Evviva Santa Rosa

Non è ancora il tre settembre

ma il sangue ha già il ritmo del passo dei Facchini.

Mancano i giorni,

manca la notte,

eppure la mente vola,

riaffiora l’emozione antica,

quel brivido intatto che non si spegne.

Lo so, stavolta non ci sarò.

Rimarrò silenziosa e lontana,

mentre le vie di Viterbo diventeranno un fiume di luce e di grida.

Ma la devozione non conosce distanza.

Rosa,

la mia assenza sarà solo un guscio vuoto.

Perché quando il grido spaccherà il buio,

quando le cento spalle si faranno una sola schiena,un solo sudore,

io sarò comunque lì sotto.

Schiacciata contro il muro della mossa,

a spingerti verso il cielo.

Nessun chilometro può fermare questa penna.

Sento il boato del Plebiscito entrarmi nelle vene,

mentre gli occhi si riempiono di lacrime

Sarò lì, col cuore in gola

nell’istante esatto in cui la tua terra si inginocchia

e tu ti stacchi dal suolo e diventi cielo.

Non ho le tue origini,

non ho quella terra nelle mie radici,

ma il mio cuore sarà lì con Te

Perché non serve essere figli di Viterbo

per essere figli tuoi.

Giuseppina De Biase