L’ASSURDITA’ DEL TEMPO
Metamorfosi di immagini astratte
dipinte con carezze di velluto
rubate al cielo
durante il chiaroscuro.
Un attimo
la verita’ tagliata dal vento levigante
mentre tocca
la radice di un albero secolare
e una pietra
mai stata cosi fugace.
C’è un contrasto profondo e affascinante in questi versi. La poesia riesce a catturare l’inafferrabilità del tempo giocando con le consistenze della materia: si passa dalla morbidezza del velluto al taglio affilato del vento, rendendo tangibile un concetto astratto.
La prima strofa crea un’atmosfera sospesa e quasi pittorica. Il chiaroscuro e le carezze rubate al cielo danno l’illusione di un tempo effimero ma ancora confortevole, protetto dall’astrazione. Poi, nella seconda strofa, la rottura è immediata. Il vento smette di accarezzare e inizia a levigare, portando con sé la brutalità di un attimo di verità.
La sovrapposizione finale tra la radice secolare e la pietra fugace è la vera chiave di lettura. Trasformare la pietra, simbolo universale di immutabilità e peso, in qualcosa di “mai stato così fugace” rende perfettamente l’assurdità del titolo. Quando la percezione del tempo si incrina, anche ciò che credevamo eterno o solido rivela la sua natura provvisoria.
Sergio Batildi
“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali.”
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