Confondere l’ostinazione con il romanticismo è un errore comune. Ci hanno insegnato che “chi la dura la vince”, ma nella vita reale insistere davanti a un rifiuto non ti rende un eroe. Ti logora e basta. Saper fare un passo indietro quando non c’è terreno fertile è il vero segno di maturità e rispetto per se stessi.
E’ vero che la nostra mente di fronte a un rifiuto si ostina ma non è per amore ma per questi tre meccanismi psicologici precisi:
L’illusione della sfida:
Il rifiuto trasforma quella persona in un premio da conquistare a tutti i costi per validare il proprio ego.
La trappola del tempo dedicato:
Si pensa ai mesi passati a scrivere e cercare di incontrarla e si continua a insistere solo per non ammettere di aver sprecato tempo ed energie.
L’idealizzazione:
Si smette di vedere la persona reale e si inizia a corteggiare un fantasma perfetto che esiste solo nella nostra testa.
Bisogna guardare in faccia la realtà. Smettere di giustificare i suoi comportamenti e accettare i fatti per quello che sono.
Se una persona ci vuole, muove le montagne. Se non trova mai dieci minuti per noi, non siamo una sua priorità.
Se ci risponde a monosillabi dopo un giorno, ci sta dicendo dove ci troviamo nella sua classifica.
Ricordatevi!!!!
La passione non si mendica, la nostra energia è preziosa. Ogni volta che si rincorre chi ci respinge, ci mettiamo in una posizione di inferiorità, ci adattiamo a chiedere le briciole e ci svalutiamo.
L’attrazione non si negozia, o c’è un’alchimia reciproca e spontanea o non c’è.
Allora come riprenderci la nostra dignità? Uscire da questo circuito richiede solo una cosa: disciplina emotiva.
Contatto zero: Smettere di incontrarla, contattarla o guardarla sui social.
Non puoi guarire da una scottatura se continui a toccare il fuoco. Trasformare la frustrazione in carburante per crescere.
Se l’interesse e l’entusiasmo non viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda bisogna lasciar perdere. Andarsene non significa aver perso, significa aver capito quanto si vale.
È vero questi sono ottimi consigli per mollare la presa ma guardare un uomo che si ostina a rincorrere un rifiuto non dovrebbe suscitare giudizio, ma una profonda, autentica tenerezza. Dietro quella faticosa insistenza, infatti, non c’è cattiveria o arroganza. Spesso c’è solo un cuore pulito, un po’ ingenuo, che ha scommesso tutto su una speranza e che non sa come fare a spegnerla senza farsi a pezzi. È doloroso accettare che l’Amore, da solo, non basta a farsi amare. È straziante guardare la persona che consideravi il tuo futuro e renderti conto che per lei sei solo un capitolo chiuso, o forse mai iniziato.
Allora mi rivolgo a tutti quelli che si trovano in questa situazione di non colpevolizzarsi per averci creduto troppo. Non vergognarsi delle lacrime versate in segreto, dei messaggi scritti e mai inviati, o di quella speranza testarda che si riaccende a ogni minimo segnale. Siete solo esseri umani che hanno desiderato di essere visti, accolti e amati.
Abbiate cura di voi stessi e della vostra fragilità. Meritate un amore che non sia una battaglia quotidiana, ma un porto sicuro. Il regalo più grande che potete farvi oggi è smettere di bussare a una porta sbarrata: non per orgoglio, ma per proteggere quel ragazzo fragile che è in voi e che ha già sofferto abbastanza. Lasciate andare. Meritate qualcuno che, quando vi guarda, veda esattamente tutto il valore che avete.
Giuseppina De Biase
