La provincia sembra immobile sotto il sole della Sicilia, ma dietro le finestre, nelle famiglie e lungo le strade dei piccoli centri continuano a vivere segreti mai confessati. In Ombre del passato Giuseppe Pulino costruisce sei indagini nelle quali il crimine non arriva da lontano: nasce dalle relazioni quotidiane, dalle colpe nascoste e da verità che il tempo non è riuscito a cancellare.

Pier Carlo Lava

In un piccolo commissariato siciliano apparentemente destinato a occuparsi soltanto di ordinaria amministrazione arriva la giovane commissaria Santa Santucci. La sua presenza modifica gli equilibri e introduce uno sguardo nuovo su una comunità abituata a proteggere abitudini, rapporti e silenzi.

Al suo fianco lavorano il brigadiere Oliva e l’appuntato Zarbano, due uomini semplici e leali, capaci di affiancare all’esperienza investigativa una sincera umanità e una vena ironica. Il loro rapporto con la commissaria promette di essere uno dei principali elementi di continuità fra le sei storie raccolte nel volume.

Il titolo, Ombre del passato, chiarisce immediatamente la natura dei misteri. Non si tratta soltanto di individuare il responsabile di un delitto, ma di riportare alla luce ciò che una famiglia, un paese o un’intera comunità avrebbero preferito dimenticare. Confessioni improvvise, morti sospette, vecchi crimini, traffici oscuri e interessi privati trasformano la tranquillità della provincia in un’apparenza ingannevole.

Il passato, nei racconti di Pulino, non sembra mai veramente concluso. Può rimanere nascosto per anni, ma continua a produrre conseguenze e prima o poi ritorna a chiedere conto delle decisioni prese, delle omissioni e delle responsabilità taciute.

Una commissaria giovane in un mondo di vecchi equilibri

La scelta di affidare le indagini a Santa Santucci offre alla raccolta un punto di osservazione interessante. È una donna giovane che assume una posizione di comando all’interno di un ambiente probabilmente abituato a gerarchie più tradizionali. La sua autorevolezza deve quindi misurarsi non soltanto con i casi da risolvere, ma anche con consuetudini, diffidenze e pregiudizi.

Santa viene presentata come intelligente, tenace e sorprendente. Non è la classica investigatrice solitaria, tormentata e distante dagli altri. Lavora insieme a Oliva e Zarbano, valorizzando un’indagine nella quale l’intuito personale si unisce all’esperienza e alla conoscenza del territorio.

La squadra funziona proprio grazie alle differenze. La commissaria rappresenta l’energia del cambiamento; i due collaboratori conoscono invece le persone, i linguaggi e le dinamiche locali. Nei piccoli centri, infatti, un’indagine non procede soltanto attraverso prove materiali e interrogatori. Occorre interpretare esitazioni, mezze frasi, antichi rancori e parentele che collegano vittime, sospettati e testimoni.

L’ironia introdotta da Oliva e Zarbano alleggerisce la tensione senza cancellare la gravità dei delitti. Questo equilibrio avvicina il libro alla tradizione del giallo di provincia, nel quale l’investigazione si intreccia con la commedia umana e i personaggi secondari contribuiscono a restituire il carattere del luogo.

La Sicilia oltre l’immagine da cartolina

La Sicilia è molto più di uno sfondo. Il paesaggio assolato, le strade apparentemente tranquille e la vita dei piccoli paesi creano il contrasto sul quale si fondano le sei storie. Tutto sembra visibile sotto una luce intensa, eppure proprio lì continuano a esistere le ombre più profonde.

Pulino conosce direttamente questa realtà: è nato a Rosolini, ha studiato a Catania e vive a Lentini. La sua Sicilia può quindi essere raccontata dall’interno, attraverso i comportamenti quotidiani, le relazioni familiari, l’umorismo e le contraddizioni di comunità nelle quali tutti sembrano conoscere tutti.

