L’asse psico-socio-pedagogico nei cent’anni di Bort e…
“Le ultime parole famose” Il riso come forma del tempo.
Il traguardo dei cent’anni dalla nascita di Mario Bortolato, in arte Bort (1926-2026), travalica la semplice memoria biografica per iscriversi a pieno titolo nella sfera dell’antropologia dell’umorismo e della longevità culturale. Storica firma de La Settimana Enigmistica e creatore della celeberrima rubrica “Le ultime parole famose”, Bort ha saputo raccontare per decenni i vizi, le virtù e le contraddizioni della società italiana attraverso uno sguardo ironico, acuto e mai volgare.
La comicità di Bort offre una chiave d’interpretazione privilegiata per analizzare i processi di adattamento, critica sociale e significazione dell’esistenza. Il presente articolo intende esaminare l’eredità intellettuale e artistica di Bort attraverso la convergenza dell’asse psicosociopedagogico, mostrando come il registro grafico e umoristico delle sue vignette — in particolare la brillante decostruzione delle certezze umane operata ne “Le ultime parole famose” — agisca in modo sinergico sulle dimensioni dell’equilibrio psichico, della strutturazione sociale e della trasmissione educativa lungo l’intero arco della vita (lifelong learning).
La dimensione psicologica: coping maturo, flessibilità cognitiva e “Le ultime parole famose”
Sul piano intrapsichico, la cifra stilistica di Bort e la sua straordinaria continuità creativa testimoniano una sofisticata padronanza dei meccanismi cognitivi ed emotivi:
Meccanismo di Coping Evoluto e svelamento dell’autoscontro: Nella prospettiva psicoanalitica (da Sigmund Freud a George Vaillant), l’umorismo figura tra i meccanismi di difesa più sublimati e maturi. La rubrica “Le ultime parole famose” rappresenta il perfetto prototipo di questo meccanismo: svelare la ridicolaggine delle affermazioni perentorie e presuntuose dell’essere umano permette di ridimensionare l’ansia da fallimento, trasformando l’errore e l’imprevisto in una serena accettazione dei propri limiti.
Resilienza e ristrutturazione cognitiva (Reframing): Inquadrato secondo le categorie della psicologia positiva, il riso stimolato dalle vignette di Bort favorisce la flessibilità cognitiva. L’ironia opera un reframing continuo della realtà quotidiana, insegnando a relativizzare gli elementi di stress e a sviluppare un distacco critico e salutare dalle difficoltà.
Il compimento dell’integrità dell’Io: Nella teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson, il raggiungimento della maturità è segnato dalla dialettica tra Integrità dell’Ego e Disperazione. L’attitudine umoristica che ha accompagnato la vita e la carriera di Bort permette di guardare al tempo vissuto con distaccata saggezza, garantendo la riconciliazione con la caducità umana attraverso la leggerezza dell’ironia.
La dimensione sociologica: satira di costume, anti-ageism e critica sociale
La produzione artistica di Bort trova il suo valore fondamentale nel profondo legame con il tessuto sociale e relazionale della comunità:
Specchio del costume e de-costruzione degli stereotipi: Attraverso scene di vita quotidiana, dinamiche familiari e contesti lavorativi, Bort ha tracciato una radiografia sociologica dell’Italia. Lo svelamento paradossale de “Le ultime parole famose” agisce come critica ai dogmatismi e alle rigide gerarchie sociali, promuovendo una cultura fondata sull’umiltà e sul senso del limite.
Neutralizzazione dell’isolamento e potenziamento del capitale sociale: L’umorismo condiviso nelle pagine dei giornali e dei codici enigmistici ha agito da sempre come un catalizzatore relazionale. La risata provocata da una vignetta di Bort accomuna lettori di estrazioni diverse, creando un linguaggio comune che rafforza il capitale sociale e il senso di appartenenza.
Invecchiamento attivo e valore culturale dell’artista (Anti-Ageism): La figura di un maestro dell’illustrazione che attraversa un secolo mantenendo viva la propria carica espressiva sovverte lo stereotipo sociale dell’anzianità intesa come fase passiva. Bort ridefinisce il ruolo del grande creatore di cultura, dimostrando come l’ironia sia una risorsa sociale permanente.
La dimensione pedagogica: educazione al pensiero critico e intergenerazionalità
Dal punto di vista della scienza dell’educazione, la lezione di Bort e il format de “Le ultime parole famose” costituiscono un vero e proprio dispositivo didattico e formativo:
Il dispositivo dell’incontro intergenerazionale: Il tratto grafico pulito e l’umorismo garbato di Bort rappresentano un codice comunicativo universale. Le sue vignette hanno unito nonni, genitori e nipoti attorno allo stesso giornale, facilitando un dialogo intergenerazionale spontaneo e privo di barriere anagrafiche.
Educazione alla de-automatizzazione del pensiero: “Le ultime parole famose” sono pedagogicamente formidabili: insegnano a non fidarsi cieca e dogmaticamente delle certezze assolute. L’opera di Bort offre un’educazione alla veridicità, al pensiero critico, all’autocritica e alla flessibilità valutativa, strumenti indispensabili per la formazione del cittadino consapevole.
Invecchiamento creativo e Lifelong Learning: Mantenere acuta la verve satirica e l’osservazione del mondo dimostra la persistenza della plasticità cognitiva e della creatività umana. La lezione centenaria di Bort conferma che l’invecchiamento e l’esperienza accumulate sono terreno fertile per una continua riespressione del sé e per l’apprendimento permanente.
Cent’anni dopo la sua nascita, l’eredità artistica di Bort e il genio iconico de “Le ultime parole famose” offrono una testimonianza tangibile di come la dimensione ludico-comica non costituisca un’evasione dalla realtà, bensì una modalità alta per abitarla e comprenderla. Attraverso l’integrazione dell’asse psicosociopedagogico, emerge chiaramente come l’umorismo di Bort rappresenti una vera risorsa esistenziale: una risposta psichica alla presunzione e alla fragilità, un collante sociale contro l’incomunicabilità e un paradigma educativo capace di parlare a tutte le età. In ultima analisi, la storia di Bort ci ricorda che ridere dei propri errori non è soltanto un atto liberatorio, ma una profonda e nobile arte dell’intelligenza.
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Un giorno senza un sorriso è un giorno perso!
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