INTERVISTA AL GIORNALISTA, SCRITTORE E AVV. GIUSEPPE STORTI

Giurista, giornalista e scrittore: una vita tra diritto, cultura e impegno sociale

Di Angela Kosta


Benvenuto a questo dialogo. Sono lieta che mi abbia contattata per questa intervista.
Lei è avvocato, giornalista e scrittore. Tre professioni apparentemente diverse, ma che hanno come filo conduttore la parola. Quanto sono importanti, nella sua vita, la scrittura e la comunicazione?

La scrittura e la comunicazione rappresentano per me strumenti fondamentali di conoscenza e di relazione con gli altri. Il diritto mi ha insegnato il valore della precisione e della responsabilità della parola; il giornalismo mi ha insegnato a osservare la realtà e a raccontarla; la letteratura, invece, mi permette di esplorare l’animo umano e di dare voce a emozioni, esperienze e problematiche sociali.

La sua attività letteraria mostra una particolare attenzione verso le periferie, le fragilità e le tematiche sociali. Da dove nasce questa sensibilità?

Nasce dall’osservazione della realtà e dal desiderio di raccontare quelle persone e quelle situazioni che spesso rimangono ai margini dell’attenzione. Le periferie non sono soltanto luoghi geografici: possono essere anche condizioni esistenziali. Raccontarle significa cercare di comprendere le difficoltà, ma anche mettere in luce la capacità dell’essere umano di reagire, rialzarsi e costruire un futuro diverso.

Il libro Con orgoglio, da Scampia ha ottenuto importanti riconoscimenti. Che cosa rappresenta per lei quest’opera?

Rappresenta un progetto letterario e umano particolarmente importante. Scampia è spesso raccontata attraverso immagini e stereotipi negativi. Io ho voluto guardare oltre, raccontando le persone, le loro difficoltà, le loro speranze e soprattutto la possibilità di un riscatto. Il riconoscimento ricevuto per questo libro mi ha dato grande soddisfazione, perché ha premiato non soltanto il lavoro letterario, ma anche il messaggio sociale che desideravo trasmettere.

Nei suoi racconti ricorre spesso il tema della fragilità. Ritiene che la letteratura possa contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica su problematiche come le malattie rare e l’inclusione scolastica?

Assolutamente sì. La letteratura può raggiungere il cuore delle persone in maniera diversa rispetto a un semplice articolo o a un documento informativo. Raccontare una storia significa permettere al lettore di immedesimarsi, di comprendere una situazione e, forse, di guardarla con occhi nuovi. Per questo considero la scrittura anche uno strumento di sensibilizzazione civile.

Tra i suoi lavori troviamo Rara Avis, dedicato al tema delle malattie rare, e Professori si nasce, non si diventa, dedicato all’inclusione scolastica. Perché ha scelto proprio questi temi?

Perché sono temi che riguardano la dignità della persona. Le malattie rare spesso costringono le famiglie ad affrontare difficoltà enormi e, nello stesso tempo, a combattere contro l’isolamento. L’inclusione scolastica, invece, riguarda il diritto di ogni ragazzo a sentirsi parte della comunità. Sono temi diversi, ma entrambi ci ricordano quanto sia importante non lasciare indietro nessuno.

Il suo percorso comprende anche la poesia. Che rapporto esiste tra la sua poesia e la narrativa?

Sono due forme espressive diverse, ma entrambe nascono dall’esigenza di raccontare ciò che sentiamo. La narrativa mi permette di sviluppare una storia, un personaggio, una situazione; la poesia, invece, è più immediata e spesso riesce a condensare in pochi versi emozioni molto profonde.

Essere giornalista ha influenzato il suo modo di essere scrittore?

Sicuramente. Il giornalismo mi ha insegnato ad ascoltare, osservare e cercare di cogliere ciò che si trova dietro le apparenze. Quando scrivo narrativa, questa esperienza mi accompagna. Cerco sempre di partire dalla realtà, anche quando poi la trasformo attraverso la fantasia e la sensibilità letteraria.

