La mozione di Fabrizio Priano sull’Urbanistica del Caldo riporta in Consiglio un tema che porto avanti dal 2014: il verde non è arredo urbano, ma una necessità per la salute e la vivibilità.

Il tema è stato affrontato in modo più dettagliato nell’articolo dedicato alla proposta del consigliere comunale Fabrizio Priano: Alessandria, Priano propone l’Urbanistica del Caldo: alberi, ombra e rifugi climatici contro le estati estreme.

Ogni estate la stessa scena: temperature che si avvicinano ai 40 gradi, marciapiedi roventi, quartieri senza ombra e cittadini costretti a cercare un riparo che spesso non c’è. Ad Alessandria il caldo non è più un disagio occasionale: è una condizione con cui dobbiamo fare i conti, anno dopo anno. Eppure, davanti a questa realtà, continuiamo troppo spesso a trattare gli alberi come un problema da eliminare anziché come una risorsa da custodire e moltiplicare.

Pier Carlo Lava

Questa è una battaglia che porto avanti da molto tempo, almeno dal 2014. Ho scritto numerosi articoli sulle alberature cittadine, sui viali che lentamente perdono la loro identità, sulle piante abbattute e soprattutto su ciò che quasi sempre manca dopo: la sostituzione.

Non voglio negare l’evidenza: vi sono alberi malati, pericolanti o incompatibili con la sicurezza di strade e marciapiedi. In questi casi l’abbattimento può essere necessario. Ma il punto non è soltanto tagliare quando serve. Il punto è avere un programma serio per ripiantare, curare e far crescere nuove alberature, con tempi certi, specie adatte e manutenzione adeguata.

Basta percorrere i grandi viali di Alessandria per accorgersi di quanti vuoti siano rimasti. Ceppi, aiuole spoglie, filari interrotti: un paesaggio che dà tristezza e che, soprattutto, peggiora la qualità della vita. Corso Borsalino, via Maria Bensi, via Paolo Sacco, via De Gasperi, via Moccagatta — la grande arteria a quattro corsie che conduce anche verso la Clinica Città di Alessandria — sono luoghi nei quali il tema della sostituzione delle alberature dovrebbe essere affrontato con continuità e trasparenza.

Gli alberi non sono un dettaglio decorativo. Offrono ombra, riducono la temperatura percepita, contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria, intercettano parte dell’acqua piovana e rendono più sopportabili gli spazi urbani. In una città sempre più esposta alle ondate di calore, sono una delle infrastrutture più semplici, efficaci e visibili che possiamo costruire.

Il problema riguarda anche i condomini e gli spazi privati. Talvolta si guarda a una pianta soltanto come a una spesa, a foglie da raccogliere o a radici da controllare. Ma abbattere indiscriminatamente significa dimenticare che quell’albero può proteggere le facciate dal sole, offrire ombra agli appartamenti e contribuire a rendere più fresco il microclima di un cortile o di una strada.

La mozione presentata dal consigliere comunale Fabrizio Priano, che condivido, ha il merito di mettere il tema in un quadro più ampio: l’Urbanistica del Caldo. Non solo alberi, dunque, ma superfici meno impermeabili, materiali meno soggetti a surriscaldarsi, fontane e punti d’acqua, corridoi di ventilazione, pensiline ombreggianti, tetti verdi e una rete di rifugi climatici per le persone più fragili.

Non sono idee futuristiche. Sono scelte di buon senso che molte città stanno già studiando e applicando. E sono tanto più urgenti perché i dati climatici confermano una tendenza preoccupante: giugno 2026 è stato il mese di giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale. In Piemonte, ARPA ha segnalato ondate di calore con massime previste fino a 36-38 gradi e minime urbane oltre i 20 gradi, le cosiddette notti tropicali. Non possiamo dire oggi come si chiuderà agosto, ma sappiamo che il problema è reale e destinato a pesare sempre di più. Copernicus, ARPA Piemonte

Servono responsabilità e una strategia capace di superare le divisioni tra amministrazioni, maggioranze e opposizioni. Gli alberi tagliati negli anni passati non appartengono a un singolo governo cittadino: sono il segno di una mancanza di continuità che Alessandria non può più permettersi.

La cura del verde deve diventare una priorità permanente. Non parole da spendere nelle giornate più calde, ma obiettivi verificabili: quanti alberi vengono abbattuti, quanti vengono sostituiti, dove, entro quale termine e con quali garanzie di manutenzione. Solo così Alessandria potrà diventare davvero più fresca, più sana e più vivibile.


GEO: Alessandria, Piemonte, verde urbano, alberi, ondate di calore, urbanistica del caldo, cambiamento climatico.

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Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.

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