Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo.
Pirandello e la fragilità dell’uomo moderno
In Luigi Pirandello, l’immagine del granellino di sabbia preso da un vortice rappresenta perfettamente la fragilità, l’insignificanza e l’assenza di controllo dell’essere umano di fronte all’immensità dell’universo e al flusso inarrestabile della vita.
Questo concetto trova la sua espressione più celebre nel romanzo Il fu Mattia Pascal (in particolare nel capitolo su Copernico e nella metafora della «strappo nel cielo di carta») e nei saggi teorici come L’umorismo.
Per passare dal concetto pirandelliano del “granello nel vortice” alla condizione dell’uomo di oggi, occorre tracciare una linea diretta tra la crisi d’inizio Novecento e l’inquietudine contemporanea.
Polvere nel Vortice dell’Esistenza: L’Uomo tra Pirandello e il Mondo Contemporaneo
All’inizio del Novecento, Luigi Pirandello strappò all’essere umano l’ultima grande illusione: quella di essere al centro dell’universo e padrone del proprio destino. Con la caduta delle certezze scientifiche e sociali, l’uomo si è scoperto improvvisamente piccolissimo, paragonabile a un semplice granello di sabbia trascinato dal vortice imprevedibile del caos. Se ieri quel vortice era rappresentato dalla rivoluzione industriale, dalla perdita delle tradizioni e dalle maschere imposte dalla società borghese, oggi la tempesta non si è affatto placata; ha solo cambiato forma.
Oggi come ieri, l’individuo vive immerso in un flusso travolgente. Ieri c’erano le convenzioni sociali e l’alienazione delle prime metropoli; oggi ci sono gli algoritmi, l’iper-connessione e la pressione sociale amplificata dai social network, dove ognuno indossa centomila maschere digitali per cercare approvazione. Illusi di avere il mondo a portata di click e di poter controllare ogni aspetto della nostra vita, bastano un imprevisto globale, una crisi economica o il senso di solitudine per farci riscoprire fragili, smarriti e spinti dal vento delle circostanze.
La lezione di Pirandello, dunque, non appartiene al passato. La sua analisi della fragilità umana e della ricerca imperfetta di un senso rimane uno specchio incredibilmente nitido per l’uomo contemporaneo: un invito a toglierci la maschera e ad accettare la nostra natura di piccole, meravigliose schegge nel grande caos dell’universo.
A cura di Francesca Giordano
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La vita non si spiega: si vive o si recita.
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