Il dolore non ha un genere e la richiesta di aiuto non dovrebbe mai conoscere la vergogna. Quando si parla di violenza tra le mura di casa o all’interno di una relazione, la sofferenza colpisce l’essere umano nella sua parte più fragile. Eppure, per troppo tempo, un invisibile muro di pregiudizi ha reso alcune vittime più “invisibili” di altre. Riconoscere che anche gli uomini possono essere vittime di abusi non toglie nulla alla sacrosanta e prioritaria lotta contro la violenza sulle donne, al contrario, rende la nostra società più umana, giusta e completa.
Oggi c’è un’opportunità concreta per abbattere questo tabù: sulla piattaforma del Ministero della Giustizia è attiva una raccolta firme per istituire Centri Antiviolenza dedicati anche agli uomini.
Per un uomo, ammettere di subire violenza psicologica, economica o fisica è spesso un passo difficilissimo. Pesano il giudizio sociale, la paura di non essere creduti e lo stigma di una presunta “debolezza”. Creare spazi di ascolto protetti significa lanciare un messaggio chiaro: Lo Stato protegge le persone, non le categorie.
L’iniziativa si basa su tre pilastri fondamentali:
Ascolto senza giudizio: Offrire supporto psicologico e legale specifico a chiunque ne abbia bisogno.
Uguaglianza dei diritti: Garantire che ogni cittadino ferito possa trovare una porta aperta e una mano tesa.
Crescita culturale: Superare l’idea che la vulnerabilità sia una colpa o una questione di genere.
La firma si raccoglie online in pochi secondi, accedendo con SPID o CIE tramite la pagina ufficiale del Ministero della Giustizia o a questo link
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7300006
Proteggere ogni vittima non è una scelta di parte, ma un dovere di civiltà. Perché davanti alla violenza, l’unica risposta giusta è la protezione di tutti.