Nei piccoli centri la vicinanza non produce necessariamente maggiore trasparenza. Talvolta accade il contrario: si conoscono i fatti, ma non se ne parla; si intuiscono le responsabilità, ma si preferisce preservare un equilibrio; si custodisce un segreto non perché lo si approvi, ma perché rivelarlo potrebbe provocare conseguenze imprevedibili.

È in questo territorio morale che il giallo trova la propria forza. Un incidente può nascondere una volontà precisa, una confessione può arrivare con molti anni di ritardo e una storia familiare può rivelarsi diversa da quella tramandata. L’indagine diventa allora il mezzo per entrare nella memoria della comunità e scoprire ciò che si cela dietro la normalità.

Sei storie unite da una stessa domanda

Ombre del passato raccoglie sei misteri. Questa struttura permette di offrire casi autonomi conservando una squadra investigativa riconoscibile. Il lettore può così seguire il progressivo consolidarsi dei rapporti fra Santa, Oliva e Zarbano, mentre cambiano vittime, sospettati e ambienti.

La forma del racconto investigativo richiede rapidità, precisione e capacità di distribuire gli indizi senza appesantire la narrazione. Secondo la presentazione editoriale, Pulino adotta una scrittura vivace e scorrevole, pensata per una lettura immediata ma non necessariamente superficiale. La leggerezza di alcuni dialoghi convive infatti con temi come la colpa, la violenza, l’omertà familiare e il peso delle conseguenze.

Le differenti indagini sembrano condividere una domanda: è davvero possibile sottrarsi al proprio passato? Ogni personaggio può tentare di nascondere un fatto, modificare un racconto o costruirsi una nuova rispettabilità, ma il tempo non elimina ciò che è accaduto. Lo deposita nelle coscienze, nei rapporti e nei dettagli apparentemente insignificanti.

Santa Santucci deve quindi investigare non soltanto sui fatti, ma sulle versioni che le persone hanno costruito per continuare a vivere. La verità giudiziaria e quella umana non sempre coincidono perfettamente: risolvere un caso significa anche comprendere perché un’intera comunità abbia accettato di convivere con una menzogna.

Un giallo accessibile, fra mistero e umanità

Il volume si presenta come una lettura adatta agli appassionati del giallo classico e a chi predilige investigazioni legate ai territori e ai caratteri umani. Con le sue 194 pagine, offre sei storie concentrate, costruite per mantenere vivo il ritmo e accompagnare il lettore verso la soluzione.

La possibile forza della raccolta risiede nell’alternanza fra suspense e ironia. La componente più leggera, affidata soprattutto ai rapporti all’interno del commissariato, rende i personaggi familiari; quella oscura ricorda invece che dietro un’apparenza ordinaria possono nascondersi passioni, interessi e crimini.

Proprio questo equilibrio rappresenta anche la sfida narrativa: conservare l’umanità e la simpatia dei protagonisti senza diminuire il peso delle vicende affrontate. La presenza di sei casi differenti consente a Pulino di variare situazioni e tonalità, mantenendo come riferimento costante la provincia siciliana e il ritorno di colpe mai definitivamente sepolte.

Ombre del passato invita dunque a guardare oltre l’immobilità dei paesi e le versioni ufficiali delle storie familiari. Perché anche dove sembra non accadere nulla, ogni comunità conserva i propri misteri e ogni silenzio può nascondere una verità ancora in attesa di essere ascoltata.

L’autore

Giuseppe Pulino è nato a Rosolini, in provincia di Siracusa. Laureato in Biologia all’Università di Catania, ha insegnato Scienze e Matematica e vive attualmente a Lentini. È autore di diverse pubblicazioni, fra le quali commedie in dialetto siciliano e in lingua italiana e brevi racconti destinati ai ragazzi. È sposato con Carmen, ha due figlie e tre nipoti.

Scheda del libro

Ombre del passato, di Giuseppe Pulino
Armando Editore, collana “Brividi Gialli”, 2026
194 pagine – 15 euro
ISBN 9791257550998

Informazioni editoriali: Armando Editore

GEO: Sicilia; Rosolini, provincia di Siracusa; Lentini; Catania; Italia.

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Fonte immagine: Armando Editore – copertina editoriale del volume.