Che cosa significa, per lei, essere contemporaneamente uomo di diritto, giornalista e scrittore?

Significa vivere tre dimensioni che, pur essendo differenti, possono dialogare tra loro. Il diritto rappresenta la conoscenza delle regole e delle istituzioni; il giornalismo rappresenta il rapporto con la realtà quotidiana; la letteratura rappresenta la dimensione più profonda dell’uomo. Insieme costituiscono un percorso di ricerca e di conoscenza.

Qual è il ruolo che attribuisce oggi alla cultura in una società sempre più veloce e dominata dalla comunicazione digitale?

La cultura è ancora più importante proprio perché viviamo in una società veloce e bombardata da informazioni. Abbiamo bisogno di fermarci, riflettere, leggere e sviluppare uno spirito critico. La tecnologia offre strumenti straordinari, ma non può sostituire il pensiero.

Lei ha scelto come frase simbolo una celebre riflessione attribuita a Umberto Eco sul valore della lettura. Che cosa significa per lei leggere?

Leggere significa vivere più vite. Significa viaggiare nel tempo, conoscere luoghi e persone, entrare nella mente di altri esseri umani. Un libro può farci conoscere il passato, aiutarci a comprendere il presente e persino immaginare il futuro. Per questo considero la lettura una delle forme più alte di libertà.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Continuare a scrivere, certamente. Ho ancora molte storie da raccontare e molti temi che desidero approfondire. Vorrei proseguire il mio impegno nella cultura e nella comunicazione, mantenendo sempre al centro l’attenzione verso l’essere umano e verso quelle realtà sociali che meritano di essere conosciute e raccontate.

Per concludere, quale messaggio vorrebbe lasciare ai giovani che desiderano avvicinarsi alla scrittura e alla cultura?

Direi loro di leggere, osservare e non avere paura di raccontare ciò che vedono e ciò che sentono. La scrittura richiede pazienza, studio e umiltà. Non bisogna cercare immediatamente il successo: bisogna prima costruire la propria voce. E soprattutto non bisogna mai smettere di imparare, perché ogni libro letto, ogni persona incontrata e ogni esperienza vissuta può diventare una nuova pagina della nostra storia.


BREVE BIOGRAFIA

Giuseppe Storti è giurista di professione – avvocato specialista in Diritto Amministrativo e Scienze dell’Amministrazione, giornalista e scrittore per passione.

Iscritto dal 1982 all’Albo dei Giornalisti, elenco pubblicisti della Campania, è esperto in comunicazione politico-istituzionale. Per decenni ha collaborato con Il Mattino di Napoli ed è stato direttore di numerosi giornali e portali. Attualmente collabora con quotidiani e periodici mensili.

Nel 2021 ha pubblicato per Guida Editori il romanzo Il tempo fermo, finalista al Concorso Letterario Gold Writer Officina Edizione 2021.

Un suo racconto breve, Sognando Segni, storia di un rider romano, è stato pubblicato da due diverse case editrici, ottenendo la Menzione d’Onore Speciale al Concorso Letterario Emozioni 2022.

È membro dell’Accademia Nazionale di Arte e Letteratura di Roma e del Coordinamento Comunicatori per la Cultura 3C. Dal 2022 è inoltre membro dell’Accademia d’Arte e Letteratura di Roma.

Nel gennaio 2024 è uscito il suo libro Con orgoglio, da Scampia. Storie di periferie esistenziali e di riscatto sociale, edito da Giannini di Napoli. L’opera rappresenta uno dei momenti più significativi della sua produzione letteraria, affrontando il tema delle periferie, dell’emarginazione e della possibilità di riscatto attraverso storie profondamente legate alla realtà sociale.

Nel corso del 2023 ha pubblicato il racconto Amicizia e amore nella raccolta di dieci racconti a tema Agorà: l’amicizia si fa in dieci, curata dallo scrittore Eugenio Patticini.

