L’INTERVISTA CON IL CANDIDATO AL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2026, MICHELE BIAFORA

– Da Angela Kosta

“La poesia una voce capace di custodire la memoria, promuovere l’Amore e parlare all’Umanità.”


Nato a Crotone, Michele Biafora ha fatto della poesia un percorso di ricerca interiore, espressione artistica e impegno umano.

Con otto opere pubblicate e numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, la sua produzione ha raggiunto biblioteche, università, istituzioni culturali e luoghi di spiritualità, oltrepassando i confini geografici e culturali.

Candidato al Premio Nobel per la Letteratura nel 2026, Biafora continua a considerare la poesia una voce capace di custodire la memoria, promuovere l’Amore e parlare all’Umanità.

In questa intervista ripercorre il suo cammino artistico e riflette sul valore della poesia, della cultura e della solidarietà.

-L’INTERVISTA

La sua esperienza letteraria è stata accompagnata da numerosi riconoscimenti, fino alla candidatura al Premio Nobel per la Letteratura nel 2026. Cosa rappresenta per lei questo lungo percorso di riconoscimenti e, soprattutto, quale responsabilità sente di avere oggi nei confronti della poesia?

Ciò che rappresenta per me, in modo pregnante, è stata ed è la possibilità assoluta di raggiungere i gentili fruitori, consentendo loro di percepire l’essenza più intima della mia poetica, di nutrirsi, di attingere a piene mani agli aspetti più importanti e preminenti del mio pensiero e del mio animo.

Ha pubblicato otto opere poetiche e la sua produzione è stata apprezzata per la capacità di unire ricerca stilistica, originalità e impegno etico. Qual è il filo conduttore che attraversa la sua opera e che cosa cerca, prima di tutto, quando si accinge a scrivere una poesia?

Sì, ben otto opere poetiche. Ma non ho mai considerato più di tanto il numero delle opere prodotte, bensì, insieme ad esse, la possibilità che ho avuto di poter divulgare la mia poetica un pò ovunque: nei luoghi di culto, nei musei, nelle accademie, nelle università, ecc.

Il filo conduttore, ritengo, sia inesorabilmente l’Amore, nella sua forma più gentile, romantica e originale: l’amore per le persone, per l’Umanità tutta.

Nella sua biografia emerge con forza il tema dell’umanità e della solidarietà. Ha ricevuto, tra gli altri, il riconoscimento “Il Dono dell’Umanità”. Quanto la poesia può incidere concretamente sulla coscienza delle persone e contribuire a costruire una società più sensibile e solidale?

Può incidere moltissimo, poiché i moti dell’animo caratterizzano la nostra esistenza. La Poesia, pertanto, può e deve fare moltissimo in questo senso.

Un elemento particolarmente suggestivo del suo percorso è la presenza di suoi versi in luoghi di culto, come la Basilica dei Frati Minori Cappuccini di Foggia e la Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano. Che emozione prova nel vedere la poesia entrare in luoghi così profondamente legati alla spiritualità? E quale rapporto esiste, secondo lei, tra poesia e dimensione spirituale?

Una sensazione meravigliosa: poter accomunare il mio animo e la mia Poesia a luoghi legati alla possibilità di alimentare l’amore per il prossimo, per sé stessi e per la vita stessa.

La Poesia è una dimensione prettamente spirituale, nella quale ciascuno può proiettare, dalla propria interiorità, quelle accezioni per cui valga la pena vivere, cercando, ora e sempre, di far sì che a prevalere e proliferare sia l’Amore.

Le sue opere sono presenti in prestigiose biblioteche italiane e statunitensi, tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il Ramapo College di New York e la Montclair State University del New Jersey. Quanto è importante per lei che la poesia italiana venga conosciuta e conservata anche al di fuori dei confini nazionali?

Credo che la vera Poesia, cioè quella legata a chi nasce Poeta, non abbia confini, poiché le consonanze dell’animo hanno la capacità penetrante di lame taglienti, che possono e devono confortare coloro i quali hanno minor contatto e connessione con la propria interiorità.

Ad ogni buon conto, sì, la Poesia italiana ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale anche al di fuori dei confini nazionali.

Nel 2009 ha ricevuto una Laurea Honoris Causa in Scienze Poetiche e Letterarie; nel 2021 il Premio Internazionale per la Letteratura del Menotti Art Festival di Spoleto e nel 2023 il “Capitolino d’Oro”. Tra tutti i riconoscimenti ricevuti, ce n’è uno che considera particolarmente significativo per la sua storia personale e artistica?

Non ve n’è uno in particolare che prediligo. Ma tutti, nel loro insieme, rappresentano un’espressione preponderante e significativa del fatto che la mia Poesia e la mia poetica hanno sempre raccolto molti consensi e apprezzamenti.

La sua lirica “Carabinieri” è stata declamata pubblicamente a Cinque Reali Siti in occasione della premiazione del Carabiniere dell’Anno. Quando la poesia si confronta con valori come il senso del dovere, il servizio, la giustizia e la solidarietà, quale ruolo sente di assumere come poeta?

In questi particolari casi, si avverte un importante senso di responsabilità: quello di promuovere pubblicamente il senso della giustizia, della solidarietà e del dovere.

È una sensazione molto bella, gratificante e profondamente solidale.

Lei è Accademico Gentilizio di Merito a vita e Cavaliere Araldico dell’Accademia Internazionale “Il Marzocco” di Firenze, oltre a essere Accademico d’Onore della Norman Academy. Come interpreta oggi il rapporto tra poeta, accademie e istituzioni culturali? E quale contributo possono offrire queste realtà alla diffusione della cultura?

Non sempre, e non tutte, espletano magistralmente ciò che il senso stesso della loro esistenza dovrebbe rappresentare.

Ma alcune di esse offrono un grande contributo alla diffusione della vera Cultura, che è anche, e soprattutto, sinonimo di possibile crescita sociale.

Il Poeta, nello specifico, non deve mai snaturare il proprio sentire e la propria naturale indole.

La sua poesia ha attraversato biblioteche, università, istituzioni culturali e persino luoghi di culto. È questa capacità di dialogare con ambienti diversi che considera una delle peculiarità della sua produzione? E quale messaggio vorrebbe arrivasse a un lettore che incontra per la prima volta i suoi versi?

Un messaggio umile, caratterizzato dalla profonda possibilità di promuovere e ottenere risposte comparative, in linea e in sintonia con i reciproci moti dell’animo, attraverso un linguaggio sì ricercato e modellato, ma sempre ben ancorato al servizio delle priorità e dell’Amore.

Dopo tanti anni dedicati alla poesia, otto opere pubblicate, riconoscimenti nazionali e internazionali e la candidatura al Nobel per la Letteratura nel 2026, quale futuro immagina per la sua poesia? E, soprattutto, quale parola vorrebbe lasciare alle nuove generazioni di poeti affinché continuino a credere nella forza della cultura e della parola?

Credo profondamente nella possibilità che vengano tramandati messaggi chiari e inconfutabili, veri tracciati per un fecondo prosieguo. La Poesia, in questo senso, riveste da sempre un ruolo fondamentale e preminente.
Pertanto, la Poesia stessa è futuro.