Dal 2027 potrebbe entrare in vigore un nuovo sostegno economico per chi utilizza autobus, treni regionali e altri servizi di trasporto pubblico. La misura, inserita nel Piano sociale per il clima, avrà caratteristiche molto diverse dal precedente contributo nazionale da 60 euro: non sarà assegnata in base all’ordine di arrivo delle richieste, ma attraverso una graduatoria costruita sulle condizioni economiche e sulle reali necessità di spostamento dei cittadini.
Pier Carlo Lava
È importante precisare che il provvedimento non è ancora operativo. Il progetto è contenuto nel Piano sociale per il clima pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, mentre le modalità definitive dovranno essere stabilite con un decreto attuativo atteso entro marzo 2027. Il Piano dovrà inoltre completare il confronto con la Commissione europea, perciò alcuni aspetti potrebbero ancora essere modificati.
Un credito annuale per biglietti e abbonamenti
Il nuovo bonus non dovrebbe tradursi in un semplice voucher da utilizzare per un unico acquisto. Al beneficiario verrebbe riconosciuto un credito personale valido per dodici mesi, spendibile gradualmente per acquistare biglietti, abbonamenti e altri titoli di viaggio relativi ai servizi di trasporto pubblico locale e regionale.
La misura potrà comprendere anche i servizi di trasporto a chiamata, particolarmente importanti nei piccoli centri e nelle aree meno collegate. Il contributo nazionale, secondo l’impostazione attuale, non sarà cumulabile con analoghe agevolazioni comunali o regionali.
La gestione dovrebbe essere affidata alla Piattaforma della Mobilità Ecosolidale, denominata PMES. Qualora il sistema informatico non fosse disponibile al momento dell’avvio, potrebbe essere adottata inizialmente una procedura basata su codici QR. Dovrebbero essere previsti anche canali telefonici e assistenza in presenza per le persone meno abituate agli strumenti digitali.
Niente corsa al clic: conterà l’indice di vulnerabilità
La principale differenza rispetto ai precedenti incentivi riguarda l’assegnazione. Non dovrebbe esserci alcun “click day”: tutte le domande presentate entro il periodo stabilito saranno esaminate e collocate in una graduatoria.
A ogni richiedente sarà attribuito un indice di vulnerabilità compreso tra zero e cento punti. Il punteggio dipenderà soprattutto dall’ISEE, ma saranno valutati anche la distanza da percorrere, la disponibilità di un’automobile e il precedente utilizzo dei mezzi pubblici.
Per la condizione economica sono previsti fino a 60 punti:
- con un ISEE non superiore a 10.000 euro verrebbero riconosciuti 60 punti;
- con un ISEE compreso tra 10.001 e 15.000 euro, 45 punti;
- con un ISEE tra 15.001 e 20.000 euro, 25 punti;
- oltre i 20.000 euro di ISEE si resterebbe esclusi dal beneficio.
Altri 20 punti saranno collegati alla distanza tra l’abitazione e il luogo abituale di lavoro o di studio. Le percorrenze fino a 10 chilometri daranno diritto a 5 punti, quelle comprese tra 10 e 30 chilometri a 10 punti, mentre chi deve affrontare tragitti superiori ai 30 chilometri ne riceverà 20.
Il sistema attribuirà inoltre 10 punti a chi vive in un nucleo familiare privo di automobile e altri 10 a chi, nel periodo precedente, ha utilizzato un abbonamento mensile o annuale ai mezzi pubblici.
Gli importi previsti
Il valore del contributo sarà determinato dal punteggio complessivo ottenuto:
- da 35 a 54 punti: bonus annuale di 100 euro;
- da 55 a 79 punti: bonus annuale di 200 euro;
- da 80 punti in poi: bonus annuale di 400 euro.
Chi totalizzerà meno di 35 punti, in linea generale, non riceverà il sostegno, salvo un eventuale successivo scorrimento della graduatoria in presenza di risorse ancora disponibili.
L’accesso prioritario, con l’attribuzione automatica di 100 punti, dovrebbe essere riservato alle persone con disabilità certificata, ai caregiver familiari che le assistono e ai cittadini sottoposti a trattamenti sanitari continuativi che comportano frequenti spostamenti.
Una misura legata alla transizione energetica
Il nuovo bonus nasce all’interno delle politiche europee destinate ad accompagnare l’introduzione del sistema ETS2, che coinvolgerà anche i carburanti utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale. L’obiettivo è proteggere le famiglie più vulnerabili dalle possibili conseguenze economiche della transizione energetica e, contemporaneamente, favorire un maggiore ricorso alla mobilità collettiva.
La platea stimata è di circa 1,65 milioni di beneficiari ogni anno. Il progetto dovrebbe proseguire fino al 2032, ma disponibilità finanziarie, tempistiche, procedure per la domanda e criteri conclusivi saranno certi soltanto dopo l’approvazione del decreto attuativo.
La prospettiva appare quindi interessante soprattutto per pendolari, studenti, famiglie con redditi contenuti e persone costrette a spostarsi frequentemente. Per il momento, tuttavia, non è possibile presentare alcuna richiesta: le informazioni diffuse descrivono una misura programmata per il 2027 e non un’agevolazione già accessibile nel 2026.
GEO: Italia
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Fonti consultate: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – Piano sociale per il clima; Sky TG24 – Economia.