Il concorso “Progettare Futuri Possibili” selezionerà tre giovani progettisti per un percorso tra Milano e Sardegna. In palio 1.500 euro a finalista e la possibilità di vedere il progetto realizzato da Bentley Home.

Per tre giovani progettisti il passaggio dalla candidatura alla produzione di un oggetto reale potrebbe cominciare da qui. È aperta la terza edizione di “Progettare Futuri Possibili”, il concorso rivolto ad architetti, designer, studenti universitari e professionisti under 35, italiani e internazionali. La scadenza è fissata alle 23.59 del 3 novembre 2026 e, dopo la selezione, tre finalisti entreranno in un percorso di formazione e co-progettazione tra Milano e la Sardegna. Il punto di partenza sarà il divano Galloway di Bentley Home, da reinterpretare attraverso il Metodo Albini.

La sfida non chiede semplicemente di cambiare l’aspetto di un prodotto esistente. I partecipanti dovranno lavorare su forma, struttura e significato, confrontandosi con principi come sostenibilità, essenzialità, qualità e durata nel tempo. Il Metodo Albini viene proposto come una sequenza di lavoro fatta di osservazione, scomposizione, ricerca dell’essenza, ricomposizione e verifica. Sul sito della Fondazione Franco Albini il concorso viene presentato come un’occasione per applicare questo processo a un’idea contemporanea di design e di lusso, con una particolare attenzione alla responsabilità del progetto.

Il divano Galloway di Bentley Home, al centro della terza edizione di “Progettare Futuri Possibili”. I partecipanti sono chiamati a reinterpretarlo attraverso il Metodo Albini.

La selezione porterà tre progetti alla fase finale. I rispettivi autori parteciperanno a otto giorni di formazione intensiva, distribuiti tra la Fondazione Franco Albini e la sede Bentley Home a Milano e Casa Albini in Sardegna. È qui che il concorso cambia natura: le tre proposte non procederanno separatamente fino alla scelta di un unico vincitore, ma verranno messe a confronto e sviluppate insieme. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un solo progetto condiviso, costruito attraverso il dialogo tra i tre finalisti.

A ciascuno dei selezionati è destinato inoltre un premio di 1.500 euro. La premiazione ufficiale è prevista alla Triennale Milano il 17 novembre 2026, mentre il lavoro sviluppato successivamente sarà presentato durante la Design Week 2027. Bentley Home ne prevede la realizzazione e la successiva messa in produzione, trasformando quindi l’esercizio progettuale in un oggetto destinato a superare la fase del concorso. La Fondazione Franco Albini ospiterà anche una mostra con altri lavori considerati meritevoli dalla commissione.

Dietro questa impostazione c’è l’idea che la capacità di progettare non coincida soltanto con il talento individuale.

«Non chiediamo ai progettisti di rinunciare alla propria identità, ma di metterla in dialogo con quella degli altri per dare forma a qualcosa di più grande», spiega Paola Albini, presidente della Fondazione Franco Albini.

La collaborazione, nelle intenzioni del progetto, diventa quindi parte della prova stessa: non un elemento accessorio, ma una competenza da esercitare quando idee e punti di vista diversi devono trovare una sintesi.

Anche la scelta della scalata come metafora nasce da questo principio. Franco Albini era appassionato di montagna e il percorso progettuale viene accostato alla necessità di osservare una parete, trovare gli appigli, scegliere una direzione e procedere senza saltare i passaggi. Nella scalata, però, conta anche la fiducia negli altri. È questa seconda lettura a collegarsi direttamente alla fase del workshop, quando i finalisti dovranno lasciare che il proprio progetto iniziale venga discusso, modificato e messo in relazione con quelli degli altri.

l percorso di “Progettare Futuri Possibili” unisce formazione e lavoro condiviso: i tre finalisti svilupperanno insieme il progetto durante otto giorni tra Milano e Sardegna.

Il concorso coinvolge la Scuola del Design del Politecnico di Milano e Professione Architetto, con il patrocinio del Salone del Mobile.Milano e dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale e il supporto di Triennale Milano. Nella commissione figurano professionisti e studiosi provenienti dal design e dall’università, tra i quali Francesco Zurlo, Paola Albini, Lorenzo Damiani, Ico Migliore e Giampiero Bosoni, insieme a rappresentanti di Bentley Home e Bentley Motors.

Per chi intende partecipare, il passaggio da non perdere resta dunque quello del 3 novembre 2026. Il valore dell’opportunità non si esaurisce nei 1.500 euro destinati a ciascun finalista: il percorso mette insieme formazione, confronto con professionisti, sviluppo di un progetto comune e una possibile produzione industriale. Per un giovane designer significa misurarsi con un’eredità progettuale storica senza essere chiamato a copiarla, ma provando a portarla dentro un lavoro nuovo. È probabilmente questo il banco di prova più interessante del concorso: capire quanto un metodo possa ancora funzionare quando passa da una generazione all’altra.