Dal 2024 è membro dell’Associazione culturale Officina Mediterranea per le regioni Lazio e Campania.

Sempre nel 2024 ha pubblicato il racconto Certe notti nell’antologia di dieci racconti Agorà: il senso di un incipit, curata da Eugenio Patticini.

Nel maggio 2025 ha ricevuto, per il libro Con orgoglio, da Scampia. Storie di periferie esistenziali e di riscatto sociale, la segnalazione di Alto Merito per la Letteratura da parte dell’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura di Roma.

Nello stesso mese, sempre per Con orgoglio, da Scampia, si è classificato terzo nella sezione Romanzi editi, con attribuzione di targa-premio, al Concorso Letterario Nazionale indetto dall’Associazione Culturale Ipazia, con il patrocinio della Regione Campania e del Parlamento Europeo.

Nel maggio 2025 ha pubblicato il racconto Aldebaran: la stella più luminosa nell’antologia di dieci racconti E se l’Universo fosse solo un punto dentro di noi, curata dallo scrittore Eugenio Patticini.

Nel marzo 2025 ha pubblicato su Amazon il suo terzo libro, Prof. Michele Storti – Il Preside di tutti.

Nell’agosto 2025 è risultato finalista al Concorso Letterario Voglio dirti grazie!, indetto dal periodico Edizioni Il Saggio.

Nell’ottobre 2025 ha partecipato all’antologia solidale curata dalla scrittrice Monica Pasero, Supereroi come io e te, con il racconto Rara Avis (Uccello raro).

Nel gennaio 2026 è stato pubblicato il suo quarto libro, edito dalla casa editrice Astra Editori di Casoria, dal titolo Le vie del cuore – Perdersi per ritrovarsi.

Nel maggio 2026 ha ottenuto due importanti riconoscimenti: un Attestato di Merito per la poesia Vagando, nell’ambito del V Concorso Poetico La ritmica dell’anima, e una Menzione nella sezione Racconti inediti per l’opera Per amore, solo per amore, alla III Edizione Nazionale del Concorso Letterario indetto dall’Associazione Ipazia ETS, con il patrocinio del Parlamento Europeo e della Regione Campania.

Nel luglio 2026 sono arrivati altri due importanti riconoscimenti per altrettanti racconti dedicati a tematiche sociali: è risultato finalista nella sezione Editi con Rara Avis, dedicato al tema delle malattie rare, e ha ottenuto il terzo posto nella sezione Racconti inediti con Professori si nasce, non si diventa, dedicato al tema dell’inclusione nell’ambito scolastico. I riconoscimenti sono stati conferiti nell’ambito del Concorso Letterario Internazionale, III Edizione di Logopesole, Nati sotto lo stesso cielo, indetto da Officina Mediterranea APS.

Giuseppe Storti è inoltre autore e curatore della pagina culturale “Il Salotto di nonna Speranza” su Facebook, spazio dedicato alla cultura, alla letteratura e alla riflessione.

La frase che ama particolarmente e che sintetizza il suo rapporto con la lettura è quella attribuita a Umberto Eco:

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni.”



Sintesi dell’opera Le Vie Del Cuore – Strani amori: perdersi per ritrovarsi 

Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre – Ferzan Özpetek.
Lo pensava sempre Giuseppe Ingenito, avvocato di successo di Napoli, col cuore spezzato da un terribile segreto che custodiva dentro di sé, come una reliquia. Un grande e unico amore nato sui banchi di scuola. Spazzato via da un tragico destino. Ma le vie del cuore seguono percorsi imperscrutabili agli occhi umani. Si fanno largo con passo lento ma inarrestabile, trovano sempre la loro strada inondando di amore l’animo umano. Giuseppe correva senza saperlo; nel silenzio del cuore, incontro ad un altro bivio disegnato giorno dopo giorno da un amore strano, ma che avrebbe cambiato totalmente la sua vita.