I piccoli Comuni rappresentano una parte fondamentale dell’identità italiana: custodiscono paesaggi, produzioni agricole, tradizioni, cultura e biodiversità. Il crescente interesse turistico registrato nell’estate 2026 costituisce un’opportunità importante, ma da solo non basta. Per impedire l’abbandono delle aree marginali servono servizi, collegamenti, assistenza sanitaria, sicurezza e infrastrutture digitali capaci di permettere alle persone e alle imprese di continuare a vivere e lavorare nei territori.

Pier Carlo Lava

Il Ferragosto, tradizionalmente considerato il “Capodanno dell’estate”, si conferma uno dei momenti più importanti delle vacanze degli italiani. La maggioranza dei turisti ha scelto di rimanere nel nostro Paese, riscoprendo anche destinazioni vicine e località situate all’interno della propria regione. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Alessandria, saranno circa 29 milioni le persone che trascorreranno il Ferragosto fuori casa. Il cibo rimane uno dei protagonisti della giornata: sette milioni di italiani sceglieranno il tradizionale picnic, portando il cestino preparato a casa oppure organizzando la classica grigliata. Altri otto milioni trascorreranno invece la giornata a tavola con parenti e amici, all’insegna della convivialità. Il mare resta la destinazione preferita, ma continuano a crescere le presenze nelle campagne, nei parchi naturali e nelle località montane. Le città d’arte esercitano una particolare attrazione soprattutto sui visitatori stranieri.

Sempre più turisti scelgono i piccoli borghi

Tra le tendenze più interessanti dell’estate 2026 emerge la crescente attenzione verso i piccoli borghi con meno di cinquemila abitanti. Il 66% dei vacanzieri dichiara di visitarne almeno uno durante una gita giornaliera, alla ricerca di paesaggi, tradizioni, esperienze autentiche e prodotti enogastronomici locali. A sostenere questa crescita contribuiscono sagre, feste popolari, manifestazioni culturali, mercati e iniziative dedicate ai prodotti tipici. Eventi che non costituiscono soltanto un’occasione di svago, ma permettono alle attività agricole, artigianali, commerciali e ricettive di incontrare nuovi visitatori. Tra le regioni che hanno registrato gli incrementi più significativi nei piccoli Comuni, il Piemonte si colloca al terzo posto a livello nazionale. Nel primo semestre del 2026 le presenze sarebbero cresciute del 9,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati del rapporto nazionale Estate e Ferragosto commentati dalla Regione Piemonte e richiamati da Coldiretti Alessandria.

Nei piccoli Comuni nasce gran parte dell’eccellenza agroalimentare italiana

Il ruolo dei piccoli centri non è limitato alla loro bellezza paesaggistica e architettonica. In questi territori nasce una parte determinante delle eccellenze agroalimentari italiane. Il 93% delle produzioni tipiche nazionali si concentra infatti nei Comuni con meno di cinquemila abitanti. Nei territori dei 5.538 piccoli Comuni italiani, dove vivono quasi dieci milioni di persone, viene realizzato il 93% dei prodotti a denominazione Dop e Igp e il 79% dei vini italiani di maggiore pregio. I piccoli Comuni rappresentano complessivamente il 70,1% dei 7.901 Comuni italiani. Il Piemonte, con 1.045 realtà sotto i cinquemila abitanti, è la regione italiana con il maggior numero di piccoli centri. Un patrimonio che unisce agricoltura, ambiente, cultura, cucina e turismo, ma che rimane esposto al rischio dello spopolamento e alla progressiva riduzione dei servizi essenziali.

La provincia di Alessandria conta 178 piccoli Comuni

La situazione assume una particolare rilevanza nella provincia di Alessandria, dove si contano 178 Comuni con meno di cinquemila abitanti. In questi territori vivono complessivamente circa 200.000 persone e si estende oltre il 54% della superficie provinciale. Dalle colline del Monferrato alle vallate appenniniche, la provincia possiede un mosaico di borghi, paesaggi vitivinicoli, castelli, pievi, aziende agricole, botteghe e produzioni locali. Questa ricchezza può favorire lo sviluppo di un turismo lento, sostenibile e distribuito durante l’intero anno, ma richiede interventi capaci di garantire la permanenza della popolazione residente. «I piccoli Comuni rappresentano uno straordinario esempio di intreccio fra tradizione e innovazione», ha affermato il presidente di Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco.

«L’Italia può affrontare le crisi puntando sulla propria identità, può competere e affermarsi senza perdere la propria anima. Cultura, bellezza e creatività sono le chiavi con cui scommettere per mantenere e rafforzare i primati internazionali che può vantare il nostro Paese». Bianco ha quindi richiamato la necessità di contrastare lo spopolamento: «È fondamentale contrastare lo spopolamento, che aggrava anche la situazione di isolamento delle aziende agricole e aumenta la tendenza allo smantellamento dei servizi, dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio».

Servizi e collegamenti digitali per impedire l’abbandono

Il turismo può offrire nuove opportunità economiche, ma non può sostituire i servizi necessari alla vita quotidiana. Per permettere alle persone e alle attività produttive di rimanere nei piccoli centri occorrono collegamenti stradali e digitali adeguati, trasporti, scuole, assistenza sanitaria e presidi territoriali. «I piccoli borghi hanno un significativo valore economico, storico, culturale e ambientale in un paesaggio fortemente caratterizzato dalle produzioni agricole. Per salvaguardare questa ricchezza è necessario però creare le condizioni affinché la popolazione residente e le attività economiche possano rimanere», ha sottolineato il direttore di Coldiretti Alessandria, Elio Gasco. Un problema particolarmente sentito nelle campagne riguarda il ritardo delle infrastrutture telematiche. «Facciamo i conti ogni giorno con insostenibili ritardi sulle infrastrutture telematiche ed è quindi strategico superare il digital divide fra zone servite dalla banda larga e altre no, fra città e campagne, per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire», ha aggiunto Gasco.

Secondo il direttore provinciale di Coldiretti, investire sui piccoli centri significa anche intercettare i nuovi flussi turistici, mostrando ai visitatori «la bellezza del paesaggio, delle tradizioni e la cultura di un’agricoltura in armonia con la storia e l’ambiente». La crescita delle presenze registrata nel 2026 rappresenta dunque un segnale positivo. Per trasformarlo in un risultato duraturo sarà però necessario fare dei piccoli Comuni non soltanto luoghi da visitare durante le vacanze, ma territori nei quali sia ancora possibile vivere, lavorare, investire e costruire il proprio futuro.

Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa dell’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne di Coldiretti Alessandria.

GEO: Alessandria – Provincia di Alessandria – Monferrato – Piemonte – Italia

Fonte: Comunicato stampa dell’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne di Coldiretti Alessandria.

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Nota immagine: Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.