascolta anche le storie sconvolgenti di pazienti ricoverate per motivi che con la pazzia non hanno alcun legame. Donne, cadute nella depressione per situazioni familiari complesse o colpite da forte stress per l’eccessivo lavoro, vengono internate dopo essere state dichiarate inferme mentali sulla base di diagnosi sommarie e affrettate.  Ingiustizie, aggressività, ricatti, privazione dei bisogni primari come il cibo e l’igiene personale delle pazienti, cure inadeguate o addirittura inesistenti risucchiano le sventurate nel vortice di una vera e propria tortura quotidiana. Non esiste scampo. Non esiste salvezza. Solo orrore legalizzato. “In confronto, quanto sarebbe stato più semplice camminare verso la forca, piuttosto che farsi seppellire in quell’orribile tomba che era il manicomio.” -Pag.81- Cap. VIII. Dieci giorni dopo, la giornalista, che entrerà nella Storia come antesignana del giornalismo investigativo, può finalmente farsi portavoce di tutto il dolore e della sofferenza vissuti nel manicomio. L’isola di Blackwell- l’Isola del ruscello nero è il luogo infernale in cui innumerevoli vite umane vengono inghiottite dai mulinelli di un Sistema basato sulla coercizione e sull’ annullamento dell’esistenza. ( Elena Piccinini )  

Nellie Bly nacque  il 5 maggio 1864. E’ stata pioniera del giornalismo investigativo e delle prime inchieste sotto copertura. Allo scoppio della I guerra mondiale divenne la prima donna corrispondente di guerra. Morì il 27 gennaio 1922 a New York. 

N.B. Recensione originale di Elena Piccinini. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione senza autorizzazione dell’autrice.